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Tripadvisor, sempre più “social”?

Tripadvisor, la piattaforma di recensioni più famosa (o odiata?) del West, spina nel fianco e – al contempo – quasi miglior amico dell’albergatore, ha annunciato qualche tempo fa nuovi interessanti sviluppi sul fronte potenzialità e layout.

Non dei grandi cambiamenti sostanziali, certo, la mission della piattaforma e il suo funzionamento restano gli stessi: le recensioni si continueranno a fare, ma cambierà lievemente il modo di condividerle, sia da parte degli utenti che CON gli utenti.

Assistiamo, come su tante altre piattaforme (le social stesse in primis, se pensiamo a Instagram che, contro ogni previsione, si sta sempre più snaturando per diventare sempre più simile al cugino Facebook), ad una corsa al “sembrare social”, o all’agire come i social.

Già sono disponibili da anni le integrazioni social sulla piattaforma: app che si installano su Facebook permettendo di mostrare sul profilo della struttura le recensioni che provengono da Trip, tasti di share per condividere direttamente sui social le recensioni e i commenti e di collegare sempre più strettamente le realtà, che pervengono con tanto di invito ciclico per email da parte di Trip a integrare, integrare, integrare, perché i clienti “le vogliono, queste informazioni”, ed è ormai inutile nascondergliele (come vorremmo fare invece nel caso di alcune recensioni particolarmente negative o che sentiamo immeritate).

“Trasparenza e integrazione”, “Condividere e mostrare” sono diventate le parole d’ordine anche su Tripadvisor, dove ora un cruscotto per la gestione dei profili hotel rinnovato in alcune feature, permette all’albergatore di affinare le armi del marketing e promuovere la propria struttura anche attraverso le recensioni.

Sembra che con la scomparsa dei Profili Aziendali e con l’arrivo di Tripadvisor Business Advantage, la piattaforma stia nemmeno troppo velatamente puntando ad imitare Facebook & co. sulla strada della sponsorizzazione (a pagamento ovviamente, che già non è di per sé una novità su Trip) dei profili e dei contenuti.

Condito di un velato invito a pensare più in grande e promuovere attivamente l’hotel e i suoi servizi, soprattutto tramite la sponsorizzazione di recensioni positive (che ora si potranno mettere in evidenza, fornendo a chi consulta degli spunti interessanti e “pilotati” di riflessione sulla struttura e i suoi servigi), il nuovo cruscotto impegna l’albergatore a migliorare l’immagine dell’hotel, aggiungendo anche qui foto, foto di copertina e slide show (e ci chiediamo a quando i video, a questo punto) e condividere quante più informazioni possibili con gli utenti.

Purchè siano degnamente organizzate, queste informazioni, e sponsorizzate. Ovvero messe in evidenza a pagamento tramite gli Annunci.

Ci viene da chiedere che fine farà l’altro incubo dell’albergatore, ovvero il ranking della struttura: prima si coltivava offrendo servizio eccellente e cercando di limare i danni di immagine e i ritorni delle recensioni negative.. ora basterà pagare un annuncio per influenzarlo in positivo (come già accadeva con le fee richiesta per mettere sul profilo il link diretto al proprio sito, in effetti)? O non ci sarà alcuna ripercussione?

A voler essere complottisti, potremmo scommettere che la piattaforma negherà qualsiasi impatto degli Annunci sul ranking, protestando la propria fedeltà alla mission primaria, ovvero quella di fornire strumenti utili agli utenti per scegliere la meta del loro prossimo viaggio… ma noi che abbiamo visto come funziona Facebook (dove ormai se non paghi non ti vede nessuno e addirittura l’algoritmo ti rema volutamente contro in termini di visibilità) sappiamo già come andrà a finire: un’altra voce di investimento da computare sotto la casella web marketing, necessaria come l’appuntamento mensile per la pulizia dei denti e altrettanto sgradita ai più.

Finita l’era del “tutto gratis” e del “vinca il migliore (reale)”, dobbiamo arrenderci all’evidenza che ormai per listare il nostro hotel fra le pagine di qualsiasi piattaforma (che sia social, di recensione o di ricerca) e dargli qualche possibilità di essere trovato e visto dai nostri potenziali clienti sia necessario pagare.

Ma voi cosa ne pensate di questi nuovi sviluppi?

Usate regolarmente Tripadvisor per promuovere la vostra struttura? Lo gestite correttamente o lo vivete come l’incubo peggiore dell’albergatore?

Avete mai sfruttato appieno le sue potenzialità, o vi limitate a tenere tutto sotto controllo e sperare che il Dio delle recensioni ve la mandi buona (e non vi mandi uno di quei clienti incubo di cui tanto si sente parlare)?

Venite a raccontarcelo sui social, oppure, se volete una consulenza per migliorare le vostre performance, cliccando qui o tramite il form: sapremo aiutarvi! 

Chi è 

Laureata in comunicazione e nuovi media e con un master in Tourism Management, entrambi conseguiti presso Università IULM di Milano, ha proseguito il proprio percorso lavorativo in ambito revenue, marketing e web marketing, collaborando con prestigiose catene alberghiere e piccoli hotel indipendenti. È oggi consulente di strategie di web marketing e online advertising, social media e community manager, e copywriter creativa per il web.

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