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Vacanze delle famiglie e strategie di revenue

vacanza famiglie revenue hotel labChiudono le scuole e la vacanza diventa una priorità. Come analizzare i comportamenti delle famiglie per aumentare il revenue del vostro villaggio o resort?

Molti anni fa, quando ancora lavoravo in hotel, un albergatore mi chiese cosa ci facevano più di 30 bambini nel suo albergo a Natale, e io risposi candidamente, ma con convinzione, che portavano almeno 60 genitori e parenti.

Come interpretare i comportamenti delle famiglie italiane che devono organizzare le loro vacanze per l’Estate 2013?

Uno studio dell’Osservatorio del Turismo giovanile, presentato al 10° Salone delle vacanze 0-14, mette in evidenza come sia importante analizzare i comportamenti della famiglia per identificare segmenti, mercati di riferimento e offerta per migliorare il revenue dell’hotel per il segmento vacanze.

I figli influenzano per il 60% il tipo di vacanza e per il 57% la scelta di località e alloggio.

Sono un milione le famiglie che hanno mandato nel 2012 in vacanza da soli i propri figli under 18, muovendo circa un 1,3 milioni di giovani. Numeri importanti per un settore come quello dell’ospitalità che ha bisogno di nuovi segmenti e quindi nuovi clienti. La destinazione dei ragazzi in vacanza senza i genitori è per lo più verso l’Italia e non come si potrebbe pensare verso l’estero.

Il numero più interessante però riguarda le famiglie vacanziere italiane, che rappresentano il 70% del mercato vacanze, e che per l’80% rimangono in Italia, un patrimonio importante e non sfruttato con la necessaria consapevolezza, anche perché tra il 2011 e il 2012 le famiglie, che hanno scelto mete estere per le vacanze sono aumentate del 4.5%, e questo sta a dire che l’offerta estera era più accattivante.
Nel 2012 sette milioni e 300 mila ragazzi hanno fatto almeno una vacanza. Quasi la metà è residente nelle regioni del Nord. Sei milioni di questi ragazzi sono andati in vacanza con i genitori.

Dallo studio emerge che la crisi economica non impone a un numero rilevante di famiglie di rinunciare alle vacanze, nel 2012 solo l’1%. Come non incide il prezzo nella scelta della vacanza, che se troppo basso porta a una diffidenza sulla qualità dei servizi che la famiglia si aspetta. Incide invece sulla durata della vacanza.

Da questo studio, che invitiamo tutti a leggere con attenzione, emerge quindi che:

1)   non si devono necessariamente abbassare i prezzi per aumentare i propri clienti del segmento vacanza per le famiglie;
2)   è invece necessario rendere più elastica la scelta della durata del soggiorno, che si accorcia sia per motivi economici, ma anche di impegno nel lavoro e organizzazione delle ferie di due genitori che lavorano;
3)   è possibile con un campione di poco più di 300 famiglie (in statistica è già un campione rilevante) e un investimento non rilevante in interviste e analisi delle risposte, cogliere come si modifica e quale valore ha il comportamento della famiglia italiana nella scelta della vacanza estiva o di Natale.

Speriamo che la lettura di questa ricerca dell’Osservatorio del Turismo giovanile vi aiuti a interpretare questa Estate 2013 con strategie di revenue nuove, ricordando che i vostri software gestionali contengono informazioni preziose sul comportamento delle famiglie, come l’analisi della provenienza degli utenti che accedono al vostro sito web, e che devono decidere se venire in vacanza da voi, o scegliere una meta estera o un concorrente in un’altra località italiana.

Buona lettura!
Studio Osservatorio del turismo giovanile

Giorgio Zavatti

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