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Storytelling virtuoso: 3 esempi da cui prendere spunto e ispirazione

Storytelling-Header-300x190Da qualche tempo a questa parte si fa tanto un gran parlare, soprattutto in campo social media, di storytelling, che è un po’ la “moda del momento” e al tempo stesso il “jolly” da giocare in campo media per puntare al successo virale… sempre SE si hanno a disposizione i budget necessari, un’idea creativa da sviluppare (quindi il giusto prodotto da veicolare) E il pubblico giusto a cui andare a “raccontare”.

Perché prima ancora di raccontarci di cosa si tratta stiamo già mettendo dei grossi paletti a limitare la nostra visuale? Perché la verità è questa: è bello parlare di storytelling, ma per farlo bene bisogna essere preparati. A investire molto, in termini di tempo, budget, e creatività.

Se infatti alcuni tipi di storytelling (letteralmente, raccontare “una storia” – a proposito di voi e del prodotto che volete “vendere”) possono essere fatti online a costo quasi zero, nella maggior parte dei casi, e nei casi che andremo ad illustrare qui sotto, ci vuole ben di più di un paio di tweet per creare interesse e/o addirittura diventare virali.

Ci vogliono i materiali giusti, i testimonial, e quindi i video, le creatività, uno storyboard proprio come quello non dico di un film ma almeno almeno di uno spot pubblicitario, e quindi dei budget abbastanza importanti a disposizione. Ma soprattutto: ci vuole il pubblico adatto a cui andare a raccontare questa famigerata “storia”.

Uno su mille, anzi su un milione, infatti “ce la fa” partendo da zero, o da una manciata di followers sulle proprie pagine social, anzi diciamo praticamente nessuno: non è un caso se tutti i più grandi esempi di storytelling virtuosi vengono da grandi aziende, grandi audience, e grandi..budget, appunto.

Male però di certo non fa dare uno sguardo a quello che fanno i grandi per imparare qualche dritta da riproporre “nel nostro piccolo”: l’ispirazione si trova svoltando ogni angolo, dopotutto.

Partiamo visionando i tre casi che hanno fatto più scalpore in questo periodo:

1. il video di KLM sulla sicurezza in aeroporto ft. Sherlock, il simpatico cane/mascotte ritrova-e-riporta-oggetti:

http://youtu.be/HY3c9_i0g60

Il video su cui è costruita la campagna marketing di quest’anno per KLM è un divertentissimo resoconto delle imprese quotidiane di Sherlock, con tanto di interviste ai colleghi di lavoro ed alle persone che Sherlock ha aiutato a ricongiungersi felicemente con i propri oggetti smarriti.

Sfrutta tutte le tematiche “calde” e di sicuro successo “social” del momento: è pet friendly, è simpatico e spigliato invece che aziendalmente “ingessato”, fa ampia luce sul lato “umano” (e su quello canino) dell’azienda che pubblicizza, senza che sembri che lo stia facendo. Pubblicizzare, si intende.

Perché in realtà fa molto di più: racconta una storia divertente tutto sommato, e lascia che chi vede il video si immedesimi in una delle peggiori esperienze che possono capitare (smarrire un oggetto in aereo) e ne esca con una sensazione positiva, pensando che comunque vada, se ci si affida alla compagnia aerea  le cose “avranno un lieto fine”. Anche quelle brutte.

Chi vede il video lo troverà talmente simpatico che al 90% lo condividerà sui propri social, senza accorgersi a livello cosciente di aver visionato dopotutto un “video aziendale” che imita, ma NON E’ una testimonianza reale di chi si è trovato in quella data situazione, né si rende pienamente conto di tutti i  meccanismi che sono stati sfruttati per convincerlo a compiere questa operazione (credere e condividere): immedesimazione, risoluzione di un problema, strizzatina d’occhio buonista, un pizzico di favola.. un cocktail perfetto.

2.  Ikea Singapore e l’operazione Halloween:

http://youtu.be/cqsonfSQk2I

Ikea Singapore è stata geniale anche quest’anno, come al solito: prendendo come spunto la necessità di promuovere le “shopping evening” (ovvero le serate in cui gli store rimangono aperti fino alle 23.00) e in concomitanza con l’avvicinarsi di Halloween, ha deciso di unire l’utile al dilettevole e girare un video in stile… Shining.

