Dimmi che colazione vuoi…

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Ci sono alcuni momenti del soggiorno in hotel che possono facilmente trasformarsi in disastri preannunciati oppure, nel punto di forza e nella causa di maggior successo dell’hotel stesso.

Check-in veloci e un servizio impeccabile sono must dell’offerta alberghiera che vengono spesso dati per scontati, ma non sono gli unici.

E spesso è proprio quando il cliente considera qualcosa come “scontata” (e non certo a livello di prezzo, poiché il cliente proprio non percepisce di dover “pagare” per un servizio che ritiene debba essere proposto per default), che le cose si mettono male se quello stesso cliente non trova riscontro alle proprie aspettative.

Non è più solo la presenza della SPA o della palestra attrezzata in hotel a fare la differenza, ma la presenza di aree buffet dedicate alle varie e specifiche esigenze alimentari dei clienti ad essere diventata uno dei driver di acquisto fondamentali, per non dire richieste imprescindibili da parte di una fetta sempre più larga di clientela.

Forse accade perché l’attrezzare un angolo gluten free al proprio buffet è considerato “un dovere” da parte dell’hotel che ha a cuore il benessere e le esigenze dei propri ospiti, o forse perché provvedere piatti vegetariani o vegani nel proprio menù è considerata una cortesia che non ha un vero e proprio “costo” per l’hotel (o che al più può giustificare un aumento di pochi euro sul prezzo dei menù), fatto sta che sempre più clienti ritengono indispensabile che l’hotel preveda nella propria cucina piatti per celiaci, vegetariani o vegani, e/o prodotti gluten free. E con una certa varietà e scelta, anche.

Sempre più spesso sulle pagine social degli hotel o nelle email di richiesta preventivi si vede porre la fatidica domanda: avete prodotti gluten free o l’angolo vegan a colazione? Il vostro menù propone almeno (ma sarebbe meglio almeno DUE) una selezione di antipasto, primo e contorno vegetariano?

Benchè agli “estranei” possano sembrare più una questione di stile, o una moda, che una vera e propria esigenza, essere vegetariani o vegani, per chi ne ha fatto una scelta di vita è una questione seria. Tanto da influenzare altre scelte, come ad esempio dove prenotare le proprie vacanze, o i propri viaggi di lavoro: una struttura che sa posizionarsi offrendo il giusto range di piatti e prodotti vegetariani, o vegani, al proprio buffet colazione o al proprio ristorante sarà fra le prime a livello di preferenza.

Soprattutto in un mercato ancora poco sensibile e attento a questo tipo di esigenze.

Caso diverso è quello dell’intolleranza al glutine, o celiachia, che costringe l’ospite a tenersi lontano dai prodotti che contengono glutine, pena vere e proprie reazioni allergiche e danni alla salute. In questo caso è vero che l’hotel che ha a cuore il benessere dei propri ospiti dovrebbe prevedere almeno una selezione di un paio di piatti gluten free, e proporla con i dovuti modi: non solo eliminare cibi che contengono anche in minima parte derivati del grano, della segale e dell’orzo, e preferire carni, pesce, uova, formaggi, latte, verdure, frutta e riso, ma evitare che questi stessi ingredienti vengano a contatto con altri cibi che invece contengono glutine, in fase di preparazione e proposta.

Anche le intolleranze al lattosio in hotel meriterebbero un minimo di considerazione, ma in questo caso ci si può risolvere eliminando o sostituendo l’alimento principale e i suoi derivati, senza dover sottostare a troppe altre privazioni (tolto il latte, si può fare colazione con thè o caffè e un toast alla marmellata, no?), così come le intolleranze alla frutta secca o ai crostacei non prevedono menù particolari, ma solo attenzione da parte del cliente a leggere le etichette, e da parte dell’albergo nello specificare bene gli ingredienti di ogni piatto.

Spesse volte la struttura si trova impreparata a queste richieste, altre volte per fortuna riesce a venire incontro, almeno in parte, alle sempre più specifiche esigenze dei propri clienti.

Che poi, con un minimo di organizzazione non è così difficile accontentare i meno pretenziosi (contro un cliente deciso a lamentarsi di tutto, c’è poco da fare, lo sappiamo, che sia vegano o meno), e il risultato è comunque a tutto vantaggio dell’hotel, oltre che del cliente: ormai i prodotti gluten free, anche se più costosi dei prodotti “normali” sono diventati più facili da reperire sul mercato (vuoi per la crescente attenzione, vuoi per il numero di persone sensibili o allergiche in costante aumento, purtroppo).

Con le “selection” vegetariane o vegane l’hotel se la può cavare più facilmente e con investimenti minori, aiutandosi a migliorare la propria “immagine”: a colazione ad esempio basta offrire sempre frutta e verdura fresca, latte di soia o di mandorle, stare lontani da uova, affettati, e derivati del latte e, se proprio si vuole strafare, offrire muffin, cupcacke, tortine o brioche e prodotti da forno “vegan” (che quindi non utilizzino uova o burro  nell’impasto ma li sostituiscano con oli di semi, e magari qualche farina “particolare” tipo farro, kamut – queste si che sono scelte “modaiole” a volte -).

L’argomento non si esaurisce nemmeno qui, a tavola, ma continua per le hall dell’albergo e su in camera: quanti ricevono sempre più pressioni e richieste per avere camere senza moquette? Quanti clienti insistono per la conferma di aver prenotato una camera con parquet? E quanti hotel hanno cominciato ad offrire (a pagamento) servizi particolari e più attenti di pulizia delle camere “a prova di allergia”?

Cliente che hai, esigenza che trovi…

Basta poi fare un giro su web per scoprire un mondo di operatori del turismo che propongono menù e attenzioni particolari ai propri clienti con esigenze alimentari specifiche: Disneyland, Finnair e le altre compagnie aeree (American Airlines, British Airways, Iberia, Japan AL), ad esempio. Lonelyplanet ha tutta una sezione di consigli per viaggiatori con esigenze alimentari particolari da consultare.

L’attenzione al topic, insomma c’è… ed è “trending”, ma basta farci un po’ di attenzione.

Un gioco di parole per dire che il match vincente contro i clienti difficili, ma anche per attirare una insospettabilmente fedele fetta di mercato, potrebbe giocarsi proprio nel momento conviviale per eccellenza: perché quando c’è il cibo di mezzo, pochi sono disposti ad accontentarsi davvero.

Albergatori avvisati….

Ma voi diteci: che cosa state proponendo per venire incontro alle esigenze alimentari dei vostri clienti? E lo state comunicando bene anche online? (sul vostro sito, sui social, perfino sulle OTA?)

 

Ps. Se cercate consigli, siete interessati a comunicare meglio la vostra struttura e i suoi servizi sul web o a migliorare le performance delle vostre attività marketing, cliccate qui oppure contattateci tramite il form per una consulenza!

 

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