Social media per hotel: siete abbastanza unici?

Sapevate che più del 90% degli acquisti avvengono dietro la spinta, più o meno celata, del passaparola?

Certo che lo sapevate, ma ripetiamolo insieme: prima di effettuare un acquisto, l’utente medio si informa. Cerca con metodo scientifico informazioni, e le cerca su quelle piattaforme che gli offrono il punto di vista meno mediato dal brand che possono trovare: ecco da dove nasce la fortuna di piattaforme di recensioni hotel come Tripadvisor, o di motori di ricerca comparativi come Trivago, o ancora dei big players in campo OTA come Expedia e Booking, o infine dei social media.

La loro forza sta nell’aver saputo portare alla luce, anzi agli occhi degli utenti, le opinioni, spassionate e più o meno veritiere, sulla hotel experience vissuta.

Tralasciamo in questo momento di addentrarci nella polemica sulla veridicità di tali recensioni, sull’impossibilità da parte dell’albergatore di difendersi dall’utilizzo errato di quello che è nato come uno strumento che si proponeva trasparenza e onestà ed è finito per diventare l’ultima arma di ricatto nelle mani di clienti e concorrenti, e concentriamoci sui social media: la vetrina per eccellenza, al giorno d’oggi, dove proporre la propria struttura in alternativa – e a rinforzo – al proprio sito web.

E prendiamo nello specifico Instagram: la piattaforma che anche quest’anno si aggiudica la palma d’oro per numero di utenti attivi, per maggiore crescita e per maggiore interesse (sia dimostrato dagli utenti che suscitato negli investitori). Dopo Facebook e Twitter (e Google, ma per pure esigenze di posizionamento sul motore di ricerca), Instagram è “LA” piattaforma che necessita di essere presidiata, se si vuole fare veramente dei social un business relativamente proficuo per il proprio hotel, ristorante, o destinazione.

Particolarmente sensibile alle categorie travel, food, luxury e lifestyle, e quindi particolarmente benevolo con i profili che ruotano intorno a questi immaginari (hotel, destinazioni e ristoranti, appunto), Instagram offre un bacino di utenze forse meglio segmentato e più focalizzato degli altri social. E anche meglio educato, se si arriva comprendere e padroneggiare le “regole del gioco”.

Al giorno d’oggi un hotel o una destinazione sono su Instagram anche senza avere un profilo gestito sul social. Come? Grazie alla volontà degli utenti: scattano immagini nel vostro hotel, si geolocalizzano, vi taggano, e in quel preciso istante creano una mappa per immagini che racconta la vostra struttura, in maniera totalmente indipendente dalla vostra volontà.

Provare per credere: vi basta accedere a Instagram e provare a cercare il nome della vostra struttura. Sia che abbiate un profilo Instagram attivo sulla stessa, sia che non l’abbiate, vedrete comparire sotto il nome della struttura e il relativo indirizzo una select delle immagini scattate dagli Igers (= Instagramers) che vi hanno alternativamente taggati, localizzati oppure menzionati con #hashtag.

Una mappa per immagini compartecipativa, fluida e dinamica, che si apre come una finestra sulla realtà dell’hotel così come l’hanno vissuta i clienti. E su cui voi non avete altro modo di interagire se non partecipando a vostra volta.

Come? Il modo migliore sarebbe forgiando un punto di vista alternativo, unico, che sia in grado di raccontare per immagini quello che voi volete che venga percepito del vostro hotel.

Si chiama storytelling, e fa leva sulla “fame di storie”, atavica e insaziabile, che ha il pubblico:

esattamente come un bambino che aspetta la favola della buonanotte ogni sera per addormentarsi, infatti, il vostro cliente potenziale aspetta che voi confezionate una storia sul vostro hotel, e gliela porgiate su un vassoio d’argento.

