Il glossario del Marketing e del Webmarketing – parte 2

GLOSSARIO-MARKETING-PARTE2

Nel primo post dedicato al glossario del Marketing e web marketing abbiamo studiato i “massimi sistemi” e dato un accenno di consigli su come iniziare a implementare una strategia degna di tal nome a livello teorico.

Vediamo nella pratica quali strumenti e definizioni ci saranno utili per mettere in atto questa strategia in maniera efficace su ciascun Media e Network (che, ricordiamo, hanno ciascuno precise esigenze, caratteristiche, peculiarità e pubblici di riferimento).

  1. Real time marketing: diciamo che è la basa del Social media Marketing, vuoi per le caratteristiche del mezzo, appunto, su cui viene fatto, vuoi per le richieste del mercato che va a colpire. È il marketing “in tempo reale”, ovvero non pianificato (non del tutto almeno) ma che viene concertato in maniera dinamica e per seguire un trend topic (argomento che fa trend sui social) neonato. Per seguirlo in fretta, bruciando gli avversari allo start, possibilmente. Il segreto, in fatti, sta tutto qui: essere i primi a cavalcare l’onda, i primi a parlarne, i primi a “fare trend”. Oppure i secondi, ma farlo meglio: modificare quindi il trend, plasmarlo alle proprie esigenze, condurlo dove vogliamo, sfruttarlo per “venderci”.

Canale particolarmente privilegiato per farlo parrebbe essere Twitter, viste le componenti di velocità e immediatezza che il tweet flow incorpora per sua stessa natura, ma anche Tik Tok (la new entry del 2020, particolarmente indicata se volete colpire un pubblico di riferimento molto giovane e poco permeabile sugli altri social, ovvero i massimo ventenni).

  1. Storytelling: strumento privilegiato e tecnica per “raccontare una storia”, ovviamente non possiamo non utilizzarlo sui social. Ma che storie raccontare? Quella del vostro brand, tanto per cominciare, e del vostro prodotto, ma anche chi siete, cosa fate e come lo fate, per poi dare spazio anche ai vostri clienti, partner, progetti futuri. Raccontare una storia è un mezzo molto potente, che forse non ha eguali per coinvolgimento emotivo e quindi per potere persuasivo.

Canali privilegiati sono quindi i social che permettono un più alto impatto emotivo, soprattutto grazie agli strumenti principe della comunicazione visual e dello storytelling: le immagini e i video. Quindi Facebook e Instagram, con le Stories, ma anche Youtube (e il già citato Tik Tok, che ha soppiantato Snapchat con contenuti più dinamici e la moda del momento).

  1. Content marketing: strumento principale per fare storytelling, è lo studio strategico e la produzione di contenuti adatti (e adattati, soprattutto anzi, diciamo pure tagliati e cuciti addosso) all’argomento, al canale e al pubblico a cui si parla. E soprattutto alle sue aspettative e esigenze, sia espresse che sottese.

In alcuni casi potrebbe sembrare che ci vogliano doti divinatorie da Sibilla Cumana… in realtà, si torna tutto al primo consiglio che vi abbiamo dato nel post precedente: studiare e conoscere il mercato.

  1. Visual marketing: la declinazione “in pure immagini” del raccontare la nostra storia. Come abbiamo detto più volte: un’immagine vale più di 1000 parole, quindi usiamole bene e, soprattutto, facciamole parlare per noi!
  2. Viral Marketing: molto di moda negli scorsi anni, ha perso un po’ d’impatto poiché oggigiorno tutto è virale sui social… e tutto passa di moda con altrettanta rapidità. Tempo fa qualunque notizia riuscisse a diventare protagonista sulle piattaforme e rimanerci per più di 24 ore faceva, appunto, notizia. Oggi se ci resta 24 minuti prima di essere soppiantata da un altro trend è tanto. Inutile cercare il sensazionalismo, quindi più utile sfruttare la comunicazione – anche quella instant – per i nostri scopi a medio e lungo termine.

Che sono, o dovrebbero essere: costruire la brand awareness e la reputation del nostro business, e fidelizzare la clientela per vendergli i nostri prodotti.

Non dimentichiamo che il marketing nasce con un obiettivo primario: vendere.

Ma per farlo, al giorno d’oggi, bisogna lavorare di finezza.

Quindi paradossalmente vendere diventa il terzo obiettivo: prima ci sono il “farsi conoscere e riconoscere” e il “fare in modo che i clienti si fidino e tornino a comprare”.

Forse la parte più complessa di tutta la strategia di Marketing & Advertising.

E coi, cosa ne pensate? Avete familiarità con questi concetti e le strategie illustrate oppure avete bisogno di qualche consiglio in più per cavarvela in questo mondo di… markettari?

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