Il tuo hotel sui social? Dubbi, perplessità e strategie…

Almeno una volta al giorno, nel cammin di nostra vita, ci ritroviamo a districarci per la selva oscura dei social media, tentando di comprenderne potenziale e potenzialità, e di carpirne i segreti del successo, per farli nostri e tramutarli in una strategia per promuovere il nostro prodotto online (ovvero il nostro hotel, la destinazione, o il nostro ristorante).

Se non siamo degli esperti, o se non lo siamo su più piattaforme contemporaneamente, il compito può rivelarsi arduo: per loro stessa definizione i social cambiano più in fretta del tempo a marzo, richiedendo continui adattamenti di strategia, aggiornamenti costanti e un pizzico di ingegno e creatività che, se per alcuni di noi possono essere innati, per altri possono essere difficili da trovare.

Professionalità, competenza, una mente aperta, risorse fisiche e mentali, e un budget anche minimo da destinare al progetto sono i minimi comuni denominatori da cui partire per far “quadrare la vostra equazione social” ma, soprattutto, ci sono alcuni fattori da considerare attentamente, prima di intraprendere il primo passo (ovvero aprire un profilo social per il proprio business): ma quali sono?

In realtà, si tratta di poche semplici e brevi domande da porsi, prima di partire col progetto, e a cui rispondere onestamente e senza timore. Abbiamo approntato dunque una mini guida, un percorso di autocoscienza social, chiamiamolo così, per aiutarvi ad orientarvi e a rispondere a queste domande, a partire dalla primaria ed essenziale che ciascuno di noi si pone almeno una volta nella vita: devo mettere la mia azienda (il mio hotel) sui social? E se si, su quali?

Qui trovate l’infografica riassuntiva che abbiamo preparato per voi, sul modello dei “vecchi” diagrammi di flusso che tanto ci affascinavano a scuola. Strumenti utilissimi per chiarirci le idee e impostare la rotta della nostra decisione: siamo o non siamo pronti per metterci sui social?

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La prima domanda da porci è proprio questa: voglio mettere il mio hotel sui social? (ciò significa dapprima individuare quali social si prestano meglio alle mie esigenze, e prima ancora quali sono le mie esigenze, e quindi procedere con l’apertura e la gestione dei profili).

Se già questi primi step del progetto ci spaventano, o aprono un mondo di dubbi e perplessità, tanto da farci mettere in dubbio la riuscita del progetto ancora prima di partire… ebbene la risposta alla domanda “Devo stare sui social”? potrebbe già essere: NO

E non c’è nessuna vergogna nell’ammettere la sconfitta prima ancora di partire: è prerogativa del saggio scegliere le proprie battaglie ed ammettere le proprie debolezze prima che diventino il punto di forza del nemico.

Se invece credete fortemente nel progetto social, tanto da affermare un poderoso SI, fermatevi ancora un istante per considerare la seconda grande domanda: perché volete essere sui social?

Se la risposta è “perché ci stanno tutti”, fate meglio a tornare al punto 1. e procedere direttamente per la rinuncia. Non è un motivo valido, benché sia uno dei principali per cui in moltissimi si sono messi sui social in passato. E tuttavia, lasciate che vi sconsigliamo: nulla di buono verrà fuori dal vostro tentativo di imitare gli altri sui social, ma solo canali vuoti, pochissime interazioni e un senso di generale sconforto quando si approda sui vostri noiosissimi profili-clone.

Se la risposta invece è: perché ho qualcosa da dire (e soprattutto perché sono in grado di indicare un pubblico potenziale – o dei miei desideri – a cui dire questo qualcosa) allora complimenti! Sarete sui social per il motivo giusto, e con la giusta spinta iniziale.

Il centro della comunicazione sui social, il segreto del successo è, infatti, lo storytelling: la capacità di raccontare la vostra storia al vostro pubblico in maniera accattivante, sensata e entusiasmante.

Ma per fare questo, occorrono gli strumenti giusti, e gli strumenti giusti si acquistano con dispendio di energie e risorse, sia fisiche che mentali. Le domande successive che dovreste porvi quindi sono: ho un budget da destinare al progetto?

Se la risposta è no, c’è poco da fare: potrete stare sui social, ma non conquisterete mai il vostro segmento di mercato. Senza investimenti, ormai, i social si gestiscono solo a livello amatoriale: le visualizzazioni languono, le interazioni sono inesistenti, le conversioni un miraggio. Anche di fronte ai contenuti più spettacolari ci si dovrà arrendere alla mancanza di “spinta” (ovvero sponsorship), e nessuno vi vedrà. Mai.

