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Pinterest: guida veloce all’Happy Pinning

pinterest-style - 300x190Ne abbiamo parlato e sentito parlare spesso: Pinterest, la piattaforma social di condivisione immagini è stata, assieme al cugino Instagram, e più che altre piattaforme dal simile intento (Flickr, per dirne una), uno di quei fenomeni “mediatici” che entrano nei casi di studio, nelle statistiche, e forse anche nei Primati del Successo su Web.

Crescite esponenziali di utenti e attività on-site dal giorno di apertura e primo pinning a oggi, ne raccontano la storia e le potenzialità, ancora non del tutto esplorate, ma quanti di voi sanno esattamente come sfruttare queste potenzialità per il proprio business?

Perché Pinterest ormai non è “solo” un social su cui andare a trovare e condividere tante belle immagini, e coltivare i nostri interessi: è diventato uno degli strumenti alternativi di e-commerce online e vetrina digitale più efficaci del web. Uno dei canali a più alto tasso “di convinzione” che c’è. Come?

Ve lo diciamo noi, in breve: Pinterest funziona perché non fa tanti giri di parole, ma affida tutto al potere comunicativo ed emozionale delle immagini che, se ben sfruttate e targettizzate, “convertono” (in click e acquisti) con una precisione quasi chirurgica.

E se non ci credete, o avete voglia di fare un breve ripasso, rileggetevi i nostri post passati sull’argomento: qui e qui.

Ecco invece i 10 “comandamenti” dell’Happy Pinning ovvero la nostra guida per ottimizzare i vostri sforzi sulla piattaforma

1. La qualità:

C’è poco da girarci intorno: il fattore fondamentale, quello che crea l’emozione e quindi la base in-consapevole del mood che porterà i vostri follower a compiere l’azione che voi volete (il click, che sia verso il vostro sito o per re-pinnare il vostro contenuto) è la bellezza delle immagini che presentate.

E’ anche la bellezza di questo mezzo, quella che affascina e conquista, quella che entusiasma al primo sguardo e rende Pinterest il social network che scatena le reazioni più simili a quelle di un addicted-to… si, di un drogato di Pinterest.

Ma così come un drogato cerca “la roba buona”, un follower di Pinterest cerca il buon contenuto. Producetelo, o repinnatelo (sempre citando le fonti fin dove riuscite!) secondo i parametri che la piattaforma impone: alta qualità delle immagini, intuizione creativa e non scontatismo, originalità, unicità, bellezza, emozione, etc.

Fatevi un giro fra le board più comuni, vedete di cosa è fatto il mezzo: capirete in fretta che cosa ci si aspetta da voi.

2. Le tematiche e i vostri pin: estendere le cerchie

Chi entra su Pinterest difficilmente riesce a non farsi coinvolgere: la piattaforma tocca delle corde così ben radicate nella sfera emozionale e creativa di ognuno di noi che non si può proprio fare a meno di restarne affascinati. E di volerne di più.

Posizionarsi efficacemente in mezzo questi contenuti, produrne di in linea con le aspettative e gli standard della piattaforma, darà al vostro business un accesso privilegiato a questo universo, permettendovi di interagire in maniera nuova con i vostri utenti.

Su Pinterest, il vostro business si umanizza, condivide interessi, idee, mood, sentimenti, a volte senza bisogno nemmeno di esprimerli a parole: è per questo che consigliamo di sedervi a tavolino, prima di cominciare le attività, e fare chiarezza sulle sfere di interesse primario (quelle che hanno più attinenza con il vostro business) e secondario (Quelle a cui puntate, quelle di contorno, quelle che hanno attinenza relativa o affinità elettive con il vostro business, quelle su cui volete far leva per creare empatia con il vostro utente), e poi creare il vostro elenco di boards in  base a quanto “Scoprirete” e vorrete far scoprire di voi.

3. La quantità:

C’è anche un minimo ed un massimo di Pin al giorno che viene indicato nel “manuale non scritto del Pinner di successo”: limitatevi a non più di una decina di pin al giorno, per quanto difficile sia!

Non tramutatevi in “pinners furiosi”: i contenuti sono tanti, ma domani è un altro giorno.. utile per dare un sentimento positivo di cura delle vostre boards (punto 4: costanza) e non di bulimia “pinnica” a oltranza. Nessuno vi seguirà oltre il 20 pin, anzi gli utenti saranno scocciati di vedervi monopolizzare da soli la loro bacheca!

4. I follower e i loro interessi:

Ma ricordatevi di non seguire solo la voce della vostra coscienza, e dei vostri interessi: il mondo è bello perché è vario e i vostri utenti hanno 10, 100, 1000 altri interessi, magari simili ai vostri, magari totalmente diversi, ma comunque sfruttabili. Gli utenti cercheranno sempre ciò che interessa A LORO, non quello che volete dargli “da mangiare” voi.

5. La costanza:

Come dicevamo: curate il contenuto, la forma, la quantità, ma siate costanti. Effettuate ricerche per avere sempre sotto controllo “che cosa funziona” e che cosa è di moda sulla piattaforma, cercate nuove boards e utenti da seguire, che al 90% vi seguiranno a loro volta (sempre che rispettiate i primi 4 comandamenti che vi abbiamo dato finora), non “dimenticatevi” di pinnare per settimane intere, con il risultato di scomparire dalle bacheche di chi vi segue.

