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Pagine Facebook e post multilingua: perché e come

Ci sono alcune decisioni basilari che vanno prese prima di aprire un nuovo profilo business sui social, e una di queste importantissime decisioni dipende dalle domande fondamentale che ognuno di noi si pone (o dovrebbe porsi), quando pensa al proprio business: a chi ci stiamo rivolgendo?

E più nello specifico: conosco il mio pubblico primario di riferimento?

E cosa ancora più importante: quali abitudini (di acquisto ma anche di comunicazione) ha questo pubblico, e banalmente, quale lingua parla?

A questo proposito bisognerebbe poi ricordare due cose: nessuna pagina social avrà mai solo un tipo di pubblico di riferimento, con comportamenti schematizzati in maniera semplice, o parlerà una sola lingua.

E allora come fare? Quale lingua scegliere per le vostre comunicazioni sui social?

Dipende da due fattori fondamentali: chi siete e cosa volete dire (oltre che come volete dirlo), e su quale piattaforma state.

Semplificando:

  • su Google Plus si parla quasi solo italiano, in alternativa in inglese, ma mai in entrambe le lingue sullo stesso post. Partendo dal presupposto che la pagina business di Google parli della vostra azienda, e che la vostra azienda sia italiana, conviene rivolgersi al pubblico che più facilmente vi troverà su Google Plus: in italiano, perché la piattaforma “social” viene usata principalmente qui.

In alternativa, e nel caso vogliate dare un’apparenza più “International” al vostro profilo potreste preferire l’inglese, consapevoli del fatto che parte del vostro pubblico italiano probabilmente non “riuscirà” a seguirvi in tutto, se lo fate.

  • Su Twitter, invece, l’inglese è la scelta migliore, sempre e comunque. Twitter è la piattaforma internazionale per eccellenza, capace di superare le barriere internazionali e portarvi al pubblico di tutto il Per convenzione, si parla in inglese perché un’infarinatura di questa lingua più o meno ce l’hanno tutti.

Vanno bene anche i tweet in italiano, ma non tweet misti (i caratteri sono pochi e rischiereste di fare confusione). Hashtag misti, quello si, purchè siano hashtag funzionali e non typos a caso.

Se poi riusciste a personalizzare la comunicazione (e non attivare il fastidiosissimo retweet automatico da Facebook o viceversa, ad esempio) sarebbe meglio: ogni canale ha le sue regole di comunicazione e “barare” potrebbe essere più deleterio che farvi risparmiare tempo.

  • Su Facebook bisogna fare una scelta, però: in linea di massima si parla principalmente l’italiano ma in alcuni casi si insiste per la doppia lingua italiano-inglese, quando non per l’inglese in esclusiva (pubblico multilingue ed eterogeneo, business particolarmente esportabile… come lo sono ad esempio gli hotel). In alcuni casi addirittura si sceglie il trilingue: inglese-tedesco-italiano e così via.

Per fortuna Facebook ci viene in aiuto, avendo implementato lo strumento che permette di pubblicare lo stesso post stradotto virtualmente in tutte le lingue che vogliamo.

Ci sono alcune regole fondamentali da rispettare per poterlo fare, e sono:

  • I post multilingue devono essere scritti e postati direttamente su piattaforma (non è possibile usare lo strumento multilingue su Hootsuite e gli altri sistemi di gestione multi profilo)
  • Il profilo deve essere abilitato alla gestione multilingue (cosa facilmente fattibile impostando il flag nella parte “Post in più lingue” nella sezione “Impostazioni” della pagina)
  • La traduzione in lingua deve essere fatta da voi o per lo meno controllata: quando nel post selezionate le lingue alternative il campo si auto compila con la “proposta migliore” che il Traductor di Facebook vi sa consigliare… il che non implica che sia la traduzione più corretta. Attenzione quindi a non fare più danno che altro, con traduzioni poco accurate o addirittura ridicole (ricordate, la regola del “meglio stare zitti che aprir bocca e togliere ogni dubbio?”)

Pubblicare un post in più lingue poi è molto semplice: basta cominciare a scrivere nel campo di compilazione normale, e in basso a destra comparirà il menu a tendina che permette di selezionare “Altre lingue”.

