Google BERT: la nuova frontiera, la nuova sfida

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Anche Google, come Facebook, è alla costante ricerca della “quadra” sul proprio algoritmo (ovvero il processo attraverso cui le notizie – e quindi i testi e i link che le compongono – vengono filtrate e proposte nelle pagine dei risultati delle ricerche su motore). Di recente, la community di user, esperti di webmarketing e SEO manager si è interrogata sulle ripercussioni del recente passaggio alla nuova versione dello stesso (denominata BERT, ovvero Bidirectional Encoder Representations from Transformers).

Vediamo di cosa si tratta.

Gli studi che stanno alla base della modifica dell’algoritmo sono stati condotti dai ricercatori della sezione Google AI (Artificial intelligence) Language, che hanno osservato il modo in cui le macchine recepiscono le stringhe di testo (non più in maniera mono-direzionale, leggendo in pratica la frase parola DOPO parola, ma in maniera NON-direzionale, e quindi recependo la frase nella sua interezza e soprattutto percependo (e nella maggioranza dei casi PREconizzando) il contensto linguistico in cui si inserisce.

Il modello predittivo migliorerebbe il modo in cui Google percepisce e recepisce le query di ricerca, aiutandolo a proporre in maniera più immediata risultati più in linea con le aspettative e le necessità degli utenti che effettuano le stesse.

A questo punto verrà naturale porsi due grandi interrogativi:

  1. Cosa cambia nel modo in cui il sito web del mio hotel viene proposto nei risultati di ricerca del motore?
  2. Cosa dovrebbe cambiare nella strategia di posizionamento del mio hotel sul web?

La prima osservazione che viene da fare è: se lo strumento è più intelligente, dovrebbe capire quali sono i link e i contenuti più utili a chi effettua una ricerca, e quindi proporre ad esempio il sito web del mio hotel PRIMA dei link dei metamotori e delle OTA (che arrivano prima, invece, perché investono in marketing più pesantemente di quanto posa fare il singolo hotel con le sue limitate capacità di spesa), giusto?

Più o meno, a patto che l’hotel abbia comunque messo in campo delle strategie di SEO solide (e trasparenti) e offra davvero un servizio in un certo senso “migliore” di quello dei concorrenti. Laddove il “migliore” è definito in base alle necessità (espresse o meno) dei futuri clienti/utenti.

E qui sta già metà nocciolo della questione: qualità del servizio batte marketing 1 a 0? Quasi sempre.

Di certo, non c’è molto che possa fare il marketing in caso di mancanza o inadeguatezza del servizio.

La seconda osservazione che verrebbe da fare è: può Google rinunciare all’importante fetta di investimenti attualmente incamerata per il posizionamento SEO e SEM? La risposta: certo che no, infatti i primi risultati restituiti dalla ricerca sono ancora gli annunci sponsorizzati, seguiti – udite udite – dai moduli Google Hotel Finder (il metamotore specifico per le ricerche hotel, su cui è possibile essere presenti con il link – e le tariffe – del proprio sito web tramite Google Hotel ADS… ne abbiamo parlato qui, ricordate?).

Consigli per gli albergatori, quindi, per far fronte e adattarsi al cambiamento?

  1. Calibrare i propri testi su web non solo e non più per singole keyword, ma prestare attenzione al senso compiuto delle frasi, al contesto, all’interazione fra le parole nelle frasi e delle frasi fra loro. Scrivere per le persone, e non più per le macchine.

Fare in modo che i propri testi siano realmente utili, non solo ben scritti o “furbescamente” orientati alla SEO per “paroline d’ordine”.

  1. Strategizzare la propria presenza. Ci vuole una strategia SEO e SEM, ci vogliono degli investimenti, e le giuste professionalità che sappiano gestire il tutto. Non si lavora più alla cieca…
  2. Gestire la propria presenza su Google tramite gli strumenti forniti dalla piattaforma stessa:
    • My Business (la vostra scheda hotel è aggiornata? Numero di telefono, indirizzo, recapiti e sito web sono inseriti correttamente? Avete indicato gli orari di apertura, caricato le nuove foto che avreste dovuto scattare alle camere del vostro hotel, alla hall, al bar e al ristorante? Allora complimenti: questo punto è già una bella spunta verde e potete procedere al resto…)
    • ADS (Google Hotel Ads, Adwords, perché come abbiamo detto: la priorità di indicizzazione si conquista a pagamento).

Non ci resta che fare come il resto del mondo e restare a guardare cosa succederà nei prossimi tempi.

Voi albergatori, intanto, avete una sola alternativa: continuate a seguirci sui social e qui sul blog e, se non avete idea di cosa stiamo parlando o vi sentite pronti per dare una rinfrescata al sito web del vostro hotel – già che ci siete – per accettare la sfida di BERT, contattateci per una consulenza personalizzata.

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