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Facebook marketplace: idea di business per gli hotel?

La piattaforma social più usata d’Italia (se si esclude la “concorrenza” delle piattaforme di instant messaging) ha recentemente inaugurato la sezione Marketplace, dedicata alle offerte e proposte di vendita dei propri utenti, sia privati che business.

A metà fra il mercatino delle pulci e un e-commerce molto semplificato, Marketplace si ripropone di esplorare i felici lidi dello scambio/vendita online, approfittando della presenza dei propri utenti su piattaforma e cercando di mantenerli “in casa” anche per i propri acquisti (invece che indirizzarli verso altre piattaforme e siti web).

Un piccolo browser di ricerca in miniatura, interno alla piattaforma, che si ripropone di fare quello che Google Play e gli annunci Google (nonché il remarketing, di cui abbiamo parlato qui) fanno attualmente su web e sullo stesso Facebook: proporre una serie di annunci in linea con gli interessi del cliente, in base alle pagine a cui ha messo like e agli annunci che ha consultato su Marketplace stesso o su web. Ennesimo clone di Ebay, infine, per quanto riguarda le modalità di acquisto/vendita o scambio: gli annunci possono essere filtrati per prezzo, categoria e vicinanza fra venditore e acquirente. Alle due parti spetterà mettersi in accordo, una volta definito “il prezzo giusto” sulle modalità di invio o ritiro della merce.

Non è ancora chiaro se Facebook lascerà la piattaforma al mercato libero o se prima o poi innesterà una logica di commissioni sulle transazioni (come fa Ebay), una fee di ingresso o la possibilità di agire sulla visibilità del proprio annuncio tramite sponsorizzazioni a pagamento (ads). Sospettiamo che, se la piattaforma prenderà piede, è proprio quello che accadrà (perché Facebook non è certo una ONLUS, giusto?)

Ma è una buona idea o una cattiva idea? L’nnesimo flop o una aggiunta intelligente che va a innestarsi su un mercato non ancora saturo? E, soprattutto, agli alberghi converrebbe darsi una mossa e presentarsi sulla piattaforma oppure no?

Come sempre, non c’è una risposta universale a queste domande, e su alcune solo il tempo saprà illuminarci: in realtà, se Marketplace possa funzionare o meno per il proprio hotel dipende da un certo numero di fattori, e dalla predisposizione di quell’hotel stesso a stare sulla piattaforma in maniera intelligente.

Esserci tanto per esserci, infatti, anche in questo caso è quanto di più sbagliato si possa fare. Quindi, se pensate di non avere il giusto tempo da dedicare a questo ennesimo canale di vendita (per quanto semplificato o poco impegnativo possa sembrare), meglio lasciar perdere da subito ed evitare la brutta figura di apparire sciatti e poco professionali agli occhi dei potenziali clienti.

Se, invece, pensate che il canale abbia delle potenzialità e siete disposti a dedicargli tempo e risorse, potreste scoprire un nuovo orizzonte inesplorato, e magari trovarvi in un posto poco frequentato dalla concorrenza. Un campo libero per la vostra vendita, ad un pubblico molto selezionato e (si spera) attento.

Vediamo dunque le variabili da considerare nella vostra scelta:

  1. Tempo e risorse, abbiamo visto, sono la prima variabile da considerare. Senza avere queste da dedicare, come su ogni canale, si potrà fare ben poco. Le prenotazioni vanno sudate, e anche in questo caso non cadranno certo come manna dal cielo cinque minuti dopo che vi sarete messi con la vostra struttura in offerta su Marketplace.
  2. Budget, altra variabile da considerare e altro tasto dolente: se siete una di quelle strutture che pensa ancora che i social, e soprattutto Facebook, funzionino senza incentivi monetari (alias “aggratis”) siete fuori strada. Ormai Facebook funziona veramente solamente se ci si investono soldi: in ads a pagamento per ottenere like, interazioni con i post, click verso il vostro sito web, etc.

È bene quindi ricordare quanto abbiamo ripetuto più volte:

Facebook e i social non sono un canale di vendita, ma sono uno dei canali strategici che vi permettono di supportare una efficace strategia di vendita integrata.

Da soli portano ben poco, ma se scelti bene e uniti a una strategia di comunicazione mirata, possono fare miracoli, aiutarvi a vendere, o come minimo a curare la brand reputation del vostro hotel e esplorare nuovi mercati potenziali.

