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Abbiamo parlato più di una volta della vitale importanza non solo di offrire un servizio standard di qualità ai clienti del proprio hotel, ma di compiere quel passo “in più” per portare il servizio al livello successivo, andando incontro alle esigenze del cliente, che siano più o meno espresse.

A differenza delle compagnie aeree, delle crociere e dei noleggi auto che ottengono risultati diretti migliori, il settore dell’hotellerie torna a soffrire. Come se alla ripresa dei flussi turistici post-crisi corrispondesse minor tempo da dedicare da parte dell’hotel alla cura delle offerte dirette, per esempio, presenti sul proprio canale istituzionale.

Lo sanno bene le OTA (agenzie di viaggio online) così come lo sappiamo noi: in un contesto così competitivo e dinamico come quello del turismo nazionale –e internazionale – oggi, e soprattutto nella sua componente online, è di vitale importanza saper comprendere i comportamenti di acquisto così come le tipologie di cliente che acquistano il proprio prodotto.

È notizia degli ultimi giorni: Tripadvisor ha cambiato l’algoritmo che sottende al Popularity Ranking delle strutture presenti nel proprio database, con l’obiettivo di fornire un’esperienza migliore ai propri lettori e recensioni più accurate e rappresentative della realtà, nel corso del tempo.

Il mondo dei social, lo abbiamo detto e ridetto, è un mondo in continua espansione e costante, frenetico movimento. Ed è un mondo che  cambia continuamente le proprie regole, a volte a sorpresa e ad un ritmo talmente serrato che il peccato più mortale che si possa compiere è quello di perdere di vista gli obiettivi, non tracciare i cambiamenti, non saperli prevedere o non reagire abbastanza in fretta per cavalcarne l’onda, dovunque essa porti.

Negli ultimi tempi, complice la saturazione del mercato social e l’innalzarsi della soglia di ingresso a livelli di budget più consistenti e impegnativi di sempre, “fare vendite” tramite i social media non solo si è rivelato molto difficile, ma addirittura quasi impossibile.