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Il tuo hotel online: gli errori più comuni da evitare

hotel-onlineNell’epoca in cui le prenotazioni da mobile hanno di gran lunga superato quelle da desktop, e un’intera fascia di età non ricorda nemmeno che cosa sia un’agenzia di viaggi “fisica”, bisogna fare molta attenzione a come  si gestisce la presenza online del proprio business o della propria azienda e, quindi, anche del proprio hotel.

Non ci si può più permettere di “non esserci”, ma nemmeno di “esserci a tutti i costi”: la presenza online di un hotel va gestita con la stessa cura e attenzione con cui si gestisce la sua presenza fisica.

Va manutenuta costantemente, presentata al meglio, curata, rifinita, e soprattutto comunicata nella maniera più adeguata. Come? Evitando alcuni degli errori più comuni che, per inesperienza o ingenuità, si compiono ancora oggi nel gestire la presenza social o web del proprio hotel. Vediamoli insieme:

  1. Il primo errore è anche il più grande che si può commettere: non affidarsi a un professionista per al gestione della presenza online del proprio hotel. Il fai da te in questo caso non solo è sconsigliato ma potenzialmente più pericoloso della mancanza di gestione: è un po’ come recita il famoso leitmotif… se non si ha nulla di intelligente da dire, meglio tacere che aprir bocca e togliere ogni dubbio (sulla propria mancanza).

La gestione della presenza del proprio business online è una professione vera, che richiede conoscenze e skills specifiche e una formazione continua e costante: siete sicuri di potervela accollare? Non è meglio affidare le redini a qualcuno già ferrato sull’argomento, che ne conosce ogni sfumatura e sa come consigliarvi per il meglio? O preferite rischiare per mancanza di volontà o una reticenza di fondo a investire per il bene del vostro business? (Qualche spunto, lo trovate in questo post…)

  1. Il secondo errore più comune, e più deleterio, è correlato al primo: non investire un budget adeguato alle vostre necessità. Proseguendo su questa strada rischiate non solo di rovinare qualsiasi altro sforzo compiuto (si, anche quelli in aree che credete non abbiano nulla a che fare con questa… avete mai sentito parlare di content hub?) ma anche precludere possibilità di sviluppo futuro al vostro business.

L’era del “tutto gratis” è finita da un pezzo e chi non vuole arrendersi all’evidenza è destinato a fare la figura del dilettante (se non peggio).

Sulle piattaforme ormai non si fa più nulla senza sponsorship a pagamento: il business langue o è inesistente, e la gestione dei canali online (blog o social media che siano) diventa un inutile spreco di energie cognitive (se non monetarie) che finisce per parlare al vuoto. Certo, a livello di brand awareness ha ancora la sua indubbia efficacia, ma si limita solo a quello: restare in attesa che il pubblico lo cerchi, piuttosto che attivarmi per cercare il proprio pubblico. E, francamente, al giorno d’oggi è come sperare di riempire le proprie camere hotel con i walk-in, piuttosto che investire in advertising, un buon sistema di prenotazioni, posizionamento sui motori di ricerca, e commissioni per conquistare visibilità online tramite le (odiatissime ma pur sempre efficaci) OTA.

  1. Il terzo errore deriva da una forma mentis poco incline al cambiamento, o all’adattarsi al feroce e velocissimo ritmo imposto dai mutamenti delle piattaforme online e delle “forze” che le regolano ed è: non cambiare mai (strategia o modo di comunicare).

Arroccarsi sulle proprie posizioni e rifiutarsi di riconoscere e adattarsi al cambiamento è un passo falso che può costare caro e farvi perdere pubblico, clienti e prenotazioni/opportunità future che potrebbero invece salvare il vostro business dalla crisi stagnante che impera.

  1. Il quarto errore deriva dalla mancanza di idee, e da una fondamentale incapacità di riconoscere ciascun canale per quello che è: una nuova opportunità da cogliere piuttosto che una bacinella da riempire con “qualsiasi contenuto purchè funzioni come per gli altri”. E per altri intendiamo i concorrenti, o quelli che “sui social/online fanno bene”.

Copiare senza innovare è la via più rapida per affossare la vostra immagine e conquistare una cattiva reputazione, sia verso i competitor (che copiate) sia verso il pubblico (che è più furbo di voi).