Mica poco eh…

  1. Quello che bisogna considerare poi sono le abitudini di acquisto dei nostri clienti, reali e potenziali: da un paio di ricerche recenti (analizzate in un recente post) abbiamo visto come ancora sia in Italia che all’estero le abitudini di acquisto di viaggi e hotel siano parecchio particolari (e anche un tantino rigide). I clienti sono abitudinari e ci vuole molto a cambiare queste abitudini, che per il momento puntano:
  • a utilizzare poco o nulla il mobile (anche se poi dati contrastanti parlano della crescita esponenziale del mobile e dell’utilizzo delle app di shopping come delle piattaforme social e di quelle di recensione per tutta la parte di presa informazioni che precede l’acquisto)
  • a prendersi il proprio tempo per le prenotazioni e non agire impulsivamente
  • a procedere comodamente da casa, da pc desktop e nei momenti di svago e relax piuttosto che durante gli orari lavorativi

Tutto questo indica comportamenti di acquisto che intrecciano poco o nulla con la natura della piattaforma e del suo Marketplace, e ci dovrebbe far fare qualche considerazione.

  1. Un altro serio punto da considerare è la gestione di questo canale: in un mondo in cui già la gestione separata di booking engine, OTA e infiniti scambi su prenotazionli per email sembrano lasciare poco spazio all’improvvisazione e ancora meno all’aggiunta di un nuovo canale, il Marketplace non sembra destinato a suscitare negli animi degli albergatori l’ammirazione che meriterebbe. E non tanto per i pochi minuti che servirebbero per pubblicare online la propria offerta, quanto per l’inevitabile mole di lavoro che la gestione successiva delle “aste” e dell’accordo sembra prevedere.
  2. Per non parlare poi della sempre difficile questione della disponibilità di queste offerte: come garantire la prenotazione in tutte le date in cui i clienti vorrebbero poter prenotare? Pubblicando offerte lampo valide solo per un certo periodo, ovviamente, per non incorrere già noti a chi si rende disponibile ad esempio sugli smartbox: clienti cui interessa prenotare proprio solo le date in cui all’albergatore non fa comodo dare disponibilità. L’eterno braccio di ferro fra i desideri del cliente (prenotare a basso prezzo e quando vuole lui) e quelli dell’albergatore (riempire i periodi di bassa stagione e proteggersi in quelli di alta).
  3. Prezzo e prodotto, poi, sono un’altra delle variabili principali da considerare: il pubblico è sempre più abituato alla ricerca delle offerte. I Millennials poi, pubblico di riferimento principale su questa piattaforma, sono particolarmente orientati su questo aspetto: a loro piace spendere poco, ma soprattutto spendere bene. Se percepiscono il valore di un brand, sono anche disposti a spendere molto. Il problema è: siamo sicuri che il Marketplace di Facebook sia il placement ideale per veicolare l’idea di esclusività che si accompagna ad un prezzo sostenuto (quello a cui vorremmo vendere il nostro hotel)? E per contro: siamo sicuri che il nostro hotel sia un prodotto adatto a questa piattaforma, che ci dà un po’ l’idea, per ora, di un misto fra il mercatino delle pulci, Ebay e Subito.it (per non parlare di quei gruppi di scambio, nati proprio su Facebook, che si chiamano ”te lo regalo se te lo vieni a prendere”)?

Insomma: gli hotel non sono delle paia di scarpe che si mettono in vetrina e vanno via come il pane anche quando la stagione è passata (se abbassi un po’ il prezzo e fai percepire lo sconto-affarone): gli hotel hanno le loro logiche di vendita, e le loro “abitudini”, e per quanto la tentazione di proporsi in maniera innovativa ai clienti possa essere forte, non dobbiamo mai dimenticare le regole fondamentali che imperano nel nostro settore (e che, dopotutto, noi conosciamo meglio di tutti).

Ma tu cosa ne pensi? Ora che ti abbiamo dato qualcosa a cui pensare, sei pronto a mettere il tuo hotel su Facebook Marketplace o preferisci aspettare la prossima “novità” che si inventeranno i social per intrufolarsi nei mercati d’oro delle vendite online?

Ricorda che, se hai qualche dubbio o non sai da dove cominciare, puoi sempre contattarci per una consulenza mirata cliccando qui o tramite il form che trovi online!

Chi è 

Laureata in comunicazione e nuovi media e con un master in Tourism Management, entrambi conseguiti presso Università IULM di Milano, ha proseguito il proprio percorso lavorativo in ambito revenue, marketing e web marketing, collaborando con prestigiose catene alberghiere e piccoli hotel indipendenti. È oggi consulente di strategie di web marketing e online advertising, social media e community manager, e copywriter creativa per il web.

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