Facebook ADS per il tuo hotel: come ottenere più prenotazioni dirette?

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Nello scorso post abbiamo visto come sfruttare la pagina Facebook del proprio hotel per promuovere contenuti e interazioni che aumentino le prenotazioni dirette (sul sito web dell’hotel, non su Facebook).

Abbiamo visto come la cura costante dei dettagli, la gestione consapevole, la determinazione di obiettivi e budget e la destinazione di risorse per il progetto siano fondamentali per la buona riuscita dello stesso, e come questo sia solo uno degli ingranaggi che fanno parte della strategia di vendita in senso più ampio.

Riassumendo per punti il “mantra dei social media”:

  • i social non sono un canale di vendita ma uno di comunicazione
  • i social non sono uno strumento per fare prenotazioni ma uno per portare click sulla pagina web dell’hotel dove intendiamo far finalizzare le prenotazioni stesse
  • sui social si fa brand awareness, si comunicano i valori del brand, si gestisce e migliora la reputation
  • sui social si cerca un contatto più diretto e personale/personalizzato con i propri clienti
  • i social sono un ottimo strumento per la gestione del customer service
  • sui social si può combattere ad armi pare la battaglia delle recensioni, contrapponendovi la voce del passaparola positivo

E Facebook è il social che, al momento, si presta meglio a questo tipo di azioni, soprattutto se sostenuto da un piano di comunicazione che preveda un investimento in ADS a pagamento per stimolare i contenuti per noi più importanti (in questo caso, le tariffe o i pacchetti che vogliamo vendere).

Implementare una strategia di ADS a pagamento su Facebook è diventato ormai doveroso: una condizione necessaria per permettere alle proprie pagine business di raggiungere il proprio pubblico di riferimento potenziale e alle promozioni e tariffe di un hotel di farsi strada verso quello stesso pubblico, magari proponendosi in un contesto che rende più smart tutto il processo, dalla raccolta informazioni alla prenotazione al contatto con il cliente.

Quindi, prima di partire con una campagna ADS, bisogna individuare e implementare correttamente:

  • obiettivi che siano chiari, univoci e realistici
  • budget e risorse a disposizione
  • una segmentazione efficace del proprio pubblico (reale e potenziale, ma soprattutto quello che intendiamo andare a colpire)
  • gli strumenti per la misurazione di insights e ROI.

Se sottovalutiamo o saltiamo uno qualsiasi di questi punti, avremo sprecato il nostro tempo ed i nostri soldi, perché non riusciremo a mettere in piedi un processo efficace in grado di individuare un pubblico potenziale, mostrargli dei contenuti, trasformare i click in prenotazioni e misurare l’efficacia dell’investimento.

Una volta affrontate queste premesse, questi sono i passi fondamentali cui prestare attenzione mentre generiamo una campagna ADS per spingere una determinata tariffa o pacchetto promozionale su Facebook:

  1. Scelta del tipo di ADS: Facebook permette di scegliere a seconda degli obiettivi. Dal più generico “raccolta like” ai più specifici “raccolta contatti”, “click verso link a sito web”, per passare alla promozione di eventi, alla promozione di coupon (da creare con apposita app messa a disposizione da Facebook ma con costi aggiuntivi) etc. etc. Nel nostro caso sceglieremo la proposta ADS per click vs. sito, che è anche il tipo di ADS che permette di fare valutazioni più specifiche in merito all’efficacia e al ritorno degli investimenti (a fine processo si dovrebbe riuscire a raffrontare il budget investito con i ricavi prodotti, ovvero le prenotazioni ottenute).
  2. Scelta del tipo di immagine: l’immagine è tutto. È quella che stimola e cattura l’occhio del potenziale cliente, che al primo colpo gli suggerisce una serie di messaggi subliminali che vanno dal semplice (prenota il tuo hotel) ai più complessi che possono raccontare vere e proprie storie e, se scelte bene, evocare interi universi di emozioni e sensazioni che facilitano la decisione di acquisto.
  3. Scelta del testo: il testo va calcolato al millimetro. Non solo perché Facebook calcola gli ingombri di testo e immagini al millimetro per massimizzare l’efficacia di ogni post , ma perché se un’immagine valle 1000 parole una sola parola può valere mille immagini. E convincere all’acquisto oppure no.
  4. Scelta del budget: il budget minimo da inserire nei propri ADS varia per tipologia. Se ad esempio per un semplice ADS per like Facebook ci chiede circa 3€ al giorno, per un ADS per click o qualcuno dei più specifici (pensiamo quelli per la raccolta di contatti – o lead generation) ci può chiedere anche dai 5€ al giorno in su. Meglio prevedere con anticipo e con larghezza: destinando un budget maggiore Facebook avrà margini più ampi entro cui lavorare, che potranno essere rifiniti una volta che le campagne avranno cominciato a “macinare” e, soprattutto, noi avremo i primi dati su cui effettuare un’analisi concreta.
  5. La fase di test: le campagne ADS sono tutte una fase di test continua. Non fidatevi di chi vi dice che una campagna ADS rimane uguale da inizio alla fine (se non per brevi periodi, tipicamente una o due settimane): senza continuare ad affinare la targettizzazione o provare a cambiare dettagli che possono sembrare insignificanti ma fare la differenza (come il look della campagna), la stessa non sarà efficace al 100%. Bisogna fare prove, cambiare, riorganizzarsi, misurare e ricominciare da capo. Costantemente.
  6. La fase di misurazione dei risultati: fase di fondamentale importanza, visto che senza misurare i risultati non sapremo mai dove stiamo andando, o se i soldi spesi sono stati spesi bene. È dunque necessario organizzarsi in fase di partenza di una campagna e implementare il cosiddetto pixel di conversione: una piccola stinga di testo che va inserita sulla pagina del sito web a cui rimandiamo per le prenotazioni (ovvero la landing page del link che inseriremo nell’ADS), e che permetterà agli insights di misurare i ricavi e confrontarli con le spese. Banalmente, ma non troppo, se pensiamo che una cosa del genere nel caso delle classiche pubblicità su carta non si è mai potuta fare… Misurare per certo quante persone hanno “visto” il banner su Corriere della Sera? E per quante volte? Per quanto tempo? Per quanto sono stati sulla pagina che lo ospitava? Hanno guardato quello o altro? E quando hanno chiuso quella pagina sono andati sul sito dell’hotel? E li cosa hanno fatto, quali pagine hanno navigato, per quanto, e hanno prenotato?

Come vedete, si apre un mondo: uno fatto di infinite possibilità tutte da esplorare…

Ma voi cosa ne pensate? Siete pronti per mettere online la vostra prima campagna ADS per stimolare le prenotazioni dirette sul sito web del vostro hotel?

Se non sapete da dove cominciare potete sempre affidarvi a noi: cercate la sezione CONTATTI sul nostro sito web, scriveteci, e vi sapremo aiutare con una consulenza mirata alle vostre esigenze

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