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Lo storytelling perfetto …in pillole

storytelling-pills-300x190Nello scorso post abbiamo cominciato a parlare di storytelling, analizzando un paio di casi “di successo” per trarne qualche consiglio utile su come fare storytelling sulle nostre pagine social, oggi cercheremo di razionalizzare il discorso per ricavare qualche consiglio utile sulle tecniche da applicare quando si fa storytelling.

I saggi dicono che una buona storia prende vita sui social media, una grande storia viene condivisa. E tanto. Poiché lo storytelling è il motivo principale per cui dovrebbero essere stati creati i social: raccontare una storia. La mia, la tua, la nostra, quella del nostro hotel, quella della città dove siamo.. oppure tutte assieme, anche, perché no?

E non importa nemmeno tanto su quale canale la storia venga messa “in onda” per primo.. le migliori finiscono sempre per “trasbordare” ed arrivare ovunque. È nella loro natura, ed è merito di questo pazzo mondo interconnesso che ormai non rispetta più nessun limite, soprattutto quando c’è da condividere contenuti appassionanti: è questo che si intende con “la storia prende vita”. La storia cresce, fa parlare di sé, e a un certo punto sfugge di mano a chi l’ha creata, e comincia a girare per il mondo da sola, diventando sempre più forte.

Ma vi siete mai chiesti da dove inizia tutto quanto?

Dalle persone, ovviamente, e dalle loro esperienze: nello storytelling è il lato umano a farla da padrone, e a rendere speciale la “storia”. Sono le piccole avventure quotidiane, le sfide affrontate e le piccole vincite, che generano più interesse e condivisioni sulle pagine social: le persone si immedesimano, danno consigli, provano emozioni, e questo meccanismo si autoalimenta.

Certo, bisogna saperlo anche aiutare: bisogna saperlo incentivare e rinfocolare e saperlo tenere vivo..bisogna dedicargli molto tempo, insomma. Ci vuole qualcuno all’interno dell’azienda (o dell’hotel) che sia pronto a documentare queste porzioni di vita, a raccogliere informazioni, prepararle, e saperle condividere nel giusto modo. E poi soprattutto ci vuole qualcuno che sappia “sporcarsi le mani” con il copywriting e “ne sappia” di marketing, di comunicazione e di social media (ovviamente).

Lo storytelling a livello “master” non è semplice: bisogna piegare i propri contenuti e le proprie idee in maniera da coinvolgere la propria audience e, alla fine di tutto il processo, non solo convincere quella audience ad amarvi e condividervi, ma ad ACQUISTARVI. Voi, le vostre idee e il vostro prodotto o servizio.

Non dimentichiamo che ovviamente, anche se in maniera quanto più dissimulata possibile per non infastidire i follower, lo scopo finale di tutto il teatrino è portarli all’acquisto. Altrimenti non si giustificherebbero gli investimenti di tempo e di denaro che vengono richiesti.

Bisogna avere le idee chiare su cosa aspettarsi sia in termini di costi che in termini di risultati oggettivi: e se lo fate “solo” per piacere di più e acquistare qualche follower in pagina, lo storytelling non fa per voi, chiariamolo subito.

Se invece siete convinti di avere il contenuto, il budget e la pro positività giusta, andiamo avanti e scopriamo le famigerate 4 tecniche di storytelling da utilizzare per le vostre “Storie”:

1.       Mostrare, non raccontare

Arrivati al punto di ricorrere allo storytelling, il vostro brand dovrebbe già aver subito una trasformazione che lo ha portato a non essere più quello che voi volete..ma quello che ne dicono i vostri clienti (nel bene e nel male, recensioni comprese insomma).

Non perdete più tempo a cercare di convincere qualcuno del contrario, ma raccogliete storie, impressioni, racconti che MOSTRINO che cosa vuol dire avere a che fare con voi.

Un esempio? Sicuramente ognuno di voi ha ospiti “repeaters” che tornano in hotel perché “ci si trovano bene”, “si sentono in famiglia”, “ormai sono diventati amici” etc. E’ questo il lato umano che umanizza il vostro business e lo rende piacevole alla prima impressione anche agli sconosciuti, approfittatene! Fateglielo raccontare e condividete con il mondo.

2.       Eroi ogni giorno

Alla gente piacciono gli eroi, e ogni giorno è una piccola sfida, se ci pensate bene, per tutti. Basta saperla vedere dal punto di vista giusto, e saperla poi ovviamente raccontare.

Un esempio? Provate a mostrare cosa accade quando i vostri clienti, stanchi dopo un lungo viaggio in cui qualcosa magari è andato storto, arrivano alla vostra porta e.. a sorpresa, non solo li trattate come clienti, ma li accogliete come clienti SPECIALI.

Questo dovrebbe essere una regola, nel vostro comportamento, e non un eccezione, sia chiaro: ormai nel business del turismo è vincente chi si sa distinguere non solo per l’eccellenza del servizio ma per la sua personalizzazione. Le persone sono stanche di farsi trattare da “numeri” e quando arrivano in hotel sempre più spesso PRETENDONO il trattamento speciale che li faccia sentire VIP (quante richieste “assurde”, quanti “capricci” vi siete ritrovati a soddisfare perché “questo è il vostro lavoro e il cliente vi paga”?): alle volte, il modo migliore è prenderlo in contropiede, stupirlo prima ancora che chieda. Il più delle volte si “dimenticherà” di diventare scortese con voi e voi avrete raggiunto l’obiettivo.

A quel punto raccontarlo non farà altro che raddoppiare il vostro vantaggio.

3.       Emozionatevi per emozionare

Lo abbiamo detto e ridetto: il carburante che muove il motore del vostro storytelling sono le EMOZIONI.

Se le provate voi per primi, le proverà anche chi vi legge/segue. Il meccanismo di immedesimazione non lascerà scampo.

4.       Costruite la storia 

E costruitela secondo i canoni classici: con un inizio, uno sviluppo e una fine. Costruitela come piacerebbe ai vostri followers, ma anche come piacerebbe che la raccontassero a voi.

Costruitela in modo che INCURIOSISCA terribilmente all’inizio, RACCONTI abilmente in mezzo e RISOLVA intelligentemente alla fine.

Non abbiate paura di fare un po’ di autocritica e di “metterci la faccia” nel raccontarlo, vi ripagherà.

E tenete a mente che le persone amano le cose semplici, le storie a lieto fine, quelle per cui essere soddisfatti di aver “perso tempo” a seguirvi, quelle in cui le situazioni si risolvono (e per il meglio): li rassicura, li fa sentire seguiti, protetti, importanti.

Di sicuro su questo punto non vi mancheranno spunti, aneddoti, case histories, esempi: ogni giorno in hotel è un incubo di problemi da risolvere e clienti “difficili” e piccole cose che vanno storte minacciando di rovinare una giornata potenzialmente perfetta.

Punto 1. Che cosa si frappone fra il potenziale disastro e il lieto fine meritato?

Voi, niente altro che voi. Gli eroi protagonisti di questa “Storia”.

 

Ispirazione presa da: http://www.krusecontrolinc.com/content-storytelling-techniques-social-media/

Chi è 

Laureata in comunicazione e nuovi media e con un master in Tourism Management, entrambi conseguiti presso Università IULM di Milano, ha proseguito il proprio percorso lavorativo in ambito revenue, marketing e web marketing, collaborando con prestigiose catene alberghiere e piccoli hotel indipendenti. È oggi consulente di strategie di web marketing e online advertising, social media e community manager, e copywriter creativa per il web.

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