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Copyright su web: lo stai rispettando?

Sei un albergatore e devi rifare il sito web del tuo hotel? Vuoi nuovi contenuti, freschi e originali per le tue pagine social e non sai dove trovarli o come crearli?

Ecco qualche dritta su dove trovare ciò che cerchi senza rischiare di violare il copyright dei materiali che utilizzerai…

La questione del copyright delle immagini online continua ad essere una spina nel fianco per content creator e addetti ai lavori, soprattutto per quelli che lavorano con testi e immagini ma hanno poco o zero budget a disposizione per acquistare regolarmente immagini, video o contenuti multimediali in generale con cui corredare i propri testi o annunci online.

Se la produzione di materiali avviene offline, nel mondo fisico, la questione è più semplice: le caratteristiche dell’immagine che si andrà ad utilizzare ad esempio per stampare rollup per le fiere, gigantografie, copertine di libri etc. sono talmente specifiche da escludere tecnicamente l’acquisizione fraudolenta. Servono, in pratica, immagini ad alta risoluzione, e l’unico modo per ottenerle è a pagamento.

La prassi di acquisto tutela di per sé la proprietà intellettuale dell’opera e la cessione ad altri dei due diritti fondamentali (diritto esclusivo di riproduzione e il diritto esclusivo di diffusione e spaccio) della stessa secondo l’art. 88 dalla legge sul diritto d’autore (L. 22 aprile 1941, n. 633).

La stessa definisce anche sanzioni e responsabilità in caso di:

  •  furto (appropriazione indebita dell’opera senza informarne l’autore o ricompensarlo adeguatamente)
  • modifica senza previa autorizzazione del materiale
  • riutilizzo a fini commerciali
  • plagio (riproduzione totale o parziale e ri-attribuzione della proprietà e paternità dell’opera a un soggetto diverso dall’autore dell’opera originale).

“Oggi le sanzioni per chi viola il diritto d’autore sono molto pesanti e comprendono sia multe (che possono arrivare a oltre 15.000 euro) sia la detenzione (da 3 a 6 mesi) ed è bene ricordare che i reati contro il copyright sono perseguibili d’ufficio, per cui per mettere in moto la macchina giudiziaria basta solo la denuncia alle autorità competenti.” (fonte: ufficiobrevetti.it)

Purtroppo, online si assiste da anni al proliferare di queste pratiche scorrette, tanto che le autorità competenti, sia a livello nazionale che internazionale, si stanno interrogando su come risolvere o almeno tentare di mettere un freno al fenomeno, tutelando la proprietà intellettuale dei “creators”. Come? Sono le stesse piattaforme, o almeno le più forti sul mercato, a tentare di promuovere la tutela e la trasparenza dell’utilizzo dei materiali che vengono condivisi ogni giorno: Google, Youtube, Facebook e gli altri social media, hanno implementato e continuano a lavorare su algoritmi che riconoscono l’unicità dei materiali e segnalano le violazioni di copyright, in alcuni casi bloccando il contenuto in attesa di una review più approfondita, un modifica o la cancellazione definitiva. Vero è che il blocco avviene, per il momento, solo a seguito di segnalazione attiva da parte degli utenti, e solo in alcuni rari casi per l’intervento di un algoritmo automatico che “scopre” i furbetti… ma è già qualcosa.

Le piattaforme, inoltre, se da un lato “vivono” della condivisione dei contenuti (che sono di proprietà solo di chi li crea e ne effettua il primo upload, ma poi vengono condivisi e riutilizzati da molti), dall’altro tentano di promuovere il fair play, ovvero una sorta di “manuale bon-ton” della condivisione delle opere d’ingegno altrui online, che decreta più o meno che:

  • È proibito il riutilizzo o la ricondivisione dei materiali non proprietari a scopo di lucro (ovvero non si può prendere l’ultima canzone di Sanremo, condividerla o peggio ancora utilizzarla in un video che promuova la vendita del vostro prodotto)
  • È consentita la condivisione degli stessi purché siano sempre chiaramente riconducibili all’origine e al proprietario
  • L’utilizzo di brevi spezzoni di musica (sample di pochi secondi) non costituisce violazione del copyright (tant’è che le piattaforme social come Instagram, Facebook e TikTok mettono a disposizione le “hit” del momento per la creazione di stories e contenuti dinamici)
  • Nel dubbio, è meglio utilizzare contenuti di dominio pubblico, non coperti da copyright.

