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Tre motivi per cui nessuno commenta sulle vostre pagine

commento-pagine-socialUna delle domande che mi sento porre più frequentemente è: “Ho un bel sito/blog/pagina social  con molti followers/iscritti.. ma allora perché prendo pochissimi like e nessuno mi commenta?”

Davvero, se avessi avuto 1 euro ogni volta che me l’hanno chiesto (in una delle sue varianti) a quest’ora sarei milionaria, ma a tutti rispondo due cose:

  1. Se fosse stato così facile raccogliere Like e commenti forse la questione starebbe da un’altra parte e il “bello” di essere sui social, e distinguersi dalla massa con una buona performance non esisterebbe. Tutte le pagine sarebbero uguali, un contenuto e un taglio editoriale varrebbe l’altro, i followers sarebbero ancora meno incentivati a seguire e far crescere le pagine, le aziende non vedrebbero più il senso dell’investimento, nella sola ottica di adeguarsi alla massa, insomma: una noia mortale.
  2. Che dipende. Da un buon numero di fattori, l’influenza sui alcuni dei quali è in alcuni casi nelle mani di chi pubblica, e in altri nelle mani di chi legge. E infine, nei casi meno fortunati, nelle mani della piattaforma su cui si pubblica, che ha le sue regole e, purtroppo le sue logiche commerciali.

E ultimamente, solo le logiche commerciali di giganti come Facebook, Google & co. a farla da padroni nella maggior parte dei casi, rovinando l’immagine che speravamo ormai consolidata dei social (e di internet più in generale) come uno dei pochi mezzi di comunicazione rimasti in cui valeva il “contenuto” e la “bravura” di chi scriveva, piuttosto che la logica del “prezzolato”.

Mai come in questi mesi ci siamo invece dovuti rendere conto che non arriva più in alto “solo chi è bravo e si distingue”, ma ci arriva “chi investe di più”: la politica di visibilità dei post su Facebook, per citare un esempio che sta infiammando gli animi dei gestori delle pagine che vedono perdere visibilità a fronte della mancanza di investimenti per il posizionamento a pagamento dei propri post, ci riporta al Medioevo della pubblicità, quando solo chi aveva i mezzi per acquistare le tabellari sui quotidiani nazionali e sulle riviste patinate si imponeva alle masse.

Questo è dunque il primo motivo per la perdita di Like e commenti sulle vostre pagine: semplicemente, i vostri followers hanno meno occasione di “vedere” i vostri contenuti, il che si traduce in minori occasioni per commentare o “Likare” gli stessi.

Semplice e triste al contempo.

La seconda ragione è ancora più triste: la pigrizia.

La diatriba è annosa: sono i social network, con la loro velocità ineguagliabile, che cannibalizzano Like e commenti dai nostri siti web, oppure è colpa nostra, e di una mancata lungimiranza nel gestire adeguatamente un piano di comunicazione integrato che faccia parlare insieme social, web e blog, invece che sovrapporne o unirne le voci in un unico coro?

Ebbene, la verità è che ormai siamo troppo abituati, e abituati male. La risposta alla prima domanda è si: i social network ormai cannibalizzano Like, piacciamenti e compagnia bella perché li, su quelle piattaforme, con un solo click è possibile metterceli senza ulteriori complicazioni. Ovvero: senza iscriversi, lasciare la propria mail, o perdersi insomma in quelle fastidiose procedure che attendono al varco chiunque osi solo pensare di atterrare su un sito web e navigarlo – dite la verità: siamo tutti stanchi di popup che si aprono automaticamente, che ci costringono a registrarci e lasciare i nostri dati anche solo per continuare la lettura di un articolo il cui titolo ci aveva interessati… e ormai siamo tutti un po’ prevenuti su questo. 99% dei casi ce l’aspettiamo, 100% dei casi abbandoniamo il sito non appena vediamo comparire il popup. Necessario strumento di raccolta dati sensibili e primario mezzo per la promozione virtuale ma… e la promozione virtuosa? Quella che non fa scappare il cliente ma lo coinvolge?

E naturalmente, qui, torniamo al secondo punto: la pigrizia. Il navigatore non vuole essere aggredito con proposte, banner, popup che lo costringano a cliccare (anche solo per chiuderli), si scoccia! Il naviga-lettore che capita sul vostro sito, sappiatelo, ormai è abituato male ed ha l’esatta consapevolezza del VALORE dei suoi click, e quindi li RISPARMIA (si, come se fossero soldini da mettere in banca). Diventa parsimonioso.

