Come promuovere il proprio hotel su Instagram?

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Abbiamo visto nello scorso post i motivi per cui, secondo noi, Instagram sarà LA piattaforma social migliore su cui investire nel 2018… purché sappiate fare alcune considerazioni preliminari in merito a opportunità, pubblico potenziale presente sulla piattaforma (e utile ai vostri scopi), obiettivi, disponibilità ad investire tempo e risorse, disponibilità di materiali e di un punto di vista creativo.

Abbiamo anche visto in questo post dello scorso anno come su Instagram in particolare avere un punto di vista alternativo o creativo ci aiuti a perfezionare la strategia di comunicazione del nostro hotel, andando a far incontrare quelle che sono le nostre esigenze (stimolare la brand awareness e veicolare i valori del brand) con quelli della piattaforma: avere contenuti originali e creativi, e investitori pronti a… investire appunto. Se la piattaforma seguirà infatti il percorso del fratello maggiore (Facebook) non sono troppo lontani i tempi in cui anche su Instagram bisognerà pagare per avere visibilità… quindi meglio cominciare a mettersi nell’ottica e studiare un piano marketing che comprenda questo canale e lo sfrutti in maniera efficace.

Vediamo allora come sfruttare ciascun post su Instagram per i nostri obiettivi primari (ripetiamoli: brand awareness, brand reputation, comunicazione dei valori del brand, visibilità del brand, contatto con i clienti e, in maniera relativa, vendita dei nostri prodotti – ricordando che come tutti gli altri social Instagram NON VENDE ma ci aiuta a vendere):

  • Sfruttare gli hashtag per raggiungere nuovo pubblico e linkare i propri contenuti a sfere di interessi ottimizzate: come sui motori di ricerca, la strategia vincente è quella che sfrutta gli hashtag più originali e con meno post collegati. Badate bene: non hashtag gettati lì a caso, ma ragionati, focalizzati, e poco utilizzati.

Banalmente: se ci sono 30mila post sull’hashtag ormai inflazionato #foodporn sarà molto difficile che una grossa fetta di pubblico cada proprio sul nostro post (anche perché Instagram mostrerà in automatico nella lista dei post prima quelli degli utenti con più like e di quelli che hanno sponsorizzazioni attive…).

Questo permette anche di lavorare per posizionarsi con i propri post nell’elenco di hashtag “simili” che viene proposto ogni volta che si fa una ricerca per hashtag: Instagram ne propone almeno 3 o 4 fra cui spostarsi, quindi collegare il proprio hashtag a quelli più popolari permette di navigare a traino.

  • Sfruttare la localizzazione dei post e i geotag: soprattutto per hotel e destinazioni turistiche, ristoranti, e business che hanno nella localizazione la propria ragione di mostrarsi al pubblico, questo è fondamentale. Ancora su Instagram non funziona il concetto di “prossimità” (e quindi di post sponsorizzati che compaiono guardacaso quando effettuiamo delle ricerche “in zona”), ma magari sarà una prossima evoluzione. E comunque è bene ricordare che gli igers sono molto legati al territorio e agli utenti piace cercare sia gli hashtag che i geotag presenti sul territorio per vedere “cosa succede in città”… posizionare i nostri contenuti sulla localizzazione precisa della nostra attività serve a posizionare in pole il nostro business presso gli utenti più interessati di tutti: quelli che sono o che saranno in zona.
  • Sfruttare il potere emotivo delle immagini, categorizzare mood e raccolte immagini: un’immagine vale più di 1000 parole, e più di 1000 hashtag su Instagram. Quando l’immagine trasmette un’emozione intensa e lavora sulla stessa lunghezza d’onda di hashtag e interessi del pubblico succede la magia: il pubblico viene catturato e viene tenuto ancorato dall’emozione stimolata, ed è proprio in quel momento che si ottengono i migliori risultati a livello di interazione cd efficacia dei post. Come abbiamo già visto molte altre volte, è il sottile potere suggestivo dello storytelling fatto bene che può aiutarci nel migliore dei modi a vendere… e a venderci.
  • Sfruttare le Stories (e i video): come abbiamo visto sono il must del momento, e sono destinate a restare sulla cresta dell’onda ancora un po’… quindi perché non sfruttarle con coscienza di causa? Da un lato sono la scusa perfetta per il “turismo mordi e fuggi” su Instagram: durano solo 24 ore ma adesso si possono anche fissare come anteprima “dinamica” del mood del proprio profilo, dall’altro permettono appunto di rendere più “vivi” e interattivi di una semplice immagine gli approcci verso il nostro pubblico (si possono inserire hashtag, emoticon, sondaggi con click, effetti e disegni sull’immagine, e quindi si può letteralmente “giocare” e stimolare all’azione la propria audience).

Stessa cosa per i video, soprattutto quelli brevi che magari sfruttano hyperlapse e effetti “ad anello” per riproporre il contenuto in un loop infinito, che simulano le Stories e piacciono molto al pubblico giovane.

  • Sfruttare la community di Igers: anche questa è un’ottima leva soprattutto per hotel e destinazioni turistiche. La community Igers è particolarmente attiva ed offre spunti inaspettati e ricchi per fare promozione turistica alternativa e advertising indiretto (basta vedere cosa succede nelle date degli #emptymuseum, dove gli influencers più gettonati fra gli Igers hanno l’occasione di visitare in esclusiva località storiche e musei, per poi raccontarli attraverso le loro immagini).
  • Sfruttare gli influencer: purchè lo facciate bene (e quindi secondo la legge, e se non sapete come è bene che diate un’occhiata qui), questa è ancora una delle strategie migliori da mettere in pratica su Instagram. Gli influencer hanno milioni di follower (quando sappiamo riconoscere quelli che li hanno “veri” e non quelli che li hanno acquistati), e riuscire a far comparire il nostro prodotto sulle loro bacheche – e quindi su quelle dei follower – è la via lastricata di mattoni dorati per una certa notorietà del brand.
  • Strategia, obiettivi, profilazione target, insights: come per tutte le altre piattaforme social, è necessario saper selezionare e riconoscere la propria audience e creare contenuti in linea con le sue aspettative e i vostri obiettivi. Che prima vanno ragionati e stabiliti come base per le azioni successive, su cui vanno customizzate le proposte di contenuti e in base ai quali vanno tratte le somme a giochi conclusi. I post non possono essere lasciati a caso, e qui più che mai l’immagine aziendale va costruita: in maniera diversa che sugli altri canali di comunicazione, ma non meno ragionata.

Qui bisogna anche tenere sott’occhio gli insights (i pochi disponibili al momento) su cui bisogna lavorare costantemente per capire se si stanno raggiungendo gli obiettivi prefissati o se è necessario un cambiamento, anche lieve, di rotta.

Insomma, il mestiere dell’instagramer non è semplice: non basta più scattare una foto e metterla online per raggiungere il proprio obiettivo, soprattutto se dietro c’è una necessità non poco impegnativa che varia dalla promozione del brand alla vera e propria vendita del prodotto. Non conviene quindi lasciare il vostro profilo Instagram nelle mani del primo arrivato, ma è meglio affidarvi a qualcuno che sappia “dove mettere le mani”.

Se avete necessità di portare il vostro profilo Instagram al livello successivo e volete ricevere qualche consiglio o una consulenza mirata sulla gestione social dei profili del vostro hotel contattateci cliccando qui o tramite il form che trovate online! Vi proporremo le soluzioni più in linea con le vostre esigenze…

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