Content Marketing strategy nel 2019: come farla bene?

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Content Marketing Strategy, anzitutto: cos’è? E poi, come farla bene nel 2019?

Negli ultimi anni, infatti, le regole sono cambiate, così come gli abitudini dei “navigatori” del web (soprattutto quelle dei più esperti, che passano ore sui social e devono massimizzare il tempo speso minimizzando gli sforzi per raccogliere le informazioni utili, prendere in fretta le proprie decisioni, e dedicarsi per il resto del tempo a divertirsi con video sciocchi e fake news sui social).

La CMS, quindi, è la strategia con cui vengono prodotti e proposti i propri contenuti online, sul sito web dell’azienda/hotel, sulle pagine e sui profili social, sui network, e in generale su tutto ciò che finisce a galleggiare nel “mare magno” di internet. Esistono delle regole, in alcuni casi ferree in altri più propense a lasciare spazio alla creatività, per la produzione e la condivisione di questi contenuti online, che vanno conosciute e rispettate, vediamole insieme e vediamo come produrre – o adeguare – i propri contenuti in modo da essere appetibili, utili e soprattutto condivisibili dai propri follower/clienti online.

Ecco qualche consiglio:

FASE PRE-PRODUZIONE

  1. Determinare i propri obiettivi: è forse la fase più importante. Come fate a sapere di essere arrivati, se non decidete prima dove andare? Esempio: dovreste porvi un obiettivo di breve, medio e lungo periodo per ogni tipo/pool di comunicazioni. Volete macinare più prenotazioni con il booking engine? Volete spedire click sul sito web, ampliare la base fan della vostra pagina, esplorare un nuovo segmento di mercato o concentrarvi su una niccha? Ad ogni obiettivo corrisponderà un’azione.
  2. Pre-misurare: pubblico reale e potenziale, target di riferimento, nicchie, fette di mercato, nuovi mercati… tutto molto bello, ma prima di sapere come muovervi dovete stabilire il punto da cui partite. Senza, non potrete misurare distanze, spostamenti e investimenti effettuati, né sperare di poter misurare il ROI dei vostri investimenti sui social/online.
  3. Creare il team di content creators e condividere le idee, i valori, la vision e la mission aziendale (i contenuti da creare devono sempre rispettare le linee uida aziendali), gli obiettivi che si vogliono raggiungere e i temi che si vogliono affrontare/utilizzare per raggiungerli, nonché le leve che si possono sfruttare per farlo. La cultura aziendale va condivisa prima internamente e poi esternamente!
  4. Pianificare: è la prima parte della messa in pratica del progetto. Prima di creare i contenuti bisogna pianificare strategicamente, e per farlo bisogna conoscere le abitudini delle varie piattaforme e dei loro utenti. Pianificare su Facebook è diverso che su Twitter, così come è diverso pianificare una campagna AdWords rispetto ad una di Advertising su Facebook. Anche i contenuti che vanno creati per ciascuna pianificazione sono diversi, così come orari, segmento di pubblico e messaggi. La sostanza magari non cambia, ma la forma deve addattarsi al canale, quindi prima di creare un ceontenuto bisogna conoscere le declinazioni in cui andrà proposto.

FASE PRODUTTIVA

  1. Processo creativo e produzione dei contenuti: essenziale produrre velocemente contenuti efficaci, utili, focalizzati e soprattutto che rispettino le regole “auree”:
    • Dei social media e delle varie piattaforme su cui vengono proposti (quanto a formati, utilizzo testi, immagini, etc. vedi punto sopra – numero 4)
    • Dell’azienda (per quanto riguarda il messaggio veicolato, i valori, i contenuti)
    • Del sentimento comune (quanto a moralità, temi trattati, delicatezza, spirito, etc.)
  2. Creare contenuti x obiettivi, l’importanza della call to action: non dimentichiamo da dove siamo partiti, ogni contenuto deve essere prodotto per stimolare un’azione e raggiungere un obiettivo. Siamo sempre chiari in questo e focalizziamo i nostri sforzi per promuovere call to action chiare e veloci da implementare. Se vogliamo vendere le nostre camere non giriamoci intorno, inseriamo la call “Chiamaci oppure mandaci una mail per un preventivo”, se invece vogliamo incuriosire o incoraggiare i fan a visitare il nostro sito siamo più furbi e facciamo leva su emozioni come curiosità, riconoscimento, identità, etc. Una call to action non deve mancare mai, così come una landing page ottimizzata per raggiungere lo scopo finale (se vogliamo farli chiamare, prenotare o mandare una mail, inutile mandarli su una pagina con informazioni generiche e poi farli cliccare altre 5 volte per raggiungere il form di contatto!)
  3. Integrazione: fondamentale organizzarvi in modo da fornire un fronte quanto più integrato fra i vari canali di “rastrellamento” click. I social dovrebbero poter dialogare con il sito web, le comunicazioni dell’azienda (per stile e temi) e le piattaforme di misurazione dei risultati ottenuti (vedi post precedente), altrimenti tutti gli sforzi di comunicazione saranno in qualche modo vani, e soprattutto non misurabili in termini di ROI.
  4. Pubblicazione e distribuzione: come abbiamo già detto, ogni canale ha il suo “gergo” e le sue abitudini, quindi non limitatevi a comunicare le stesse cose dappertutto, ma personalizzate per piattaforma, stile, pubblico di riferimento, periodo in cui state pubblicando, etc.

FASE POST- PRODUTTIVA:

  1. Misurazione dei risultati: non sediamoci sugli allori. Nessuna campagna di comunicazione nasce già perfetta, ma è il frutto di varie prove ed errori, riaggiustamenti, studi e approfondimenti. Non smettiamo mai di misurare, né di sforzarci di essere creativi. Se un tipo di comunicazione non funziona, chiediamoci perché: se stiamo parlando di promozione offerte che non attirano click, forse il problema sta nelle tariffe poco appetibili, nelle inclusioni che “sanno di fregatura” (ne abbiamo parlato in questo post) oppure abbiamo sbagliato target a cui mostrare l’ads a pagamento. Se le informazioni che forniamo sull’hotel non sono specifiche, rischiano di passare per “rumore di fondo” o per le “solite” chiacchiere senza sostanza. Se le immagini che utilizziamo sono sempre le stesse, i fan e i clienti finiranno per non vederle nemmeno. E così via…

Creare una content marketing strategy corretta può sembrare una passeggiata ai più, ma non è così: servono concentrazione, ottima conoscenza di strumenti e piattaforme, dei canali su cui finirà e delle abitudini del pubblico che si vuole colpire, bisogna possedere doti creative e di pianificazione, sapere come produrre contenuti accattivanti e inserirli in un contesto utile ai nostri scopi, saper fare storytelling e sapersi adeguare ai trend di comunicazione in voga sulle varie piattaforme, saper misurare e calcolare, strategizzare e implementare. Non esattamente un gioco da ragazzi.

Quindi, se avete bisogno di qualche consiglio più approfondito o mirato alle vostre esigenze, non esitate a contattarci, qui tramite il form di contatto oppure sui social… sapremo darvi le dritte migliori per implementare la vostra strategia!

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