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I social media e l’e-commerce: boom o ka-boom?

socialmedia-ecommerce-300x190In molti dipingono l’ecommerce come evoluzione ideale, addirittura inevitabile ormai, per le aziende fortemente impegnate sul fronte social. È diventato quasi un passo obbligato, ormai, aprire il proprio e-shop, una volta raggiunta la giusta base di pubblico e condivisioni sui social, e i big del campo non si lasciano certo trovare impreparati: Facebook, Twitter, e Pinterest (ma non solo) stanno pianificando lo sbarco sulle sponde e-commerce.

Statistiche e insights implementati, raffinati, potenziati, sono stati il primo passo in questa direzione, una spinta più forte verso le pubblicità (a pagamento o meno) sulle piattaforme il secondo. Il futuro è segnato, dunque? Pare proprio di si.

E l’idea non fa che trovare terreno fertile, nel sempre maggiore interesse di aziende e privati nell’investimento online. Sarà per i costi relativamente contenuti dalla mancanza di un negozio fisico (con relativi costi fissi), sarà perché ormai dichiarare di avere lo shop online aperto fa tanto “azienda che guarda verso il futuro” (quando il futuro è già qui da un pezzo), fattostà che in molti si impegnano con entusiasmo all’apertura di un e-commerce, anche approfittando dei nuovi tool, conoscenze e possibilità messe a disposizione dai social.

Facebook ad esempio: completata l’implementazione degli ADS a pagamento, e del  relativo algoritmo che penalizza le pagine che non fanno pubblicità in favore di quelle che la fanno, e dopo aver presentato e integrato varie app per il booking online – ad esempio – su piattaforma, Facebook annuncia che a breve sarà possibile acquistare on-platform (e quindi senza rimandare al sito web del cliente) gli “oggetti” di tale pubblicità, tramite l’aggiunta di un bottone “Shop now” sugli annunci pubblicitari promossi.

Attendiamo di scoprire di più sulle eventuali commissioni per le transazioni, o di come verranno   “divisi fra le parti” gli introiti di queste vendite.

Twitter dal canto suo ha acquisito tempo fa CardSprings, startup che si occupa di strategie di pagamento online e i cui servizi permettono di aggiungere moduli per la concessione di sconti, coupon, loyalty cards etc. a siti web e piattaforme online, ma non ha ancora dichiarato come intende sfruttare queste potenzialità.

Pinterest si conferma già la piattaforma regina dell’online selling: grazie alla partnership con Shopify, i “rich pins”(ovvero pin sponsor che permettono di approfondire le caratteristiche degli oggetti mostrati e rimandano direttamente al link per l’acquisto su web) conoscere prezzo di vendita e disponibilità in tempo reale di ciascun oggetto è cosa semplice. Da li ad un click per l’acquisto, il passo è brevissimo.

Da qui a divenire la prima piattaforma social che ospita estensioni per gli store online, il passo sembra ancora più breve…

Si vocifera infine che anche Instagram non voglia perdere l’occasione di cimentarsi nel “grande salto” verso l’e-commerce su propria piattaforma, invece che limitarsi ad una blanda promozione dell’e-commerce nativo aziendale, ma le voci di corridoio non sono ancora abbastanza chiare per poterne sapere di più, confermare o smentire. Per il momento dobbiamo accontentarci di osservare quello che succede in casa del “fratello cinese”, WeChat, che già da tempo si è affermato come uno dei social asiatici più performanti a livello di e-commerce.

A questo punto, e compiendo forse il passo più lungo della gamba, già tremiamo al pensiero di pubblicità “one-click-to-buy” sulle nostre preziose versioni gratuite di WhatsApp e Facebook messenger? Ai posteri l’ardua sentenza: il business è nell’online business, pare chiaro, ma sarà una moda passeggera o conquisterà tutti?

Quello che per il momento possiamo facilmente intuire è il motivo principale per cui queste proposte trovano terreno fertile presso gli utenti finali (in parole povere gli online shoppers):  la gente ha fretta, vuole tutto e subito, ed è alla ricerca del modo più veloce (e mobile-based possibilmente, in modo da poterlo fare proprio “ovunquemente”) e conveniente per l’acquisto di prodotti online, siano essi scarpe, libri, abiti o… viaggi.

E voi cosa ne pensate: aprireste (o  migrereste) il vostro e-commerce sui social? E se si , perché?

 

Chi è 

Laureata in comunicazione e nuovi media e con un master in Tourism Management, entrambi conseguiti presso Università IULM di Milano, ha proseguito il proprio percorso lavorativo in ambito revenue, marketing e web marketing, collaborando con prestigiose catene alberghiere e piccoli hotel indipendenti. È oggi consulente di strategie di web marketing e online advertising, social media e community manager, e copywriter creativa per il web.

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