E pigro.

L’unico luogo dove si sente spinto a cliccare Like Like Like, o Preferire, o cliccare il cuore, sono i social network. Ma quella è abitudine (i social sono nati per quello, e con quelle due funzioni: clicca e condividi, Preferisci e retwitta, lovva, etc. e se ci aggiungiamo anche che una volta che ci si decide a fare Share l’impostazione automatica fa si che il commento vada sui social e non sul sito che ha proposto per primo il contenuto capiamo come sperare nei commenti su quel sito sia utopia..), e ultimamente anche li sta diventando abbastanza stitico.

La terza ragione di questa stitichezza è l’enormità del numero di piattaforme, blog, community, siti, pagine social che ormai esistano praticamente su qualsiasi argomento dello scibile umano: diventa difficile anche per chi ci mette dell’impegno, isolare le proposte di contenuti più interessanti. Diventa uno sforzo titanico che richiede una raffinata consapevolezza e una perfetta conoscenza dei mezzi e dei flussi della comunicazione online, riuscire a distinguersi dalla massa e imporsi al di sopra del costante, sfinente, chiacchiericcio multimediale.

Il più delle volte ci si perde nel mare magno della comunicazione online, finendo per vagare come tanti piccoli naufraghi su tappi di sughero alla deriva. Passivi, alla mercè delle correnti, con un peso specifico pari a zero e nessuna possibilità di coinvolgere i propri  followers.

Contenuti accattivanti e coinvolgenti, anche se costruiti a regola d’arte, ormai non bastano più: di copy bravi ce ne sono in giro ormai molti, anche il contenuto più originale ormai è trito e ritrito, e l’utente ormai è smaliziato e non ci casca più. Vuole qualcosa in cambio del proprio click: ecco perché funzionano i concorsi (soprattutto sui blog, alcuni dei quali sfruttano ormai bassamente la logica del “commenta per vincere un premio” – i cosiddetti giveaway – tecnica che ormai lascia il tempo che trova e non fa altro, a mio avviso, che incentivare il meccanismo maligno dello spamming di link – quella cosa odiosa per cui chi vi scrive un commento non vuole commentare veramente ma inserire proditoriamente un link al PROPRIO sito, a vostre spese).

E quindi, vi starete chiedendo, quale è la soluzione?

Beh.. non c’è. Contro le logiche commerciali dei “big” poco possiamo fare: o ci adeguiamo (pagando) o continuiamo sulla nostra onesta (e gratuita strada), consapevoli di quello che ci accade intorno, e di quello che possiamo aspettarci che accada.

Se avete la possibilità di investire, andate da uno bravo. Ovvero affidatevi a qualcuno che sappia che cosa sta facendo e che sappia come indirizzarvi nelle cose che volete fare voi: il fai da te, in questo campo, non funziona poi molto (Socialmedia fai da te? Ahi ahi ahi…)

In effetti la chiave è questa: siate consapevoli, di come si muove questo mondo, siate informati(ci) e tenetevi al passo, organizzatevi, o riorganizzatevi, per seguire le regole che di volta in volta vengono imposte, siate onesti con i vostri followers. Continuate a proporre contenuti di qualità, che siano di stimolo alla discussione, e non crucciatevi troppo dell’effettivo numero di Like, condivisioni, e commenti: ricordate che quello che conta non sono i numeri ma il “peso” e l’efficacia, e che tutto è relativo.

Sembra un discorso naif, ma alla lunga l’onestà (intellettuale anche) ripaga sempre: in termini di fidelizzazione dei propri followers, almeno.

E voi cosa ne pensate? Perché non ci lasciate un commento con la vostra esperienza?

 

Chi è 

Laureata in comunicazione e nuovi media e con un master in Tourism Management, entrambi conseguiti presso Università IULM di Milano, ha proseguito il proprio percorso lavorativo in ambito revenue, marketing e web marketing, collaborando con prestigiose catene alberghiere e piccoli hotel indipendenti. È oggi consulente di strategie di web marketing e online advertising, social media e community manager, e copywriter creativa per il web.

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