Esempio:

Virtualmente si possono pubblicare post in tutte le lingue che volete… diciamo che al massimo uscirà in 4-5 fino ad un massimo di 7, a scelta fra le principali parlate al mondo ( italiano, inglese, francese, tedesco, russo, arabo e cinese).

Ora, a proposito della “visibilità” dei vostri post, sappiate che c’è un altro modo per “limitarla” al pubblico di riferimento.

Quando impostate un post multilingue, infatti, chi visita la vostra bacheca o visualizza quel post lo vedrà nella lingua che corrisponde al setup lingua del proprio browser (inglese se ce l’ha settato su inglese, etc.). Se la lingua disponibile non corrisponde con il suo setup, vedrà il post nella lingua principale che voi avete scelto quando lo avete pubblicato.

Oppure non lo vedrà, se avete pubblicato un post ma avete agito sulle impostazioni di privacy escludendo il pubblico parlante una determinata lingua, oppure lo avete limitato solo ad una determinata lingua.

Esempio:

in questo modo posso escludere, su base demografica (quindi per lingua o fasce d’età) un tipo di pubblico e limitare le mie comunicazioni al resto.

Ad esempio posso pubblicare un post in inglese e decidere di non farlo visualizzare al pubblico Italiano (per cui pubblicherò un altro post, solo in italiano, con privacy ristretta alla sola lingua italiana). Comodo, certo, ma non la best practice.

Perché? Ma per via delle statistiche… ovviamente.

Pubblicando con il metodo del post multilingue, infatti, le statistiche saranno “unificate” per tutti i pubblici che interagiranno con quel post (in tutte le lingue e nazionalità). Pubblicando con il secondo metodo e restringendo la privacy, ciascun post avrà statistiche “limitate” a quel pubblico specifico… ovviamente, chi non lo vede non ci potrà interagire.

Consapevoli di questa “finezza” statistica, comunque, un metodo vale l’altro, e soprattutto il metodo migliore è quello che si adatta meglio alle vostre esigenze specifiche.

E se la soluzione dei post multi lingua non fa per voi?

Non vi resta che – se il tipo di business che gestite lo permette – aprire una pagina Facebook dedicata ad ogni singola nazionalità/nazione dove siete presenti. Ne sono esempio le pagine nazionali delle grandi catene alberghiere, ad esempio: accanto alla pagina di brand ci sono sempre i singoli hotel, e ciascuno “parla la sua lingua”. Altro esempio sono le branch nazionali di brand internazionali dell’elettronica, dei beni di consumo o del settore auto motive, ma non solo… insomma, vi siete fatti l’idea: laddove la necessità lo richieda, e un post multilingue su una singola pagina Facebook che “le rappresenta tutte” non dovesse bastare, questa sarebbe la vostra seconda opzione, con i suoi pro e contro.

Nel caso poi il vostro fosse un brand particolarmente noto o “grande” (di dimensioni oltre che di fama), a quest’ora avreste assegnata una Global Page da Facebook e non avreste problemi… le GP sono l’evoluzione (che speriamo presto arrivi per tutti) dinamica del concetto pagina brand + pagine branch nazionali, laddove sotto al “cappello” del brand si riuniscono e si possono gestire le pagine “local” con il vantaggio di una geolocalizzazione che permette di switchare facilmente alla pagina local dal menù a tendina della pagina global, e accedere ai contenuti dedicati per lingua e posizione geografica che più interessano all’utente che sta consultando il profilo.

In ogni caso, una cosa che potete fare è contattarci per una consulenza mirata cliccando qui o tramite il form che trovate online: analizzeremo insieme i vostri social e le vostre esigenze, proponendovi la soluzione migliore per interagire con il vostro pubblico e far “rifiorire” i vostri profili! 

Chi è 

Laureata in comunicazione e nuovi media e con un master in Tourism Management, entrambi conseguiti presso Università IULM di Milano, ha proseguito il proprio percorso lavorativo in ambito revenue, marketing e web marketing, collaborando con prestigiose catene alberghiere e piccoli hotel indipendenti. È oggi consulente di strategie di web marketing e online advertising, social media e community manager, e copywriter creativa per il web.

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