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Hashtag strategy: consigli per i profili social del tuo hotel – parte 2

Nel post precedente abbiamo esplorato il concetto di hashtag e trend, e cominciato a comprendere la logica di utilizzo di ciascuno in ottica di promuovere, mostrare e incoraggiare l’interazione con i profili social del tuo hotel.

Ci siamo concentrati in particolar modo su Instagram, ma con la consapevolezza che le cose funzionano allo stesso modo anche sulle altre piattaforme, che ormai indicizzano e permettono la ricerca per hashtag: Twitter, Facebook, Linkedin.

E stavamo per scoprire come ricercare i trend e gli hashtag più seguiti e sfruttarli per dare visibilità al tuo brand/hotel.

Intanto, rispondiamo a una domanda che, a questo punto, sarà sorta spontanea: come capire quali sono gli hashtag più utili per i tuoi scopi? Come riconoscerne le differenze e le potenzialità? Ci aiutano ovviamente l’esperienza, e anche le linee guida di Instagram stesso (potete consultarle qui), che raggruppano le tipologie di hashtag in 9 sottogruppi:

  • Di prodotto o servizio (da usare per descrivere il tuo hotel/servizio che stai mostrando)
  • Di nicchia (specifici per argomento, tipo di business, lavoro che si svolge etc.)
  • Di comunità/ dell’industry (molto utili per le destinazioni, visto che tutte le maggiori hanno gruppi di #IGers che creano flussi di comunicazione)
  • Di stagione/occasioni speciali (ricordate che niente vende più del #christmas… a parte forse il #blackfriday e i #gattini) o quotidiani (#sundaymood, #fridaymood)…
  • Di location (da usare oltre al geo-tagging che vi mostra sulle maps di IG)
  • Frasali (traducono attività tipiche della giornata – e “alla moda” – in un’unica parola: #meetingwithfriends #goingplaces etc.)
  • Acronimi (esempio: #TBT per Throwback Thursday, YOLO per you live only once, si vive solo una volta… sono fra i più popolari, per la vocazione ispirazionale che traducono)
  • Brandizzati (ovvero, inerenti al brand che sta comunicando. Nel tuo caso: #nomehotel, la #nomehotelExperience etc.).

Ora, senza ulteriore indugio, vediamo i consigli di Hotel-LAB su come selezionare e utilizzare la lista di hashtag più adatti alle tue esigenze:

  • Fase 1: La ricerca degli hashtag, è, ovviamente, il punto di partenza su ciascuna piattaforma. Generalmente, sia in fase di compilazione di un post che in fase di esplorazione trend (quindi utilizzando le barre di ricerca in alto nelle home page di ciascun social) si ha la possibilità di compiere una ricerca generica per parole o stringhe e ottenere una lista dei trend/hashtag con tanto di quantificazione delle interazioni o degli usi.

Qui un paio di esempi di risultati di ricerca su Instagram e Twitter: entrambe le piattaforme propongono i profili più attinenti con la chiave di ricerca (o i più seguiti) e una stima di numero di post dedicati a ciascuna sequenza.

twitter-instagram-research-hashtag
  • Fase 2: selezione degli hashtag più usati e inerenti alla propria linea di business. Come abbiamo visto, il segreto per riuscire in questa impresa è armarsi di pazienza e studiare i trend. Ciò significa che bisogna spendere un po’ di tempo sulle piattaforme a visionare e selezionare gli hashtag più utili fra:
    •  i più visti/usati dagli altri utenti
    • i più inerenti alla propria attività o al tema dei post che si vogliono pubblicare
    • gli hashtag nuovi o in crescita (che offrono un’occasione unica di visibilità perché, essendo ancora poco sfruttati, colpiscono sì un target più ridotto, ma molto focalizzato su quell’argomento).

e poi passare alla…

  • Fase 3: cercare di sfruttare quegli hashtag e trend per posizionarsi sulle relative bacheche. Gli utenti di Instagram, ad esempio possono seguire gli hashtag, ora, oltre che i profili singoli delle attività presenti su IG).

Il consiglio “gold” di Hotel-LAB: dai una sbirciata a cosa fanno i tuoi concorrenti e vedi cosa funziona per loro… come ulteriore fonte di ispirazione, ma anche per “rubare” visibilità.

  • Fase 4: una volta scelti gli hashtag potenziali, usarli mixando e bilanciandoli nei post.
    • usane 2 o 3 generici per indicare il mood o il tema del post. Questi # hanno moltissimi post collegati, quindi sarà quasi impossibile galleggiare alle prime posizioni, a meno di non ricevere molti like in molto poco tempo dopo la pubblicazione, ma servono per posizionare il post sul tema centrale, in modo che il pubblico capisca. Un esempio: gli hashtag #travel #travelgram etc. per chi mostra o si occupa di viaggi. C’è praticamente il mondo che li usa, ma è impossibile fraintendere di cosa parlano.
    • Scegline 2 o 3 molto segmentati e specifici, e molto attinenti con il tema del post. Possono essere hashtag di posizione o interesse (#nomecittà, #nomeattività che si sta mostrando, etc.), devono avere attinenza con ciò che stai mostrando
    • Scegline 2 o 3 specifici e unici per il tuo hotel: #nomehotel, #nomeristorante, #nomecamera etc. e magari un paio inventati da te, se credi possano funzionare.

Gli hashtag così selezionati vanno mixati e inseriti nei post con cognizione di causa, ovvero il preciso intento di raggiungere, proprio come frecce scagliate dal tuo arco, il pubblico potenzialmente più interessato a ciò che hai da dire.

  • Fase 5: procedi per tentativi, affinando la ricerca e l’utilizzo a seconda dell’efficacia dei post, cercando di proporne altri simili a quelli che hanno già avuto successo o di sfruttare le nicchie (ovvero gli # del tipo 2, che sono meno usati, ma generano una qualità di interazioni migliore).

E questo è quanto… più o meno. Ci sarebbe da andare avanti per ore, ma per il momento fermiamoci qui, e cominciamo a prendere confidenza con il concetto di hashtag e coi primi consigli per utilizzarli in maniera efficace sui profili Instagram del tuo hotel.

E tu, stai selezionando in maniera intelligente gli hashtag del tuo hotel oppure brancoli nel buio? Anche dopo aver letto questo articolo non sai che # pigliare? Non ti preoccupare, è comprensibile: non è il tuo lavoro, ma il nostro!

Contattaci per una consulenza mirata, e ci occuperemo di tutto noi di Hotel-LAB… semplice, no?