Come ti riacchiappo il visitatore

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Il tuo sito web non converte come dovrebbe? Il tasso di abbandono delle pagine durante la navigazione (o peggio, prima della prenotazione) sfiora livelli inauditi? La cause potrebbero essere molteplici (ne abbiamo parlato qui) e forse dovresti preoccuparti assieme al tuo SEO/SEM manager di studiare una serie di contromisure adeguate… al tempo stesso, non dovresti disperare, perché forse non tutto è perduto.

Lasciando dunque ad altre sedi la risoluzione dei problemi principali, vediamo cosa puoi fare per “riacchiappare” i visitatori che, per un motivo o per l’altro, hanno abbandonato il tuo sito web. E magari convincerli a tornare, e perché no… questa volta a prenotare.

Conosci le principali cause di abbandono di un sito web, in particolare durante il processo che dovrebbe portare alla prenotazione?

Ne abbiamo parlato in questo articolo. Il cattivo design del sito resta la principale fonte di “scoramento” per i visitatori e potenziali prenotanti, in particolare, i problemi potrebbero essere variamente elencati così:

  • Informazioni poco chiare o elencate in maniera caotica
  • Esperienza di navigazione frammentaria e non organizzata
  • Lentezza nel caricamento delle pagine del sito
  • Il sito web non è ottimizzato per la navigazione da mobile
  • I testi sono poco chiari o per nulla “marchettari”
  • I servizi non sono spiegati in maniera chiara o completa
  • Le tariffe non sono competitive, o chiare, o appetibili
  • Le foto non “emozionano” i visitatori

In buona sostanza: chi naviga un sito web è sempre alla ricerca di qualcosa. Che sia un’ispirazione o informazioni ben precise, le vuole e le deve trovare in una manciata di secondi. Se non lo fa, abbandona il sito web.

Come convincerlo a tornarci, però, e magari finalizzare la prenotazione?

  1. Comprendendo il problema e risolvendolo
  2. Una volta superato lo step 1 (e solo in quel caso, perché altrimenti a una prima brutta esperienza se ne sommerà un’altra e quel cliente sarà perso per sempre!) “richiamarlo” con una serie di trucchetti.

Vediamo quali:

  1. Il Remarketing. Potente strumento, ne abbiamo parlato qui, e consiste nel “capitare casualmente (ma anche no)” sotto l’occhio del visitatore che ha abbandonato il vostro sito, in un arco temporale ben preciso. Entro, diciamo, le prime 48 ore.

Per fare questo, dovete affidarvi a qualcuno che vi permetta di “esserci” sulle varie piattaforme, nel modo giusto. Il remarketing si fa ad un certo costo e mettendo in piedi una serie di strategie, fra cui:

  • Facebook Ads (vedere questi articoli qui e qui)
  • l’implementazione di un pixel che monitora il comportamento degli utenti sul vostro sito web,
  • l’osservazione di tale comportamento,
  • la strategizzazione dei vostri sforzi pubblicitari e della vostra presenza online,
  • Google advertising (e, nel caso specifico degli hotel, Google Hotel Ads)
  • la segmentazione di pubblico,
  • la targettizzazione dei vostri annunci per colpire, appunto, le persone giuste al momento giusto

Si tratta di una scienza, e come tale va affrontata: con gli strumenti, le competenze e gli investimenti giusti.

  1. La Leads Generation, di cui abbiamo parlato in questo articolo e la “monetizzazione” dei contatti acquisiti.

Anche in questo caso, si tratta di seguire una serie di step con delle premesse imprescindibili, degli investimenti e della strategizzazione da pianificare. Alla fine del percorso, però, i risultati si vedranno.

  • implementare un servizio che permetta di fare Lead generation ovvero, ottenere CONTATTI. I contatti, soprattutto quelli attivi e correttamente profilati, sono la risorsa d’oro suprema. I servizi che permettono di raccogliere o sfruttare tali contatti (e in parte profilarli) sono: email marketing, i form di iscrizione online (che vanno proposti e fatti compilare offrendo qualcosa in cambio, agli utenti, altrimenti otterrete pochi risultati), le piattaforme social (dove farsi vedere per poi “incanalare” i contatti sui form.
  • Profilare, analizzare, segmentare tali contatti. Ci si lavora sopra un po’ per tentare di capirne le caratteristiche, gli interessi, i comportamenti di acquisto e il modo in cui sfruttarli. Ci vuole pazienza, e conoscenza del mercato e delle sue dinamiche.
  • Creazione di pubblici di riferimento su cui targettizzare i propri ads. A questo punto si torna a investire, ma su annunci pubblicitari che convertono davvero, a seconda degli obiettivi impostati: si va a colpire il pubblico giusto, o il pubblico simile a quello che ha già mostrato il tipo di comportamento che ci interessa (ha già prenotato da noi, ha navigato il sito, ha cliccato sul bottone con la call to action…)

Il “gioco” è fatto, o almeno è stato messo in moto. Da questo momento in poi si tratta di rifinire la propria strategia (oppure modificarla, se non vi permette ancora di ottenere i risultati sperati).

Dubbi, perplessità, non sapete come fare? Contattateci tramite form per studiare insieme una strategia adatta alle vostre esigenze

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