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Aumentare i propri followers su Twitter in 10 semplici mosse

twitter-bird-300x190Proprio perchè molto diverso da Facebook, per portata e logiche, Twitter sembra un social network non altrettanto semplice e immediato da utilizzare, perciò sentiamo  spesso di aziende che abbandonano la piattaforma perché incapaci di comprenderne logiche, potenzialità, funzionamento, utilità, o perché non riescono – nel breve periodo – ad aumentare i propri followers e ad ottenere risultati rilevanti per il proprio business.

Prima ancora di addentrarci su pochi consigli utili per ottimizzare la propria presenza su Twitter, quello che consigliamo a ciascuno di voi è proprio un cambio di prospettiva, ed un adattamento ai ritmi e alle particolarità della piattaforma cinguettante che, bisogna ricordarlo, si muove si in maniera molto più veloce e dinamica di Facebook, ma quanto a tempi di reazione e alla misurazione dell’ottimizzazione di impressions/conversioni (chiamiamole così anche per Twitter) è forse paragonabile ad un dinosauro.

Uno abbastanza lento e miope.

I Tweet che si rincorrono alla velocità della luce, in uno spazio ristretto di 140 caratteri che, se va bene, rimangono nella bacheca dei Tweet dei vostri follower per 30-40 secondi e non di più, non aiutano certo ad essere riconoscibili e molto visibili, a meno di non avere una strategia costante (pianificata al minuto) di comunicazione: contenuti interessanti e accattivanti, cesellati con precisione da mastri orafi, orari più proficui per il tweeting studiati a tavolino, e poi ristudiati, e poi ristudiati, una presenza costante ma non invasiva, e infine molta, molta pazienza sono il segreto per veder fiorire – sul LUNGO periodo – il vostro account business su Twitter.

Insomma: per aumentare i propri follower su Twitter, bisogna coltivarli un po’ come i pomodori, o i fiori.

Di certo non bastano hashtag e menzioni (anche se farli circolare tramite account con visibilità più alte aiuta a conquistare “fettine” di attenzione), bisogna avere un piano, una strategia, e molta costanza.

Provare per credere.

A partire da queste 10 semplici mosse strategiche:

1.       Curare il profilo (business) su Twitter

Una volta aperta la pagina su Twitter (o il profilo), bisogna ricordarsi di trattarla come una delle vetrine principali per il vostro business.

I contenuti vanno curati, certo, ma anche l’aspetto della “scatola” virtuale tramite cui li consegnate ai vostri  follower merita una strategia di comunicazione e un’immagine adeguata: la vostra aiuola ha bisogno di una forma, dei bei sassolini bianchi e di tutti gli altri elementi di cornice. I fiori vanno nei vasi, il vostro logo va nel riquadro del profilo mentre una bella immagine accattivante – e rappresentativa del vostro business e della vostra filosofia (e magari anche dei valori che volete trasmettere a livello di immaginario ai vostri follower) va impostata come copertina.

Poi vanno studiate le poche e semplici – ma EFFICACI – con cui descrivervi a ogni follower che entrerà sul vostro profilo per vedere chi siete, per sapere tutto quello cche potete dirgli di voi in poco più che 200 caratteri di descrizione.

Siate delle macchine da guerra su questo copy, mi raccomando. E non siate mai scontati!

Divertenti, magari, particolari, ma mai scontati.

2.       Scegliere gli Hashtag giusti

Come sappiamo, gli hashtag sono utilissimi per promuovere i propri tweet per “argomenti, interessi e trend”, e non solo per effettuare ricerche (di tweet su quegli stessi argomenti, interessi e trend.

La piattaforma (e a traino in parte anche Facebook che ha recentemente introdotto la possibilità di hashtaggare i propri status) incoraggia l’utilizzo virtuoso degli hashtag e ci ha ormai abituai a non fare “mai più senza”. Tanto che si dice che i tweet che contengono almeno 1 hashtag (purchè scelto in linea con il contenuto del tweet) hanno più del 50% in più di possibilità di essere retwittati (ovvio: acquistano anche in visibilità poiché il relativo tweet compare nella tweet list per argomenti di una ipotetica ricerca secondo quell’hashtag).

