Mobile marketing nel 2015: la svolta?

In questi ultimi giorni e mesi ci siamo sentiti spesso ripetere, da fonti sempre più autorevoli, che “il mobile quest’anno tira”, e che “il mobile è al giro di boa” per diventare il canale trainante della comunicazione online efficace. Ma siamo davvero “alla svolta”?

E se si, cosa fare per farci trovare pronti?

Cominciamo dalle “predizioni” dei digital guru sul tema mobile e i suoi sviluppi nel 2015 (alcune facili, alcune un po’ meno…):

  1. L’utilizzo del mobile salirà al 29% (rispetto al 25% dello scorso anno, secondo un report recentemente pubblicato da eMarketer) portando gli utenti mobile a livello mondiale a 2,4 miliardi (minimo). Su più di 7 miliardi di individui che costituiscono la popolazione, almeno 3,6 utilizzeranno attivamente un device mobile, arrivando a superare i 3 miliardi di utenti attivi su internet.

Certo, è sempre tutto relativo, ma questi numeri cominciano a darci da pensare, no?

  1. La sicurezza di dati e transazioni da mobile diventerà argomento prioritario sia per gli user che per i big player del settore mobile: dobbiamo aspettarci un aumento delle restrizioni delle policy, la necessità di cambiare continuamente le password degli account, e sistemi sempre più sofisticati per la protezione (e la generazione) delle stesse per salvaguardarle dal furto elettronico (e non). Alcuni che si aggirano attorno al livello “futuribile” addirittura: scansioni e identificazioni biometriche, che vanno ad aggiungersi ai già attivi riconoscimenti di impronte e vocali.
  2. La tecnologia Wereables comincerà a farsi strada nella nostra quotidianità: cos’è la tecnologia Wereables? È quella tecnologia applicata a devices di uso comune (non solo gli smartphone dunque, ma anche occhiali, guanti, magliette, orologi da polso, scarpe…) di diventare un piccolo “centro tecnologico” in grado di raccogliere dati (sul proprio utilizzo, sulle nostre abitudini) e trasmettere dati al proprio utente (ad esempio i Google Glasses, che funzionanoo come una vera e propria app di google applicata ai propri occhiali…). Pagamenti elettronici tramite smartphone (cioè proprio appoggiando lo smartphone al lettore contact-less delle casse e utilizzandolo come una carta di credito, ma senza di essa), i google glasses appunto, l’Apple Watch, i dispositivi per il fitness che aiutano a tenere traccia di ritmi cardiaci, bioritmi del sonno e della veglia, e dettagli dell’attività fisica svolta dai più semplici ai più complessi (contapassi, conta-respiri, misurazione del polso e del battito cardiaco, della respirazione, del tragitto effettuato sono solo le prime funzioni che abbiamo visto disponibili: c’è ancora tutto un mondo da scoprire) saranno dispositivi “a disposizione” di tutti (o quasi) ogni giorno.
  3. Le tecnologie di prossimità: localizzazione, geolocalizzazione e marketing “mirato”. Mirato al centimetro quadrato, in effetti: i dispositivi mobile che ci portiamo dietro saranno interfacciati costantemente con segnali e punti di localizzazione sparsi sul territorio attorno a noi, ne riceveranno informazioni, e condivideranno informazioni con loro. Lo sviluppo più naturale in tal senso saranno le attività di marketing geolocalizzato “mirate” a quel target, a quell’utente, ai suoi interessi, costruiti in base ai suoi percorsi abituali, alla sua posizione attuale, al suo storico di comportamento d’acquisto, alle sue richieste, bisogni, necessità. Espresse… o meno.
  4. Cresceranno gli investimenti in attività di marketing e advertising su mobile:  un trend che è stato registrato i crescita già negli ultimi 3 anni, superando già  lo scorso anno l’advertising classico, e che non ci sorprende, vuoi per il costo più “contenuto”, vuoi per l’efficacia più immediata (apparentemente, poi bisogna sempre valutare anche in base all’effettivo ritorno e a tutta una serie di altri fattori che ben conosciamo).
  5. I siti web non ottimizzati per mobile (e quelli non responsive) saranno in svantaggio: e perderanno facilmente visibilità e importanza, fino a scomparire del tutto (o quasi) dai risultati di ricerca – complice la Google Mobile friendly label, che potrebbe diventare anche uno dei fattori coadiuvanti del ranking di un sito, se già non lo è – (e quindi dalla mente del cliente potenziale e non).

Alla luce di queste poche, ma significative considerazioni, come affrontare questo 2015, anno del mobile?

Con la consapevolezza, innanzitutto, e cominciando a pensare anche (ma non solo), in ottica mobile: il vostro sito web è mobile friendly o responsive? Avete pianificato e destinato budget ad una campagna marketing specifica per il segmento mobile? La vostra digital strategy prevede comunicazioni create ad hoc per il mobile?

Sono solo alcune delle domande che dovreste porvi, e a cui dovreste saper rispondere…

E se non lo sapete: chiedetelo a noi!

 

Qui trovate la fonte di ispirazione per questo articolo.

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