Google App “Trips” per mobile: un nuovo modo per pianificare viaggi e itinerari?

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È notizia recente il lancio di una nuova app mobile di casa Google per dare l’ennesima scalata alla golosa fetta di torta rappresentata dal mercato viaggi e turismo internazionale.

L’app, battezzata fantasiosamente “Trips” (si, siamo ironici a volte!) e disponibile per Android e Apple, è stata presentata come la prima app “tutto-in-uno” di casa Google che permette di personalizzare i propri itinerari di viaggio in base – ovviamente – ai suggerimenti di Google sulla destinazione.

I vari suggerimenti tramite cui è possibile customizzare il proprio itinerario si basano  su variabili quali le previsioni del tempo (per il soggiorno), il ratings degl hotel prescelti (in base alle proprie preferenze e esperienze precedenti, o a quelle degli altri utenti), e – udite udite – “il vostro comportamento d’acquisto su mobile” precedente. La app, a quanto pare, non solo è in grado di attingere allo storico dei risultati di ricerca sul motore Google dell’utente che la sta utilizzando (che ovviamente vi si è logato e quindi ha dato il consenso all’utilizzo di questi e altri dati) ma anche allo storico e ai dettagli delle prenotazioni precedenti finalizzate negli ultimi dieci anni (!!!) tramite account google dell’utente, oppure proporre suggerimenti “intelligenti” in base al geotagging della posizione del dispositivo che sta compiendo la ricerca.

La app promette anche di “imparare” dai suggerimenti inseriti manualmente dall’utente sulle proprie preferenze, ed affinare con il tempo i risultati delle proprie suggestions.

Insomma: il Grande Fratello G. in base alla nostra posizione, al momento della giornata, o a una serie di “previsioni” su quello che potrebbe piacerci o quello che è piaciuto ad altri utenti simili a noi, si mette a suggerirci dove andare, cosa prenotare, dove mangiare, etc. etc.

Il focus principale, spiegano gli ideatori, è fornire la migliore user experience possibile, ma a questo punto, ci sorge il dubbio che puntino anche a costruire la migliore hotel experience a  partire dal momento precedente allo stay, quello della ricerca e prenotazione: infatti, cosa c’è di meglio per scongiurare una hotel experience al di sotto delle aspettative, se non suggerire le strutture o location più in linea con quelle stesse aspettative, ed escludere le altre a priori?

Se un utente si vedrà consigliare hotel, ristoranti, location e esperienze in linea con il proprio gusto, partirà già con il piede giusto.

Altro lato utile unito al dilettevole, la app si propone di funzionare come “archivio” per biglietti e documenti di viaggio (e non solo), facilitando l’utente a conservare tutto in un unico luogo (virtuale). Una lodevole iniziativa, che permette al tempo stesso a Google di mantenere su unica piattaforma i propri utenti, fidelizzandoli al proprio marchio e prodotti.

E in tutto questo, hotel e ristoratori come possono fare per “comparire al meglio” su Trips, ed essere sicuri di comparire dove è più utile, per loro e per gli utenti?

La app promette una targettizzazione per gusti, interessi e abitudini che non è sempre facile prevedere (o soddisfare), quindi ora più che mai si rende necessario all’albergatore di conoscere molto bene il proprio cliente (e target): conoscerne gusti, abitudini, i luoghi che preferisce, lo storico dei suoi soggiorni in hotel, cosagli è piaciuto, cosa no, cosa avrebbe potuto soddisfarlo di più.

Non si possono quindi più ignorare le recensioni, ad esempio, soprattutto quelle negative: arma pericolosissima di diffamazione di massa contro cui gli albergatori (ahinoi) hanno pochissimo potere.

Non si può più lasciare al caso la presenza della propria struttura su Google: Local, Maps e Plus. L’albergatore deve cominciare a gestire coscientemente le proprie schede Local, la propria presenza su Maps, e i contenuti che condivide su Plus: immagini, esperienze, recensioni (ancora, si!) saranno il feed che andrà ad alimentare i risultati e i suggerimenti sulla app (come già accade nei risultati delle ricerche su motore).

Infine, siccome la customizzazione è tutto, non si può pensare di comunicare in maniera vaga e poco targettizzata su questa piattaforma (e quindi sulle sue sources): nel mare di competitor, verrà a galla chi saprà offrire qualcosa di speciale agli utenti collegati. La piattaforma infatti suggerisce una pianificazione attenta di “daily deals”: le più interessanti potrebbero finire nella sezione speciale “For You”, ovvero quelle che forniscono suggerimenti all’utente in base ai suoi gusti e abitudini.

La app può suggerire itinerari giornalieri che partono da location turistiche e punti di interesse ma finiscono per portare gli utenti “in casa” a albergatori e ristoratori se e solo se:

  • L’utente è stato precedentemente in zona (o ha pernottato all’hotel, o cenato al ristorante)
  • L’utente ha salvato il luogo/hotel/ristorante fra i preferiti
  • Altri utenti sono stati in zona o hanno recensito/salvato fra i preferiti l’hotel/ristorante (che quindi diventa un highly recommended)
  • L’hotel/ristorante ha ranking fra i primi 200 della propria categoria (altrimenti… cade nell’oblio ed è molto difficile ripescarlo)

E per quanto i piani giornalieri partano da una base “comune” a tutti (che ragione permacro aree: spiaggia, bambini, city sightseeing etc.), le funzionalità di editing della app permettono a ogni utente di soggettivizzare il proprio itinerario, e quindi creare una possibilità infinita di declinazioni dello stesso. Alla fine non si scappa: a furor di popolo, vinceranno quelle che hanno dato più soddisfazione ad un tot numero di utenti.

E questo ci riporta al “quadrialogo” dell’albergatore che vuole avere successo su Google App “Trips” (ma non solo):

  1. Soddisfare i clienti (per quanto possibile, e continuare a sforzarsi, sforzarsi, sforzarsi)
  2. Fornire la migliore hotel experience (e la più personalizzata anche) ai propri clienti
  3. Gestire criticità durante lo stay
  4. …e dopo (ovvero gestire complaint, recensioni, customer satisfaction, transactional email, ma anche follow up e email marketing)

Insomma, non c’è modo di scappare: l’unico modo per comparire e posizionarsi bene, è rimboccarsi le maniche e gestire la propria presenza online in modo strategico. Voi siete pronti?

Lo state già facendo oppure non sapete dove andare a mettere le mani?

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