Quindi,  bene adeguarsi e utilizzare in maniera intelligente e studiata gli hasthag, avendo l’accortezza di osservare le 4 regole fondamentali (dell’hashtagging):

> Brevità (non create hashtag inutilmente lunghi: chi vi segue non li ricorderà mai! – oltre a non poterli utilizzare entro il limite di 140 caratteri per tweet che sono veramente pochi!)

> Concisione (non utilizzate più di 3/4 hashtag per ogni tweet – rischiate di confondere chi vi legge)

>  Originalità (Se create un hashtag per un evento, accertatevi prima che non l’abbia giàà inventato/usato qualcun altro!)

> Furbizia (se decidete di cavalcare l’onda delle TT e delle TL, fatelo in maniera studiata: individuate un trend che abbia a che fare con il vostro business e su cui possiate dire qualcosa di intelligente e utile. Aggiungere solo rumore di fondo a un chiacchiericcio già di per sé fastidioso non porterà nulla di buono alla vostra reputation!)

Ps. Ricordate di avere costanza e, almeno nei primi tempi, concedere il vostro tempo alle “festività” twitteriane. Stiamo parlando – anche ma non solo – dei #FF (Follow Friday – ovvero i venerdì ion cui da ogni profilo con l’hashtag #FF appunto si condividono ringraziamenti pubblici ai propri “best follower” per categorie… un esempio? Il prossimo venerdì fateci un “#FF @hotel-lab per gli strepitosi post sul blog! #hotellabacademy #staysocial” etc. etc. apprezzeremo tantissimo!)

3.       Usare correttamente le @Menzioni (ed evitare le catene di Sant’Antonio del follow)

Le Menzioni, ovvero inserire il nickname di gente importante, famosa, o influente (su Twitter), sono uno dei cosiddetti “segreti” per farsi conoscere su Twitter. Farsi conoscere in primis da chi si menziona (se si tratta di qualcuno che sta su Twitter per passione, non manccherà di notare i vostri Tweet menzione, rispondervi o addirittura rewtittarvi) e in “secondi” dai suoi follower.

Il tutto poiché – come già detto – si abbia a che fare con influencer intelligenti e appassionati, che decidano di darvi visibilità con un retweet (in pratica una “raccomandazione” ai propri follower di seguirvi) e non si esageri nello spammare contenuti stupidi o ripetitivi.

Del tipo: follow4follow, followmeIfollowyou e simili catene di Sant’Antonio.

4.       Pianificare i contenuti:

Scegliere cosa twittare (e sceglierlo in linea con il proprio profilo e con il business che sii vuole promuovere) cava sans dire è il passo fondamentale della strategia. Facendola breve:

> No alle pubblicità pure e semplici (il risultato sarà, al massimo, quello di strappare un “cheppalle” al vostro follower, seguito da un defollow immediato)

> No a testi lunghi e macchinosi, Si a testi brevi, originali, efficaci, accattivanti, teasing, incoraggianti, stuzzicanti, incuriosenti.. insomma, ci siamo capiti.

> Meno venditori più imbonitori? A volte, si.

Bisogna ricordare che a “vendere”, qui, sono i contenuti e, prima ancora, le EMOZIONI.

5. Buttarla sulle emozioni:

La strategia vincente è quella che, con un content marketing adeguato e un copy strepitoso riesce a condividere notizie e contenuti interessanti, divertenti, curiosi, che solletichino il lato emozionale (e quello dalla risposta più immediata, ovviamente, quello che riceve in premio una “pref” o un retweet)

6.Opinioni, non pugnette:

Idem come sopra, ribadiamo: bisogna portare un contributi UTILI con i propri Tweet per i propri Follower, e ciò può accadere soltanto fornendo un buon contenuto. Opinioni e ppunti di vista, ancche se personali, possono servire a caratterizzare sviluppi insoliti di argomentii triti o ritriti, o – come minimo – a caratterizzare il vostro profilo, a farvi conoscere, a permettere a chi v segue di farsi un’opinione su di voi, sulle vostre idee, sulla vostra AFFIDABILITA’.

È anche a questo che bisogna puntare: un profilo con una buona reputation online (oltre che a dare splendore al vostro pacchetto di comunicazione integrato – ovvero il vostro sito, blog, etc.) è un profilo che vede entrare una media di 3-10 follower nuovi AL GIORNO.