Si tratta dei cosiddetti materiali a licenza Creative Commons (CC), ovvero messi a disposizione gratuitamente da parte dei creatori, con pochi o nessun obbligo di remunerare il proprietario o anche solo dare i “credits” (ovvero citare il proprietario ogni volta in cui si usa il suo materiale).

Dunque, produrre e condividere contenuti online rispettando il copyright di ogni singolo materiale è possibile, caro albergatore. Vediamo come.

In caso tu sia alla ricerca di materiali per il sito web o per i post sui social, ecco i nostri consigli:

  • Controlla bene la provenienza di ogni singola foto, spezzone audio o video, e persino dei testi del tuo sito, assicurati che siano originali, non fare copia e incolla, datti pena di sistemarli per renderli anche un minimo SEO-oriented (quindi meglio indicizzati, che non guasta mai)
  • Ricorda che anche alcuni font (caratteri di testo speciali, utilizzati nella produzione di immagini/testi, copertine) sono protetti da copyright, ma che per fortuna la maggior parte degli stessi presenti nei programmi editor (per la composizione dei testi o la creazione di immagini, copertine etc.) sono Royalty free
  • Ricorda che l’apposizione di disclaimer (ovvero stringhe di testo che indicano l’estraneità dell’entità che condivide materiali di cui non conosce provenienza, origine o proprietà di diritto) funge solo da “lavacoscienza”, ma non ha valenza legale e non serve a tutelare in caso di denuncia per violazione dei diritti d’autore.

E nemmeno la scusa “l’ho trovato online, quindi è di dominio pubblico”, regge (tanto più che Google ha inserito da tempo, fra gli strumenti di ricerca per immagini, la possibilità di indicizzare le stesse e scremarle a seconda della tipologia di diritti cui sono soggette).

  • Utilizza materiali royalty free o con licenza Creative Commons (online ci sono numerosi siti che li raccolgono appositamente e permettono il download degli stessi per l’utilizzo a titolo gratuito, a volte con l’unica richiesta di dare credito all’autore o con l’invito di sostenerlo tramite donazione libera)
  • Nel dubbio, affronta l’investimento (contenuto, se si considerano le sanzioni in cui potete incorrere in caso di denuncia) per l’acquisto di materiali stock (ovvero di cui potete acquistare i diritti di utilizzo)
  • Oppure, diventa content creator (il che risulta facile se si ha un minimo di dimestichezza con una fotocamera digitale o con uno smartphone, nel caso dello scatto di immagini dell’hotel… ma diventa impossibile a meno che non si sia anche musicisti, per quanto riguarda la creazione della “colonna sonora” dei video).
  • Oppure ancora… affidati a chi può fare tutto questo per te, assicurandosi di scegliere le soluzioni più adatte alle tue esigenze e fornendoti un progetto finito “chiavi in mano”, di modo che tu non debba preoccuparti di nulla.

In quest’ultimo caso, contattaci, e penseremo a tutto noi!

Ps. In caso te lo stia chiedendo, i credits dell’immagine utilizzata per illustrare questo articolo sono: “Sfondo foto creata da rawpixel.com – it.freepik.com”, Licenza ad uso gratuito previa attribuzione.

Fonti e approfondimenti:

Diritto d’autore italiano: https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_d%27autore_italiano

Unione Europea per la proprietà intellettuale: https://euipo.europa.eu/ohimportal/it/web/observatory/faqs-on-copyright-it

Sanzioni sulle violazioni di copyright e diritto d’autore: https://www.ufficiobrevetti.it/faq/violazione-del-copyright/