Perché stare sul web?

Perché stare sul web?

Una domanda che ci poniamo, e sentiamo porre, così tante volte che ormai abbiamo perso il conto. La risposta?

È razionale e opportunistica: perché i miei clienti sono tutti lì e sono web –addicts.

I miei clienti oggi si chiamano Millennials e sono al centro di molti studi: sono i giovani consumatori, vivono e comprano in modo diverso, con logiche che spesso a noi “antichi” sfugge, ma c’è chi li osserva e ci racconta chi sono e cosa vogliono.

I millennials sono circa un quarto della popolazione e già spendono  200 miliardi di dollari l’anno, nei soli Stati Uniti, una cifra che non sembra volersi fermare e che è orientata alla crescita.

Intercettarli non è semplice: questa generazione ha interessi diversi rispetto ai loro predecessori e i loro processi di acquisto (e scelta) ancora ci sfuggono per la gran parte, poiché cambiano velocemente e si ri-orientano secondo un criterio opportunistico che, se siamo incapaci di cavalcarlo noi per primi, ci esclude a priori.

Secondo l’ultimo rapporto sui consumatori di Nielsen.com il 70% di questi giovani vede il proprio futuro finanziario in crescita per il 2016 per avere il suo picco nel 2017, sebbene anche loro siano colpiti dalla attuale crisi finanziaria. Ma la loro capacità di spesa limitata non li ferma rendendoli acquirenti di pura necessità: nessun acquisto è lasciato al caso, il 42% di loro verifica almeno 4 diverse fonti prima di procedere ad un acquisto, un terzo di loro fa acquisti servendosi di coupon e codici personali di sconto, e il 40% preferisce gli acquisti on line del mercato dell’usato per risparmiare.

Un target molto propenso all’acquisto, insomma, anche se con budget contenuto a volte: sono consumatori nati, e capaci di farlo con un solo click.

Ma non tutti i Millennials sono “parsimoniosi” il 27% di loro è decisamente benestante guadagnando circa 75.000 dollari l’anno, e nonostante questo resta amante di sconti, promozioni e offerte. Ancora, il 43% di loro ama usare coupon e codici promozionali almeno una volta al mese: questo denuncia l’innata passione per il “buon affare”, quando lo riconoscono.

Eppure, questo desiderio di risparmio non è sempre sinonimo di “low budget”: i Millennials infatti sono disposti a spendere se sui prodotti che ritengono davvero importanti, come la tecnologia.

Allora, cosa mi colpisce di più di questi millennials?

Le percentuali: il 92% di loro possiede uno smartphone, contro il 76% dei BabyBoomers, ma solo il 13% lo usa per telefonare. Hanno il pallino della tecnologia, che è parte integrante della loro vita ed è componente chiave nella loro esperienza di shopping, ma non solo: foto, musica e app fanno da contorno alle semplici funzioni di telefono.

Il 19% dei Millenials e il 31% di quelli che hanno un reddito superiore a 75.000 dollari hanno speso nell’ultimo anno 1.000 dollari nell’online per acquisto di prodotti “difficili” da trovare.

Sono un target perfetto: amano il web e si fidano nella promozione – digitale e tradizionale- molto più delle precedenti generazioni. Riconoscono il valore dei marchi e vivono sui social dove condividono e si scambiano idee, si tengono informati e cercano ispirazione.

Insomma: il target perfetto per un hotel, a patto che si sia in grado di intercettare i loro gusti e le loro necessità, che sono oggettivamente tutte nuove.

Per fare questo, possiamo ispirarci al marketing delle 4E, per capire cosa vogliono da un prodotto e da un’azienda e operare quel “cambiamento” che si rende necessario, in noi, per intercettare l’interesse di questo nuovo target:

  • Dal Prodotto all’Esperienza (Experience): l’esperienza del prodotto conta più dei suoi benefit. L’emozione vince sulla ragione e sulla funzionalità, i sensi del consumatore diventano territorio di conquista e i punti vendita (virtuali e non) diventano avvolgenti e coinvolgenti
  • Dal Mercato (Place) all’ubiquità (Everyplace): il negozio, l’agenzia non sono solo luoghi fisici, ma li ritroviamo ovunque e la comunicazione deve avere la capacità di imporsi ai nostri consumatori quando sono più permeabili a ricevere i nostri messaggi promozionali. Si passa dalla logica delle comunicazione che interrompe l’attenzione del cliente (interruption marketing) ad una comunicazione che si presenta quando a chiederlo è proprio consumatore (permission marketing) con la sua modalità implicita di procedere negli acquisti
  • Dal Prezzo allo scambio (Exchange): suggeriamo, in sostituzione del prezzo, l’idea di uno scambio che non sia solo di di merce vs denaro ma con esso il trasferimento di valori intangibili. I nostri nuovi clienti sono molto sensibili all’etica, di cui il marchio, e il logo, sono rappresentativi.
  • Dalla Promozione classica alla “conversione” (Evangelism): quando il successo di una marca o di un prodotto diventa potente si generano fenomeni di proselitismo, il 2.0 offre un brodo di coltura virale e contagioso da far partire il rito del “buzz”e del “word of mounth” (passaparola).

E voi, siete pronti per i Millennials?

Se la risposta è si, noi possiamo aiutarvi! Se siete interessati a migliorare le performance e la gestione social del vostro hotel cliccate qui, se volete dare una svolta mobile al vostro sito web cliccate qui, oppure contattateci tramite il form per una consulenza strategica personalizzata: vi aspettiamo.

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