Sforzatevi invece di proporre idee nuove o di comunicare il vostro speciale punto di vista delle cose: essere originali e comunicare la vostra originalità vi ripagherà in ogni caso (ne abbiamo parlato qui…)

  1. Non pianificare: Anche in questo caso si tratta di un errore derivato dal primo e fondamentale, ovvero pensare di poter stare online senza affidarsi a professionisti in grado di analizzare le vostre esigenze di comunicazione e studiare un piano strategico adeguato, articolato e integrato (che prenda in considerazione tutti i canali di vendita). Anche in questo caso, alla lunga, vi accorgerete che non state andando da nessuna parte, e lLa vostra comunicazione resterà al più amatoriale e, al peggio, tristemente autoreferenziale.
  2. Altro grave errore: parlare anche quando non avete nulla di nuovo o interessante (per il vostro pubblico) da dire, solo per “riempire gli spazi”. Capita più frequentemente di quanto pensiate: c’è chi ha l’orrore del silenzio e pretende di uscire con un post al giorno anche quando non ha nulla da dire, speso cadendo negli errori da dilettanti di certi post che ormai irritano solamente, e rischiano alla lunga di allontanare il pubblico dalle vostre pagine, scocciato da post inutili e ridondanti.

Anche continuare a parlare di se stessi senza uno scopo preciso, o cercando di spingere esageratamente le vendite, potrebbe risultare deleterio: l’attenzione del pubblico è poca e frammentata, costantemente sollecitata, e se istigata troppo finisce per allontanare il cliente potenziale, più che convincere all’acquisto.

Meglio invece calibrare i post a seconda degli argomenti di interesse, e studiare qualcosa di creativo e sorprendente, che punti sulla qualità dei post più che sulla quantità. 

  1. No al presenzialismo a oltranza: peggio di chi parla a vanvera c’è solo chi lo fa dappertutto. Meglio concentrarsi su pochi canali, ma buoni, avendo l’accortezza di scegliere in base alle vostre esigenze il più adatto. (Questo post potrebbe esservi utile).
  2. Altro errore dettato dalla convinzione di “sapere” già tutto quel che c’è da sapere: non studiare i segnali del mercato, del settore e del canale su cui state operando. Come nella vita reale, anche online ci sono segnali di “dove si sta muovendo il mercato” che possono aiutarci a capire cosa sta per accadere, quali saranno le nuove mode e i trendi di comportamento, come sta cambiando la domanda e come intercettarla proficuamente: si tratta di saper leggere questi segnali e modificare la propria strategia di conseguenza. Voi lo sapete fare?
  3. Di conseguenza, altro gravissimo errore è non leggere, o non saper leggere, le statistiche. Significa non sapere veramente cosa state facendo: navigare a casaccio sperando di approdare in porto, senza conoscere se la propria rotta è giusta, o dove vi porterà (ma sono scogli, quelli che si profilano all’orizzonte??).

Se non sapete quanto è come è efficace la vostra campagna pubblicitaria, state sprecando soldi. Se non sapete quanto è come avete venduto le vostre camere tramite ciascun canale, continuerete a proporre offerte o tariffe che non fanno gola a nessuno. Se non sapete quale è il giusto mix di canali su cui operare, finirete per pagare sempre troppe commissioni, anche su prenotazioni che potevate “tenervi in saccoccia” agendo in maniera più furba.

  1. E parlando di statistiche, vediamo di evitare l’errore più grossolano e quindi di lasciarsi incantare dai vanity metrics (e da chi tenta di venderli per oro colato): il numero di like su pagina Facebook (o profilo Instagram) può gratificare l’ego, ma non serve a niente altro.

Chiunque al giorno d’oggi può compare like (anche legalmente, un tot al kilo) ma la vera efficacia di una pagina o di un post si misura da un’altra parte: dal numero di persone che interagiscono con i vostri contenuti, dal numero di condivisioni, da quanto il vostro pubblico potenziale coincide con quello reale, da quanto volentieri il vostro pubblico accetta di farvi da (più o meno consapevole) brand ambassador invece che ignorarvi, dal tasso di conversione dei click che dalle piattaforme finiscono sul vostro sito e, in ultimo ma certo non ultimo, dal comportamento di navigazione di quel pubblico una volta approdato sul vostro sito e dalle conversioni in prenotazioni.

Alcuni di questi dati sono difficili da tracciare, altri più facili, ma ciascuno di essi dovrebbe essere obiettivo principale della vostra strategia, così come c’è una precisa strategia da mettere in atto per raggiungere ciascuno di questi nobili – e difficilissimi – obiettivi.

E voi cosa ci raccontate? Vi siete fermati all’errore numero 1 e il resto della lista vi suona comunque familiare? avete commesso un mix degli errori elencati e non sapete come rimediare? Noi possiamo aiutarti: contattateci per una consulenza mirata cliccando qui o tramite il form che trovate online, e vi aiuteremo a valutare la gravità del danno e i prossimi step da intraprendere per risolvere la situazione!

Chi è 

Laureata in comunicazione e nuovi media e con un master in Tourism Management, entrambi conseguiti presso Università IULM di Milano, ha proseguito il proprio percorso lavorativo in ambito revenue, marketing e web marketing, collaborando con prestigiose catene alberghiere e piccoli hotel indipendenti. È oggi consulente di strategie di web marketing e online advertising, social media e community manager, e copywriter creativa per il web.

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