Poteva essere una parodia insipida e anche un po’ triste, e invece… e invece funziona, e alla grande!

CI ritroviamo a seguire il piccolo Denny (versione singaporegna) sul suo triciclo rosso aggirarsi per lo store Ikea semi-illuminato, ci scopriamo persino a trattenere il fiato mentre con la coda dell’occhio captiamo due zombie a cena nella cucina rossa di qua, un REDRUM scritto sil muro di là… e due esilaranti gemelline in vestito di raso azzurro che più improbabili e divertenti non si può! Il video scivola via liscio liscio fino al claim finale, che svela cosa pubblicizza, e nemmeno ci infastidiamo un pochino, anzi.

Quasi quasi facciamo rewind e play al rallentatore giusto per capire se ci siamo persi qualche citazione dell’originale nascosta nei fotogrammi! (maniaci noi!)

Ikea non è nuova a questo tipo di storytelling virtuoso: già tempo fa aveva girato una versione “crazy cats” in cui dei gatti si aggiravano per uno store deserto dopo l’ora di chiusura (a sua volta, idea già ampiamente sfruttata, per esempio da Dreamworks che in concomitanza con l’uscita del film Dragon Trainers aveva girato un video dove si vedevano i draghi protagonisti della saga aggirarsi per uno store di giocattoli deserto…o quasi).

3. Air New Zealand e la sicurezza-hobbit prima di tutto:

http://youtu.be/qOw44VFNk8Y

Altro #epicwin abilmente, anzi genialmente costruito, il video che in questi giorni sta diventando virale in rete è nientemeno che il “rifacimento” in stile”Lo Hobbit” dei video di Security OnBoard della compagnia aerea Air NZ.

Avete capito bene: quei video barbosi che nessuno guarda mai nei minuti di frenetica attesa di preparazione al decollo del proprio volo. Quelli che vengono illustrati dalle bamboline-hostess che ripetono ossessivamente i gesti meccanici imparati durante i corsi di formazione: “le uscite sono li, li, li… “ etc. etc.

Cliccate sul link e guardatelo: vi sfido a spegnere il video dopo 10 secondi dal suo inizio. Non ce la farete.

Lo guarderete tutto fino in fondo anche se non siete appassionati dello Hobbit. E se lo siete, alla fine avrete le lacrime agli occhi per aver riconosciuto Frodo e il regista della saga (niente meno!).. fra gli altri protagonisti.

Perché è su questo che fa leva, un buon storytelling:

–          La curiosità di chi guarda

–          La “fama” del soggetto che tratta, o di quello a cui far riferimento/il verso

–          Il meccanismo di “sospensione dell’incredulità” su cui si fonda il successo del cinema fin dai suoi albori (mi racconti una storia = io ci credo, credo a quello che mi fai vedere, credo nelle tue buone intenzioni, ti permetto persino di farmi pubblicità, perché in fondo non è la solita pubblicità barbosa, ma MI DIVERTE, e se mi diverte VA BENE)

–          Il divertimento come passepartout verso il “cuore” dell’interlocutore a cui ci si rivolge

–          Il contenuto di qualità (divertente, informativo, leggero, utile, etc. etc.) come leva per costringere all’azione (condividere, parlarne, guardare, likare, piacciare, commentare..)

–          Il porsi “al livello del proprio interlocutore”,  umanizzando le aziende e immedesimandole con i propri impiegati, o con gli attori che li rappresentano virtualmente, per creare un punto di contatto forte ed emotivo con i propri customers

E voi cosa ne pensate: qualcuno di questi video vi ha catturato oppure no?

 

Chi è 

Laureata in comunicazione e nuovi media e con un master in Tourism Management, entrambi conseguiti presso Università IULM di Milano, ha proseguito il proprio percorso lavorativo in ambito revenue, marketing e web marketing, collaborando con prestigiose catene alberghiere e piccoli hotel indipendenti. È oggi consulente di strategie di web marketing e online advertising, social media e community manager, e copywriter creativa per il web.

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