Né vi acquisterà.

Posto che abbiate il budget da destinare, avete anche le risorse adeguate? Siete disposti ad investire tempo, e mantenere l’investimento costante nel tempo, o a sovvenzionare qualcuno che investa il proprio tempo sui vostri neonati profili social?

Se la risposta è no, di cosa stiamo parlando? Di aprire un profilo e, fra tre-sei mesi, quando vi accorgerete che non è esattamente un giochetto da ragazzi gestirlo, lasciarlo deperire per mancanza di cure come la classica pianta da ufficio che muore durante le vacanze estive perché nessuno la bagna?

Sapete che a livello di immagine questo messaggio (incuria, mancanza di interesse, superficialità) può risultare ancora più deleterio e controproducente che non avere una presenza sui social?

I social vanno presidiati, punto. E hanno fame di materiali e contenuti.

Ecco dunque che si apre l’ultima, e fondamentale, domanda utile per impostare la vostra strategia social: avete, o potete procurare, materiali da condividere sui social? E se si, di che tipo?

Se la risposta è NO, siamo punto e a capo. Se la risposta è SI, complimenti, possiamo passare alla definizione dei profili che si potranno gestire con la speranza di ottenere un minimo di ritorno sugli investimenti:

  • Avete abbondanza di materiali video sulla vostra struttura? Bene, i vostri social d’elezione saranno Youtube e Meerkat, e in seconda battuta Google Plus e Facebook.
  • Avete immagini e fotografie del vostro hotel, scattate dai vostri clienti, da voi, o da professionisti? Non dovete lasciarvi scappare l’occasione di essere influencers su Instagram, Pinterest, o Tumblr
  • Avete testi e storie da raccontare? I vostri social sono Facebook e Google, WordPress e i blog in generale saranno i loro migliori alleati (e viceversa), e, con il dono della sintesi, potrete provarci anche con Twitter e Snapchat
  • Avete promozioni allettanti e una spiccata vena per i deals? Veicolatele con una precisa strategia su Twitter, Facebook, in parte Google, oltre che sul vostro sito web. Usate i social come trampolino e come canale preferenziale per creare buzz e attirare click sul vostro sito (e senza pagare commissioni esagerate!).

In questi ultimi due casi (testi brevi + promozioni) se ve la sentite potete addirittura provare Meerkat o Snapchat, con il beneficio di trovarvi fra i (ancora per il momento) pochissimi eletti che tentano di fare instant marketing su queste nuove piattaforme (la prima di live streaming video, la seconda di instant messaging): creare mini-eventi live collegati a super offerte speciali “a tempo” potrebbe essere una buona idea per solleticare l’attenzione della rete, ad esempio, e potrebbe funzionare ancora meglio dei vari concorsi fotografici su Facebook  e Instagram (tanto più che nel primo caso non sono nemmeno più legali).

Una qualsiasi combinazione degli elementi di cui sopra vi porterà alla definizione di un piano strategico “tailored” sulle vostre esigenze, necessità e punti di forza, che non lascerà scampo a errori da principianti o inutili sprechi di risorse.

E Linkedin? Vi starete chiedendo… ebbene: Linkedin non è un social, ma un network. La vostra azienda sarà presente ma non “dinamicamente”, su Linkedin, a meno che non abbia posizioni aperte o annunci di ricerca lavoro da postare.

Linkedin è un network per persone, in cui uno spazio è riservato alle aziende, ma in cui i discorsi “si fanno fra persone” e quindi:

  • si alla presenza di un vostro profilo, attivo, su Linkedin, tramite cui proporre quello che fate sia a livello personale che a livello aziendale.
  • Si alla presenza di un profilo aziendale “vetrina” in cui si racconta quello che propone l’azienda, i servizi, le risorse
  • Si alla promozione di post brevi + link interessanti da parte del profilo aziendale su Linkedin… ma con moderazione!

E se dovete raccontare la storia dei vostri prodotti, le novità, o dilungarvi su particolari argomenti? Il blog aziendale è la vostra ancora di salvezza (i cui link ai post più interessanti potrete promuovere su Linkedin, e su tutti i social che volete).

Insomma, un buon piano di social media marketing non può prescindere dalla risposta a queste poche e semplici domande né dall’organizzazione e razionalizzazione degli strumenti utili per scendere in campo. E voi, siete pronti?

 

Dubbi o perplessità sull’opportunità di stare sui social o su come gestirli? Contattaci cliccando qui oppure tramite il form di contatto per una consulenza mirata: noi possiamo aiutarti!

 

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