#sapevatelo

7. Limare i vostri tweet e abbellire (con le immagini adeguate):

i 140 caratteri, lo sa bene chi magheggia con Twitter, sono una benedizione e una maledizione allo stesso tempo. Riuscire a condensare in pochi caratteri – o con una immagine azzeccata – un’idea, un messaggio, un qualsiasi cosa è un’arte. Riuscirci a farlo in maniera efficace dà una sensazione di appagamento decisamente rara.

Veder fioccare reweet, follow, preferenze, fa sentire, in fin dei conti, geniali (oltre che riusciti nella mission di stimolare consensi e “portare a casa risultati”).

Inoltre, c’è poco da fare: anche Twitter sta spostando il proprio asse sul privilegiare i tweet accompagnati da immagini (che in alcuni casi vengono mostrate anche come anteprima, oltre che come link shortato, proprio per attirare l’occhio dei follower nel marasma di tweet-solo-testo): bisogna adeguarsi, e scegliere bene

8.       Follow, e non solo let yourself be followed:

Per sfondare su Twitter, bisogna saper anche scegliere chi seguire. È importantissimo infatti posizionarsi strategicamente fra gli influencers del settore del vostro business (e fra quelli simili e/o vicini, e perché no, anche fra quelli in competizione).

Proprio come nella piazza reale, se si vuole che la gente venga da noi per “consigli, opinioni, o anche solo per due chiacchiere (purchè vengano da noi), dobbiamo esser in grado di diventare i loro principali referenti. Sbaragliare la concorrenza sul piano dell’affidabilità, essere sempre pronti e all’erta.

Senza contare poi che seguire le notizie del nostro settore ci serve anche per tenerci sempre aggiornati e al passo coi tempi.

9.       Sinergie con gli altri account:

Avete una pagina Facebook ben avviata? Bene, potete sfruttarla per promuovere il vostro account Twitter e chiedere ai vostri follower di…seguirvi su entrambi.

Meglio ancora: inserite il bottone “Follow me!” (o una bella finestra con i tweet in tempo reale) nella sidebar del vostro blog, o del vostro sito! Le persone che vi visitano si iscriveranno in maniera quasi automatica, per tenersi in formati sulle vostre novità e non “perdervi” di vista.

Se poi volete fare social marketing aggressivo, potete sempre sfruttare contest, concorsi, giveaway &co. per aumentare i vostri follower (in cambio di un investimento in tempo e risorse, nonché in premi da concedere)

10.   Curare il customer care in real time:

Le statistiche parlano chiaro: le aziende che sono state in grado di fornire un servizio di custode care (assistenza ai clienti) in tempo reale basato proprio su questa piattaforma, sono state le WINNERS degli anni scorsi in termini di follower, reputation, e ritorno degli investimenti.

Nulla provoca più frenesia di follow (né sentimento positivo) che twittare il proprio problema e vedersi rispondere con cortesia, competenza e velocità dall’azienda. Fa sentire coccolati, fa sentire importanti.

Scatena un’emozione.

Che a sua volta scatena click a valanga.

#sapevatelo anche questo (e preparatevi a fornire un servizio adeguato però, o il boomerang vi ritornerà sui denti con una fermezza implacabile!)

 

Ecco qui, questi erano i 10 consigli per migliorare le vostre performance su Twitter.

A cui se ne va ad aggiungere uno.. di S-consiglio: Dite NO all’acquisto di follower!

Purtroppo, è prassi comune e consueta (come su Facebook, e su instagram) quella di vedersi offrire pacchetti di centinaia di follower così, d’amblè, su Twitter. Dite no.

Non vi fa onore, non vi porta più visibilità, non vi fa rientrare del relativo investimento, e rischia di “sporcare” il vostro target di utenza con follower che non sono realmente interessati a quello che fate e che vi mollerano non appena smetterete di pagarli.

Ci sono altri modi ben più proficui per aumentare la vostra visibilità su Twitter, e se non vi bastano i 10 che abbiamo già elencato, potete sempre farvi sponsorizzare come su Facebook…

Ma questo (forse) sarà argomento per uno dei prossimi post… alla prossima e #staysocial!

 

Chi è 

Laureata in comunicazione e nuovi media e con un master in Tourism Management, entrambi conseguiti presso Università IULM di Milano, ha proseguito il proprio percorso lavorativo in ambito revenue, marketing e web marketing, collaborando con prestigiose catene alberghiere e piccoli hotel indipendenti. È oggi consulente di strategie di web marketing e online advertising, social media e community manager, e copywriter creativa per il web.

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