E ricordate che a volte i pin ci mettono un po’ a “uscire” e dimostrare il vostro potenziale, ma potreste svegliarvi un giorno e scoprire che, non per caso ma per ingegno, stanno avendo successo.

6. Creatività:

Pinterest più di tutti gli altri social è un media fatto di immagini, “di poche parole”, e per questo pieno di potenziale creativo.

Stimoli, idee, thinking out of the box, ispirazioni,  se ne stanno tutti lì sulla piattaforma, in attesa di essere scoperti e pinnati, ripinnati, condivisi, commentati. Un universo intero di creatività in fermento a cui attingere, o contribuire, per dare un nuovo smalto creativo anche al vostro business.

Non limitatevi quindi a fare le “cose semplici”: caricare le immagini del vostro hotel e  basta, per intenderci, sperimentate!

Create dei materiali di comunicazione ad hoc per questo strumento e sfruttateli, condividete non tanto quello che siete, ma l’idea che rappresentate, cui vi ispirate, che si può respirare nei vostri corridoi, nella hall, nelle camere e nella spa, quando un ospite viene da voi.

7. Il content sharing e il copywriting:

Ricordate che Pinterest è una piattaforma di sharing immagini.. ma non è Google Immagini! (Che invece, guarda caso, da qualche tempo a questa parte sta tentando di introdurre l’autorevolezza imparata da Pinterest fra le proprie caratteristiche: fonti, siti di riferimento, copyright etc.).

Questa non è solo una nota di bon ton, ma ha risvolti legali: se volete “Appropriarvi di un pin”, fatelo nella maniera corretta. Re-pinnate con la fonte correttamente citata (tanto Pinterest vi becca subito se quella stessa immagine è stata postata da qualcun altro in un’altra bacheca – dio solo sa come fa, ma lo fa!), mettete un watermark sulle vostre immagini per tutelarvi (oltre che come mezzo di pubblicità gratuita e veloce), siate onesti e non scopiazzate!

8. No all’autoreferenzialità: siate interessanti, non “dei venditori” qualunque:

L’utente medio è ormai troppo smaliziato per farsi fregare: cambiare piattaforma pensando di usarla “solo” per vendere sarebbe da sciocchi, e farebbe scappare a gambe levate i vostri utenti.

Non diciamo di non vendere affatto, ma vi consigliamo di non utilizzare Pinterest come ennesimo canale online dove caricare le immagini delle vostre camere e/o offerte nel vano tentativo di far arrivare prenotazioni: Pinterest non è una piattaforma di booking online! (o di e-commerce, se per questo).

Ma può essere, ad esempio, un ottimo canale di approfondimento in merito ai vostri servizi, alla customer experience, alle attività che si possono fare al vostro hotel o nella vostra città: sfruttatelo in maniera intelligente, può di sicuro aiutarvi ad avere un’immagine percepita e una reputation migliore di quella che può darvi ultimamente un Tripadvsor qualunque, ad esempio (con il vantaggio che qui decidete voi cosa pubblicare e come).

9. Ma non dimenticate le call-to-action, per convertire i vostri sforzi:

I punti precedenti vi hanno messo il dubbio che Pinterest non sia il canale adatto alla vendita, quanto piuttosto una vetrina (per quanto dinamica, pur sempre “solo” una vetrina) che non converte e non vende? Nulla di più sbagliato.

Non siamo una onlus, e non siamo qui per condividere immagini a tempo perso: sta a voi, al fine di tutte le considerazioni precedenti, e come precisa scelta strategica, inserire le giuste call-to-action fra le vostre attività, e nei vostri pin, in modo da indicare agli utenti che cosa volete che facciano.

E come negli altri casi, le regole da seguire sono basilari: siate semplici, siate chiari e non macchinosi, facilitate il percorso al vostro utente, siate onesti, non siate invasivi o insistenti.

10. Comunicazione integrata: il pin-button ovunque voi siate:

Come già per le altre piattaforme, il consiglio è sempre lo stesso e non smetteremo mai di ripetervelo: non lasciate che “parlino da sole”, la metà dei vostri sforzi verrebbero invariabilmente vanificati!

Pubblicizzate la vostra presenza su Pinterest, create dei mini contest, inserite il Pin-button sul vostro sito per rendere possibile la condivisione dei vostri contenuti, solleticate la curiosità dei vostri utenti sugli altri social, sul sito, sul vostro blog (al 90% anche loro avranno un profilo Pinterest con cui vorranno seguirvi, se solo avrete la pazienza di indicargli la strada dove trovarvi!)

E se vi perdete per la strada, o vi sembra che i vostri sforzi finiscano in nulla, niente paura.. ricordate il nostro motto: un pin per conquistarli, uno per emozionarli, e su Pinterest  fidelizzarli.

Chi è 

Laureata in comunicazione e nuovi media e con un master in Tourism Management, entrambi conseguiti presso Università IULM di Milano, ha proseguito il proprio percorso lavorativo in ambito revenue, marketing e web marketing, collaborando con prestigiose catene alberghiere e piccoli hotel indipendenti. È oggi consulente di strategie di web marketing e online advertising, social media e community manager, e copywriter creativa per il web.

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