Come tirar fuori il meglio dai profili social del vostro Hotel

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Negli ultimi tempi, complice la saturazione del mercato social e l’innalzarsi della soglia di ingresso a livelli di budget più consistenti e impegnativi di sempre, “fare vendite” tramite i social media non solo si è rivelato molto difficile, ma addirittura quasi impossibile.

E tuttavia, lo abbiamo detto più volte, si tratta solo di focalizzare la propria attenzione sui numeri giusti, e sugli obiettivi adeguati, per trovare riscontri e motivazioni a continuare a “provarci” con i social.

Approcciare il problema nel modo sbagliato (credendo che bastino pochi e  sporadici investimenti o solo un po’ di buona volontà per macinare numeri – siano essi like o vere e proprie conversioni – oppure insistendo sulla misurazione precisa al millimetro del ritorno degli investimenti – cosa quasi impossibile, quando parliamo dei social -) non solo può rivelarsi deleterio ma portare a decisioni sbagliate, e a vanificare anni di sforzi e pianificazioni strategiche.

Meglio prendere un bel respiro, fare un passo indietro, e considerare la questione in maniera analitica.

Il primo passo utile per analizzare la situazione social della vostra azienda, hotel, destinazione è stabilire obiettivi precisi e raggiungibili, oltre che misurabili: inutile continuare a sperare di “piacere a tutti” o di mietere like se non si investono soldini in sponsorizzazioni a pagamento, ad esempio. Inutile accanirsi su questi like alla pagina – che si possono anche comprare e non vi portano da nessuna parte – se poi i contenuti, per quanto curati, non fanno visualizzazioni o non creano engagement (e di certo non stimolano la conversione)!

Meglio concentrarvi su quello che serve davvero che facciano i social per voi, ovvero:

  1. Promuovere la vostra brand image, farsi ambasciatori della vostra reputation, parlare al vostro pubblico di voi (e magari farlo anche da un punto di vista insolito, personale, più vicino alla “gente”) in modo da creare un rapporto di stima-fiducia ed un punto di contatto tramite cui veicolare i vostri contenuti (ovvero le promozioni e tariffe per prenotare l’hotel)
  2. Portare traffico verso il vostro sito web dove, se avete lavorato bene, risiedono le cose veramente interessanti sia per voi che per il pubblico (ovvero di nuovo le vostre tariffe!).

Per fare queste due cose, i social media sono uno strumento più utile ancora che la vecchia carta stampata, al giorno d’oggi: uno strumento unico in grado di darvi accesso veloce e semi- preferenziale al vostro target potenziale, un canale smart tramite cui solleticare l’interesse dei vostri utenti e convincerli, con un po’ di bravura, ad acquistarvi.

Gli obiettivi a cui si deve puntare dunque, non sono solo il numero di like totali alla pagina, o ai singoli post, ma la copertura e le visualizzazioni (numero di persone a cui vengono mostrati i nostri contenuti) e, ancor più, all’engagement. Che, ovviamente, sono anche i risultati più difficili da ottenere, almeno senza una adeguata strategia e investimenti degni di nota.

La strategia presuppone di conoscere le risposte a un determinato numero di domande in merito al vostro target potenziale e reale, ai suoi interessi, alle sue abitudini di acquisto e ai trend del mercato in generale (e del vostro segmento di mercato in particolare), in modo da procedere a confezionare contenuti adatti alle aspettative di detto target, magari un minimo originali e di appeal per imporsi rispetto a quelli della concorrenza. Il tutto nella speranza di spingere l’utente finale a compiere la Suprema Azione: fare click, e prenotare.

Vi siete mai chiesti perché, nonostante di mese in mese i social cerchino di inventarsi nuovi modi di “posizionare” il tasto “ACQUISTA”, solo una esigua percentuale di utenti approdi all’acquisto effettivo partendo dai social? (per non parlare delle statistiche ridicole di acquisti tramite in-build apps e simili)

Vi siete mai chiesti perché gli stessi social si stanno sforzando tanto di customizzare l’esperienza di navigazione su piattaforma, e carpire i “segreti della mente” dei propri utenti, tastarne il mood, le emozioni, tracciarne percorsi e comportamenti? (Si, non è solo Google che fa queste cose).

Torna tutto nel gran computo del tentativo di evidenziare schemi di comportamento, tastare il polso al mercato globale e ai segmenti di mercato nazionali e particolari, con l’obiettivo di approntare strumenti di vendita efficaci – se inglobati nelle piattaforme social senza che l’utente debba uscirne per completare il processo di acquisto, meglio ancora – e di conseguenza statistiche misurabili.

Ma allora chiediamoci insieme: come possiamo fare a tirare fuori il meglio dai social nella situazione attuale, in attesa che questi strumenti di vendita vengano perfezionati e ci aiutino realmente a VENDERE sui social?

Con qualche buon accorgimento, un’ampia dose di autocoscienza, e continuando a mantenerci allineati ai cambiamenti e costantemente “sul pezzo” quando si tratta di social e strategia:

  1. Approfittiamo delle opportunità di miglioramento delle performance offerte (ahinoi) a pagamento: è finita l’era del “gratis”, ce lo siamo raccontati già due anni fa. I social sono ormai tutto un “paga paga (se vuoi farti vedere)” e c’è poco altro da fare se non arrendersi, fare due conti, cominciare a investire… e raccoglierne i frutti.
  2. Approfittiamo degli insights per conoscere il nostro pubblico, virtuale e potenziale, e le sue abitudini, in modo da poterle sfruttare come leva per i nostri contenuti e la nostra strategia sin da ora. Perché aspettare domani quando possiamo farci trovare pronti oggi? Cominciamo ad abituare il pubblico al nostro modo di comunicare, al fatto che può fidarsi di noi, che raggiungendoci e dandoci retta potrà ottenere (? Sconti? Accessi preferenziali? Tariffe privilegiate? Il miglior servizio sulla piazza? Decidete voi quale leva sfruttare, è proprio questo il punto).
  3. Creiamo engagement “nativo”, lasciando che siano i nostri clienti e fan a parlare per noi (e di noi): 1 post “spontaneo” da parte di un fan ha il potere 10 post “creati ad arte” da parte nostra, se non di più. Si diffonderà più velocemente, sarà naturalmente viralizzato e, soprattutto, sarà autentico. E ci risparmierà il tempo (e il mal di testa) di dover creare un contenuto cercando di immaginarci nella testa di un cliente, quando lì non ci saremo effettivamente mai.
  4. Non dimentichiamoci del marketing “tradizionale”, e degli altri strumenti di promozione sul mercato: così come non ha senso escludere i social dalla propria strategia di marketing, al giorno d’oggi, non ha senso fare il contrario. Non ha senso creare una strategia “zoppa” di una delle sue gambe, poiché tutte le servono per mantenersi in piedi. Teniamo a mente, ad esempio, che se pensate bene le campagne di email marketing sono degli strumenti sorprendentemente affinati e raffinati per creare lead…

Del resto, non è forse vero che non conviene mai dimenticare a casa la testa, quando si va a lavorare con le mani? Una buona strategia, social così come di revenue ad esempio, per citare un campo in cui forse gli albergatori sono più ferrati, si compone di molte parti che devono comunicare e collaborare a pieno regime per un obiettivo comune.

E da questa grande verità, non si scampa.

 

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Ispirazione per questo post, qui.

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