Sapete bene infatti che la chiave per il successo è nascosta dietro alla capacità di sapersi vendere. O, meglio ancora, di sapersi distinguere dalle masse, e dai concorrenti. E come si riesce a ottenere l’attenzione del pubblico, differenziandosi dai concorrenti, se non proponendo qualcosa di diverso, unico nel suo genere, e il più possibile appetibile?

Anche quando non è oggettivamente possibile distinguersi con servizi particolari o offerte “creative” (per i problemi di costo, standard, etc che possono sussistere) si può ovviare alla realtà delle cose tentando di farsi PERCEPIRE come diversi e unici.

Spesso un punto di vista differente, innovativo, unico, è tutto ciò che separa i “vincenti” dai perdenti, soprattutto alla “lotteria dei like” sui social.

In questo caso manipolare il punto di vista e le prospettive dell’immagine che offriamo di noi e del nostro prodotto può servire non solo ad attirare l’occhio ma anche a suscitare emozioni, o suggerire un attaccamento “emotivo” verso il nostro marchio, al cliente.

E più il punto di vista è creativo, più è in grado di attirare l’occhio, fidelizzare la benevolenza del cliente, e in generale raccontare la storia di un utente (voi e il vostro hotel) sensibile, attento e competente, uno “che ci tiene” abbastanza da cercare un punto di vista differente, e proporlo al proprio pubblico.

Uno di cui ci si può fidare, insomma.

Non dimentichiamo che, spesso, il reame dei social e quello dei passaparola fanno affidamento (e leva) su emozioni, sentimenti e immediatezza. Sull’intangibile, insomma, che però è in grado di influenzare il comportamento di acquisto, a un livello più o meno conscio.

Ecco perché grandi player come Cocacola, Ferrari, Fendi, Chanel (e potremmo andare avanti per ore) investono tempo e risorse per presidiare in maniera seria ed efficace il canale Instagram: di certo non si affidano al caso, quando pianificano una campagna sulla piattaforma, sia essa sponsorizzata o una “semplice” uscita.

Alcuni esempi per capire di cosa stiamo parlando? Li trovate qui e potete trarne ispirazione:

Ferrari, ad esempio, ha esplorato non solo il reame del visibile, ma quello del… udibile

https://www.instagram.com/p/BFgA87pkaZg/?taken-by=ferrari

https://www.instagram.com/p/BFgl6mmEaaR/?taken-by=ferrari

Già due anni fa, fiutando il trend e imponendosi come apripista, Ikea ha invece creato un catalogo interattivo sfogliabile e l’ha caricato in esclusiva su Instagram: un vero e proprio sito internet navigabile, sulla piattaforma che ai tempi non offriva alcuna possibilità di rendere interattivi l’uno con l’altro i post caricati

https://www.instagram.com/ikea_ps_2014/

Questi Igers hanno sfruttato un punto di vista singolare per promuovere i propri scatti di viaggio (e diventare delle Insta-star nel giro di una notte, o quasi): ora vengono copiati, in alcuni casi anche molto ironicamente, ma hanno lanciato un trend che avrà vita lunga.

https://www.instagram.com/muradosmann/

Ci sono poi gli hotel che hanno capito perfettamente come sfruttare l’onda (e i gusti) del segmento millennials: sulle loro bacheche raramente si vedono foto “impostate” delle camer e dell’hotel, poiché lo spazio è lasciato tutto alla “experience”, che racconta della destinazione, delle attività che è possibile fare in hotel e fuori, e in generale suggerisce l’idea del viaggio con vena poetica, più che mostrarlo nella sua crudezza.

https://www.instagram.com/sixtyhotels/

Insomma: il mondo è bello perché è vario, ed è tutto da esplorare con occhi bene aperti in cerca di prospettive uniche e punti di vista alternativi… ma voi cosa ci raccontate?

Davvero volete davvero perdervi l’occasione di “dire la vostra” in questa storia?

Se la risposta è no, potete contattarci per una consulenza mirata cliccando qui o contattandoci tramite il form per essere richiamati, oppure seguirci sui social per consigli e novità dal mondo social e hotellerie.

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