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Facebook nel 2015: (quasi) tutto sta per cambiare

algoritmo_facebook - 300x190I rumours uditi negli scorsi mesi, a partire precisamente da agosto 2014, in merito ai cambiamenti (di nuovo!) nel sistema di visibilità (altrimenti detto algoritmo) di Facebook trovano in questi ultimi mesi dell’anno triste riscontro.

Diciamo triste perché (di nuovo!) ci è doveroso fare alcune considerazioni e riconsiderazioni  in merito alla strategia da adottare dai prossimi mesi in poi sulla piattaforma. La verità  è che sempre più difficile, se non impossibile, ci sembra riuscire nel prossimo anno ad ottimizzare la presenza di una pagina Business su Facebook senza dover ricorrere ad investimenti in ADS e pubblicità a pagamento.

Terminata l’era delle consumazioni gratuite, dunque, Facebook giunge a battere cassa  alla porta delle aziende che hanno intenzione di continuare a promuoversi sulla piattaforma, con un messaggio forte e chiaro: i post di promozione di prodotti e servizi e i post pubblicitari, insomma quei post che figurano sulle bacheche di ciascuna pagina aziendale con call to action chiare (acquista, compra, prenota, leggi qui, etc.) subiranno una penalizzazione sistematica e organizzata da parte del nuovo algoritmo di visibilità, fino a scomparire del tutto dalle bacheche dei followers. Il tutto per privilegiare i post promozionali a pagamento che invece vengono “caricati secondo le modalità adatte” sulla piattaforma… ovvero tramite Facebook Ads e quindi sponsorizzate.

Partito come aggiornamento “doveroso” per combattere la cattiva abitudine al link baiting (o click baiting che dir si voglia, ovvero l’abitudine a presentare post fuorvianti che con la voluta ambiguità invitano a cliccare per poi rimandare ad una pagina o a un contenuto di poco o nessun interesse o che addirittura nulla ha a che fare con il titolo originario), il discorso è stato spinto oltre, fino ad andare a colpire e penalizzare quelle pagine che fino a ieri hanno tentato di fare promozione a costo zero sulla piattaforma.

Niente più click through verso il sito o il booking engine da post promozionali con le offerte del mese, ad esempio: se l’algoritmo vi scopre quel post con il link (anche se in forma “Shortata” stile /bit.ly) scomparirà magicamente dalla visibilità pubblica, e la pagina in sé che lo ospita, o che continua a pubblicare post simili, pare che verrà anch’essa penalizzata, fino a scomparire CON TUTTI I SUOI POST dal newsfeed di Facebook.

La penalizzazione è stata introdotta, comunica Facebook tramite il proprio blog, per venire incontro alle esigenze degli utenti che “non vogliono continuamente vedere sulle proprie bacheche e feed delle news solo messaggi promozionali inutili e fastidiosi”, e colpirà in primis le pagine:

–          Postano troppi contenuti di tipo promozionale: offerte, sconti, promozioni, clicca qui per lo sconto, seguici per avere qc. Etc.

–          Postano troppi link per scaricare app o comprare prodotti

–          Postano contenuti che replicano i contenuti di un ads (=advertising, ovvero pubblicità)

Tutto per tutelare il diritto degli utenti di Facebook a non essere “disturbati continuamente” dalle fastidiose pubblicità. Salvo poi sapere che invece gli ads sponsorizzati compariranno eccome! E allora quelli non danno fastidio? C’è da chiedersi… ma nessuno risponde.

Del resto, sono ormai mesi che ci siamo accorti che la visibilità organica dei nostri post è andata drasticamente a diminuire, fino quasi a scomparire del tutto, e a niente sono valsi i nostri sforzi, nemmeno quelli di puntare sulla qualità dei contenuti: Facebook è implacabile, e ti dice “o paghi, o scompari”.

E in tutto questo, le aziende stanno a guardare?

Precisamente.

Le aziende che hanno un minimo budget da investire lo faranno, se vogliono continuare a promuovere le proprie offerte al pubblico di Facebook. Le aziende che questo budget non ce l’hanno hanno due scelte davanti: abbandonare la piattaforma e concentrarsi su altre più “free-business oriented” (poche, ormai, e forse nessuna con le stesse potenzialità e caratteristiche di Facebook), oppure ridimensionare i propri obiettivi, continuare con una comunicazione meno promozionale e più “content oriented” , e rinunciare ad utilizzare Facebook come canale di prenotazioni/vendita alternativo.

Del resto lo abbiamo già detto più volte anche noi: Facebook non è la soluzione alla mancanza di prenotazioni sul vostro booking engine, ma il luogo in cui cercare un contatto più vero, più personale e più proficuo a livello di fidelizzazione con i vostri clienti, fan e follower. Niente di più, niente di meno.

Chi è 

Laureata in comunicazione e nuovi media e con un master in Tourism Management, entrambi conseguiti presso Università IULM di Milano, ha proseguito il proprio percorso lavorativo in ambito revenue, marketing e web marketing, collaborando con prestigiose catene alberghiere e piccoli hotel indipendenti. È oggi consulente di strategie di web marketing e online advertising, social media e community manager, e copywriter creativa per il web.

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