Gruppi su Facebook: perché potrebbe (non) essere una buona idea aprirne uno

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Sempre più spesso ci si trova coinvolti, su Facebook, nel meraviglioso mondo dei Gruppi. Ci si guarda un po’ in giro ed ecco, è tutto un fiorire di gruppi su cui si può andare a parlare di vari argomenti, a seconda dei propri interessi: libri, auto, programmi tv, cinema, e ovviamente VIAGGI. Sorgerà spontaneo, quindi, all’albergatore o al professionista del settore turistico chiedersi: ha senso partecipare alle conversazioni di questi gruppi, magari per farsi vedere e attirare business, oppure addirittura aprire un gruppo tutto nostro, sempre per lo stesso motivo?

Come per tutti gli altri quesiti “importanti” della vita, la risposta è sempre una: dipende.

Cerchiamo di valutare insieme i pro e i contro di entrambe le ipotesi, allora…

  1. PARTECIPARE ALLE DISCUSSIONI DEI GRUPPI

Non c’è quasi nessuna controindicazione, ci sono più che altro degli accorgimenti che sarebbe bene prendere per “tutelarsi” contro spiacevoli e incresciose eventualità.

  1. Partecipare ai gruppi si può fare, purchè si sia disposti a investirci tempo e a “metterci la faccia”. Se la vostra intenzione è attirare clienti nel vostro hotel/ località turistica (o più in generale per il vostro business), dovete assicurarvi di agire in maniera autorevole e riconoscibile, frvi portavoce del vostro business.
  2. Ciò significa che non potete delegare nessun altro a farlo al posto vostro. Prima o poi arriveranno delle domande “tecniche”, i possibili clienti avranno delle curiosità che solamente voi, proprietari dell’hotel che lo “vivete” tutti i giorni, potrete soddisfare.
  3. Presenza e monitoraggio costante delle conversazioni sono essenziali: dovete esserci, esserci quasi sempre, esserci per tutti.
  4. Antiacido alla mano, aureola in tasca: preparatevi a gestire polemiche, recriminazioni, lamentele e veri propri attacchi alla vostra persona e al vostro business. Una delle più tristi verità di quest’epoca è che certe persone vivono per dare fastidio, Facebook ha dato loro un’arena in cui sentirsi importanti e uno schermo dietro a cui nascondersi. Quindi, se non sapete gestire la rabbia, evitate i gruppi.
  5. Niente pubblicità, almeno nel senso classico del termine. I gruppi nascono come sfogo alternativo alle pagine business, e sono luoghi dove paradossalmente ci si va a rifugiare per cercare un contatto “vero” con altre “persone”. I profili business fino a poco tempo fa non erano ammessi alle conversazioni dei gruppi, e continuano a non essere ben visti, quindi la cosa migliore che potete fare partecipando a questi gruppi… è crearvi un network che lavori in maniera positiva per voi, con passaparola, condivisioni e commenti, ma senza essere pressanti. A stancare la vostra audience ci sono già le altre migliai di post autoreferenziali con cui nessuno interagisce.
  6. CREARE UN GRUPPO TUTTO VOSTRO: anche qui valgono alcune delle regole principali già viste al punto 1, ovvero
    1. Siate consapevoli che un gruppo richiederà un investimento in finito di tempo e risorse da parte vostra: se gestito bene, diventerà il vostro “banco informazioni” e il vostro “reparto animazione”, per gestirlo bene dovrete tenerlo aperto 24/7… vacanze incluse. E dovrete animarlo. I post non si creano da soli, le condivisioni nemmeno, un buon gruppo ha alle spalle un solido team che lavora quotidianamente per creare contenuti accattivanti, coinvolgenti e, in definitiva, per stimolare conversazioni, non per viverle passivamente
    2. Siate pazienti e giusti come Salomone (gente polemica, ricordate? Caleranno su di voi a frotte, con il solo scopo di alimentare il malcontento)
    3. Ricordate la regola fondamentale: i gruppi seguono gli interessi e sono network collaborativi, quindi le conversazioni del vostro gruppo dovrebbero avere sempre attinenza con quello che fate e siete, e con quello che interessa ai vostri “visitatori”. Sforzatevi di entrare nella loro mente, seguite le loro conversazioni, stimolate la loro curiosità.
    4. Aperto, chiuso o segreto? Sono le tre tipologie di gruppo: aperto, possono vederlo e partecipare tutti; chiuso, si entra solo su invito o previa approvazione dei gestori del gruppo; segreto… ci vuole il lasciapassare della CIA, o meglio un insider che ve ne parli e vi presenti per l’ingresso. Quale scegliere? Dipende un po’ da cosa volete fare, ogni scelta ha i suoi pro e contro (a parte il gruppo segreto: se il vostro scopo è farvi conoscere, perché un gruppo che “nessuno può vedere”?): gruppo aperto, aspettatevi che entri di tutto, gruppo chiuso potete fare scrematura degli ingressi, un po’ come al vip lounge, ma rischiate di perdervi per strada qualcuno. O la possibilità di mostrarvi davvero aperti al confronto. Anche con i competitor.

Questione di immagine… fate vobis.

  1. Riassumendo I PRO E I CONTRO della gestione/partecipazione ai gruppi di Facebook:

PRO: un ottimo strumento per ampliare la conoscenza dei vostri clienti e dei loro interessi, e per far conoscere a un bacino di utenza più ampio e “ricettivo” il vostro business; buono strumento per intercettare conversazioni che vi riguardano, anche indirettamente, e per monitorare il mood generico del pubblico riguardo a certi argomenti magari per voi “sensibili” (potete usare i gruppi anche per spiare la concorrenza, vedere cosa va per la maggiore, cosa vogliono i clienti che non riescono a ottenere dagli altri albergatori, intercettare domande latenti in maniera “creativa”…).

CONTRO: tutto ciò ha tempi e costi di gestione molto alti e richiede un impiego di risorse costante, non è un hobby, ma un lavoro. Che non potete (o non dovreste) demandare a qualcun altro.

E voi cosa ne pensate? Che esperienze avete avuto con i gruppi di Facebook?

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