Il Risiko dei social

Chi si ferma è perduto, si sa, e proprio i social, che per loro stessa definizione sono gli strumenti del “qui e ora”, non possono certo restare indietro.

Ecco dunque che in più cicli durante l’anno si effettuano le release di aggiornamenti che aprono questa o quella feature ai propri utenti: c’è chi si concentra sulle immagini, chi privilegia i video, chi punta ad essere principe dell’instant marketing e chi del  live streaming, chi torna alle origini e chi guarda al futuro ma, comunque, nessuno resta fermo sulle proprie posizioni.

I gusti degli utenti sono monitorati con costante attenzione, e proprio pervenire incontro ai nuovi trend rilevati i social del momento si devono evolvere, cambiare, migliorare costantemente.

L’anno appena trascorso ha evidenziato alcuni macro-trend abbastanza redditizi da sollecitare l’interesse, e la reazione, delle piattaforme: trend come

  • Lo storytelling e il visual storytelling, che hanno richiesto a social media manager e piattaforme di adattare la propria forma mentis e i propri contenuti alla nuova necessità di “raccontare storie” nella maniera giusta
  • Il successo dei live streaming, che ha reso necessario alle piattaforme fornire strumenti per caricare e condividere video in tempo reale con i propri utenti/follower
  • La necessità di coinvolgere gli utenti tramite ads a pagamento, monetizzare le piattaforme, e il nuovo business che sfrutta i contatti delle piattaforme di messaging anche per comunicazioni business: la pubblicità corre su Whatsapp, con buona pace degli utenti che vorrebbero rimanere “privati”
  • La rivoluzione mobile, che ha reso indispensabile ripensare la pianificazione strategica della comunicazione sui social, oltre che l’architettura di siti web, blog e piattaforme.

E come si sono adattate le piattaforme social a questi trend emergenti e ormai consolidati? Puntando a nuovi obiettivi strategici, ovviamente.

Google Plus, ad esempio, dopo aver rinunciato la scalata a Facebook (e al modello di social che esso rappresenta) nell’ultimo mese ha rilasciato la nuova versione di sé stesso, decisamente orientata verso il lato fotografico dei social. Nuovo focus della piattaforma, infatti, sono le collezioni, e una brand new and updated feature per lo share e l’archiviazione delle proprie immagini (Google Photos).

Cosa sono le collezioni di Google Plus? Niente altro che bacheche, organizzate dall’utente per argomenti (e quindi più facilmente navigabili, indicizzabili e rintracciabili dagli altri utenti), che contengono i post dell’utente stesso, raggruppandoli per interessi e soggetti.

Un po’ come su Pinterest, insomma, ma con molto più testo. Per essere indicizzati con più efficacia, infatti, i post su Google Plus ormai richiedono di essere dei veri e propri mini-post in stile blog: raccontati, oltre che linkati e illustrati con una, o più, immagini. Restano fermi i punti base del principio di indicizzazione: il grassetto e il corsivo per evidenziare parole chiave e il cancelletto per gli hastag.

E proprio verso il modello Pinterest si sta dirigendo Google Plus, che pone un particolare accento sulla “collezione” di immagini e fotografie, proponendo una nuova feature (per ora disponibile solo negli USA e per gli utenti mobile) che permette di salvare immagini da web in apposite collezioni, facilmente recuperabili in un secondo momento. Il profilo di un utente diventa, a quel punto, un carousel di immagini collezionate (proprietarie e non, ma pur sempre riconducibili al  proprietario dei diritti – questo è sempre per Google un punto fermo-) e condivise.

E se Instagram è l’ennesimo, ma non ultimo, social che tenta di entrare nel redditizio business degli ads a pagamento e del B2C facendo proprio il “modello Facebook”, la contromossa di Facebook è quella di tentare di entrare nel business dei live streaming video, facendo concorrenza a Meerkat e Periscope, che nell’ultimo anno hanno avuto un enorme successo di pubblico e utenti worldwide.

Anche in questo caso la nuova feature è al momento disponibile solo per gli utenti USA, ma si spera che presto verrà estesa anche al resto del mondo, a noi comuni mortali, che non vediamo l’ora di poter rallegrare le nostre bacheche con collage delle nostre immagini che mostrano in tempo reale e in maniera dinamica anche i commenti dei nostri amici (decisamente più d’appeal rispetto ai “soliti” post che mostrano due o tre immagini statiche tutte nello stesso formato, quando carichiamo un gruppo di foto – una feature che, casualmente, ci rammenta molto le appena citate “collezioni di Google Plus”-), e di fare live streaming “like PROs”.

Tutte opportunità che hanno parecchio appeal anche e soprattutto se pensiamo alle pagine business, e nel caso specifico, alle pagine business di hotel e ristoranti, dove l’essenziale è mostrare nel modo più creativo ed emozionale possibile l’hotel experience, ingolosire il cliente, catturarne l’immaginazione.

La filosofia dei social, dunque, si può riassumere più o meno così:

se non puoi battere il più forte, insomma (Facebook), prenditela con il fratello debole.

Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere commentando qui o sui social, vi aspettiamo!

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