On (digital) writing

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Una delle grandi ossessioni di questi tempi, sia per il settore hotellerie che in molti altri, dall’industria ai servizi, è la presenza sui social.

Che si tratti di mere comparsate o di un presidio intelligente del canale, la seconda ossessione (o sub-ossessione, figlia dell’ossessione primaria di “esserci”) che ha preso piede in questo millennio digitale, è quella del “farci dei soldi”. Vendere. Monetizzare.

L’ossessione di vendere: ovvero l’illusione di poter trattare i social come canale alternativo di vendita rispetto al proprio sito web o alle OTA. Illusione ridicola soprattutto se pensiamo che: a. il mezzo non è ancora pronto e b. la maggior parte di quelli che vorrebbero trattarlo in questo modo vorrebbero farlo gratis.

Ovvero fare profitti senza che avvengano investimenti, prima.

E infine, l’ossessione del monetizzare: molto più specifico ma a volte altrettanto illusorio, è lo sforzo di mandare traffico su un determinato link (classicamente, le landing page selezionate per il nostro sito web, il booking engine e la prenotazione tariffe, etc.) e pretendere di monetizzare questi click in vario modo. Trasformandoli infallibilmente in prenotazioni, oppure in preziosi secondi di navigazione, o in click su ads (advertising, banner, etc.) che ci consentano di incassare un obolo ad ogni azione, etc.

La domanda che tormenta le menti degli ossessivo-compulsivi sensibili a questo argomento è sempre la stessa: come generare traffico e incanalarlo dove desidero? E come avvantaggiarmene?

Vediamo il primo caso: gli strumenti sono meno vari di quanto potremmo credere, non sono cambiati nel corso del tempo ma richiedono una precisione ed una “affilatura” sempre più difficili da ottenere. In maniera “non professionale”, almeno.

Chi invece il mestiere lo sa fare, sa anche come affilare le proprie armi, e nella fattispecie sa:

  1. Che un pizzico di mistero e sagacia vendono, ma i titoli (dei propri post), sono ancora il principale strumento per catturare l’attenzione del lettore, stimolarne l’interazione e convincerlo a cliccare per “scoprirne di più”.

Titoli corti e facilmente comprensivi, stuzzicanti ma mai fallaci, divertenti ma non sciocchi, e testi misurati al  millimetro per efficacia e appeal costruiscono l’80% del successo di un contenuto online, lo sapevate? E più precisamente: catturano l’attenzione del vostro lettore e lo convincono a fare quello che vi serve: cliccare.

Da quel momento in poi, ovviamente, sta a voi “mantenere le promesse” (di contenuti di qualità, all’altezza del titolo che li ha promossi, di informazioni, di utilità, etc.)

  1. Che sebbene il click baiting (ovvero i titoli “acchiappa gonzi” – quelli che giocano sul mistero, la curiosità innata del lettore e anche il suo interesse per un certo tipo di contenuti (sesso, stupidaggini e… sesso) siano lo strumento più semplice ed attenzione per catturare click, non è più saggio utilizzarli di quanto sia comprare i propri follower sul mercato nero.

Non ci vuole un genio per capire che con la guerra costantemente combattuta da Facebook, Google & co. per debellare la fastidiosa proliferazione di vuoti contenitori con titoli urlati e nessun contenuto di interesse una volta fatto click, chi dovesse continuare nell’intento di catturare click con l’inganno verrebbe severamente punito in termini di visibilità, calo di ranking, etc.

Meglio evitare da subito quinti e spostare il focus su altro.

  1. Che il deficit di attenzione fra i lettori, piaga di questo secolo che affligge le bacheche di molti, rendendo penosissima la conta di visualizzazioni, like e interazioni, si combatte giorno dopo giorno con contenuti di qualità, una reputation immacolata e un sito web user-friendly e semplice da navigare.

A che cosa servono queste cose, unite ad una certa costanza e strategia nel pianificare le proprie comunicazioni online? Ad abituare “a noi” il lettore, a convincerlo a tornare da noi in cerca di informazioni (quelle giuste, quelle che gli servono, quelle che solo noi sappiamo dargli in maniera intelligente e utile), e a farci di conseguenza “galleggiare” naturalmente sulla sua bacheca social.

Se il nostro lettore sa che forniremo informazioni oneste, utili, e non la tireremo troppo per le lunghe, per lui sarà un piacere visitarci. Trascorrerà il tempo con noi volentieri, e potrebbe persino sprecare qualche minuto prezioso a navigarci, o a mettere like ai nostri post, persino a condividerli.

Se non dovesse bastare, ci dovremmo ricordare che:

  1. Che i continui cambi di algoritmo (di Facebook, ma qualche volta anche di Google) che minacciano la visibilità dei nostri post si combattono ogni giorno con contenuti di qualità, una reputation immacolata, presidio dei mezzi e… gli ads a pagamento.

Non abbiate paura di investire qualche moneta in advertising a pagamento e nello spingere i vostri contenuti online, soprattutto sui social (con un costo più contenuto, ad esempio, che su AdWords): potreste sorprendervi il risultato che otterrete.

Di certo non potete più permettervi di pensare che senza destinare un budget o degli sforzi concreti a migliorarlo, questo canale possa davvero dimostrarsi profittevole: nessuno di noi vive nel Paese delle Meraviglie, e siamo tutti troppo cresciuti per credere ancora nelle favole.

Concludiamo rispondendo a chi si sta ancora chiedendo: bene, ora che ho imparato ad attirare il mio pubblico e incanalarlo dove volevo, come posso farci profitto?

La risposta, ahinoi, è il classico: dipende.

Dipende dai vostri obiettivi, e da cosa intendete per “farci profitto”.

Se vi potete accontentare di instaurare una catena virtuosa di traffico che, in una percentuale più o meno varia e/o soddisfacente, si trasforma in prenotazioni (e se riuscite a ricordare che tutto ciò dipende molto anche da cosa state offrendo al vostro pubblico e se ciò che offrite è davvero di appeal), e qualche volta in clienti fidelizzati al vostro hotel o brand, bene: avete compreso come funziona un vero sito di e-commerce (per hotel)al giorno d’oggi.

Se invece non riuscite a comprendere tutto ciò, se vi state ancora chiedendo che cosa c’entrano contenuti di qualità e una gestione accurata del proprio planning di comunicazione per canale (sito web, social, booking online, advertising) o siete costantemente scontenti delle performance del vostro sito o dei social che gestite, non riuscite a generare traffico dall’uno agli altri e viceversa, e non riuscite a raggiungere percentuali soddisfacenti di traffico e interazione con i vostri contenuti beh…  probabilmente avete ancora molta strada da fare (voi e il vostro sito web) prima di diventare un e-commerce, o delle pagine social, di quelli “che funzionano”.

Tuttavia, che facciate parte della prima o della seconda casistica, non vi preoccupate: non tutto è perduto, e anzi noi possiamo darvi una mano!

 

Contattateci per una consulenza su come migliorare le performance e la gestione social del vostro hotel potete cliccare qui oppure tramite il form di contatto per una consulenza mirata: vi aspettiamo!

 

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