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Blog su sito web hotel: si o no?

Riceviamo numerose richieste di occuparci per conto degli hotel di gestire il blog per il loro sito web.

Le richieste arrivano per due motivi, principalmente:

a. perché l’albergatore ha una infarinatura di web marketing e comprende le potenzialità di un blog intrecciato al proprio sito web, che lavori in maniera più creativa e dinamica per integrare la sezione informativa e che faccia da spalla alle offerte tariffarie

b. perché l’albergatore ha sentito che è “di moda” avere un blog aziendale e non vuole sentirsi escluso

Quali che siano le motivazioni, l’apertura e la cura di un blog sul sito web aziendale (e quindi anche quello di un hotel) è sempre una questione da valutare secondo pro e contro specifici, e non è detto che la risposta sia sempre “si, facciamolo”.

Vediamo perché.

  1. Il blog serve a fare alcune cose, ma non è mai uno strumento fine a sé stesso: da solo, il blog non va da nessuna parte.

Ricordate il post in cui abbiamo parlato del “content hub”? (lo trovate qui): abbiamo detto che un buon sito web è una creatura “viva”, una piattaforma ben congegnata per raggiungere uno scopo, lavorando in squadra con il resto degli strumenti della strategia marketing e web marketing. Il blog aziendale è uno di quegli strumenti, e più precisamente è quello che fa comunicare alcune delle parti in causa. Il blog aziendale, infatti:

  • Fornisce spunti di conversazione con i clienti (che possono sembrare ad unica via ma in realtà offrono la scusa perfetta per interagire su quegli argomenti selezionati tramite i commenti, e poi tramite i social)
  • Fornisce argomentazioni utili da postare sui social
  • Stimola il traffico outbound (verso i social – tramite le funzioni condividi) e inbound (dai social, quando il pubblico clicca il link che trova sui social e finisce sul blog)
  • (nel caso in cui sia fatto bene) fornisce un’ottima scusa per restare sul sito web, approfondire e navigarne le varie parti
  1. Un buon blog non chiacchiera di aria fritta, ma approfondisce argomenti correlati al core business dell’attività per cui “parla”, permettendo ai potenziali clienti di conoscere meglio i servizi offerti. O di conoscerli da un diverso punto di vista: più focalizzato, più creativo, pubblicitario ma non noioso (come potrebbero esserlo le “solite” brochure).

Per questo solitamente la scrittura e gestione di un buon blog presuppongono un piano di comunicazione dettagliato, preparato in anticipo e soprattutto razionalizzato: niente post improvvisati o “tanto per parlare” (o per fare indicizzazione furbetta) quindi, ma solo post genuini e ben scritti.

  1. Il blog è una pagina web e come tale fa indicizzazione: quindi, deve seguire le regole della SEO. Questo cosa significa? Due cose principalmente:
    • Gli effetti benefici dei post che scrivete si fanno sentire nel tempo, ma non finiscono mai (gli utenti finiranno per capitare sul vostro blog anche a lunga distanza da quando avrete scritto un articolo, se lo avrete fatto bene e su argomenti utili)
    • Se “andate fuori traccia” siete a rischio squalifica (indicizzazione a tutti i costi? No grazie. Il piano di comunicazione serve proprio a dare la tracia degli argomenti da trattare: tutto è consentito purchè abbia realmente a che fare con quello di cui vi occupate. Tentare di attrarre pubblico di massa o fuori target sul vostro sito potrebbe rivelarsi più deleterio che utile – e Google lo sa sempre cosa state combinando, quindi meglio che non ci perdiate tempo e sonno e siate onesti fin dal principio)

Detto questo, il consiglio definitivo che vi diamo è: siate onesti.

Parlate di voi e del vostro hotel, nel blog, anche quando non lo fate… ma in ogni caso siate onesti.

Siate creativi, cercate di non annoiare la gente ma anzi, di essere utili, trattate argomenti che possono interessare o offrire qualcosa di più a chi vorrebbe venire da voi o sta per farlo, e non perdete occasione, ogni volta che fate uscire un post, di ricordare questa o quella tariffa speciale prenotabile sul vostro sito… dopotutto, è proprio a questo che servono gli articoli del blog: a vendere, in maniera differente.

E siate costanti: se sapete già che non avrete tempo per star dietro al blog da qui a 6 mesi, quando ve ne sarà passata la fregola, non apritelo neanche. Non c’è niente di più  triste (che faccia più sciatto) di un blog morto o moribondo a zavorrare il vostro sito web.

Ecco qui: abbiamo visto quando scrivere un blog su sito web hotel, e come farlo. Ora vediamo quando la scelta migliore sarebbe NON scriverlo, e perché:

  1. Quando non si ha nulla da dire.

Sembra scontato, ma in molti ci chiedono di aprire un blog e gestirlo pur non avendo spunti di argomentazioni da cui partire o per cui valga la pena di mettersi a scrivere. E che siamo, noi, copy, Mandrake? Nemmeno il più abile potrà partire dal nulla, o andare oltre le leggi della fisica, e una volta esauriti i pochi argomenti al vostro arco rischiereste di cadere nella casistica “blog moribondo, glielo facciamo il funerale o no?”

  1. Quando non si ha nulla da vendere

Certo, il blog deve parlare della vostra struttura, ma davvero pensate che riscaldare la minestra a lungo andare faccia bene? È inutile continuare a proporre ossessivamente quelle 4 tariffe base che avete da sempre  su sito: se non avete offerte nuove che facciano gola ai clienti da proporre anche ciclicamente ma che vi consentano di deviare dal “solito” e far leva sulla curiosità della gente (e sulla voglia di risparmio), meglio astenersi dal perder tempo.

  1. Quando non si hanno altri sbocchi.

Lavoro di squadra, ricordate? Il blog non parla da solo, e non parla solo dal vostro sito web: se non avete altri canali tramite cui dargli voce, meglio evitare. I tempi di indicizzazione sono lunghi e lavorano in maniera complessa, e se dovete sfruttare il blog come ennesimo “catalogo-vetrina” pensando che “tanto è gratis” male non  fa, ricredetevi… è proprio il contrario.

E dunque, avete un blog aziendale che funziona bene o al contrario uno che sta boccheggiando in cerca di ossigeno? Venite a raccontarcelo sui social, oppure contattateci per una consulenza mirata in proposito, cliccando qui o tramite il form: sapremo aiutarvi! 

Chi è 

Laureata in comunicazione e nuovi media e con un master in Tourism Management, entrambi conseguiti presso Università IULM di Milano, ha proseguito il proprio percorso lavorativo in ambito revenue, marketing e web marketing, collaborando con prestigiose catene alberghiere e piccoli hotel indipendenti. È oggi consulente di strategie di web marketing e online advertising, social media e community manager, e copywriter creativa per il web.

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