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Storytelling per hotel: è sempre la stessa storia?

Scommettiamo che la parola storytelling non vi giunge nuova, né vi sono del tutto sconosciute le strategie da adottare per comunicare efficacemente “la vostra storia” ai vostri clienti/follower?

Vinceremmo, ovviamente, perché se seguite questo blog da un po’ certo che sapete già di cosa stiamo parlando… ma sapete anche perché dovremmo continuare a parlarne, aggiungendo nuovi concetti a quanto già noto?

Perché il web è in continuo fermento e perenne cambiamento. Le strategie di base restano le stesse, ma i tempi si accorciano, i gusti cambiano così come lo span di attenzione di chi sta dall’altra parte dello schermo. E questo è un guaio, perché costringe noi social media manager, marketers e albergatori a tenerci costantemente al passo ed escogitare sempre nuovi modi per suscitare l’interesse dei clienti, potenziali o reali che siano.

La narrazione è uno strumento potente, un’arma addirittura, nelle mani di chi la sa usare per i propri scopi.

Se ben giostrata, una narrazione efficace permette di raggiungere obiettivi insperati, e della più varia natura:

  • creare o stimolare la fiducia nel brand
  • accrescere il numero di clienti, plasmare il target di riferimento, esplorare nuovi segmenti di pubblico su cui costruire le proprie pubblicità (alias narrazioni)
  • creare nicchie di mercato e trend, oppure sfruttarli a proprio vantaggio
  • coinvolgere, convincere, condurre il cliente lungo il percorso che va dalla ricerca informazioni alla prenotazione, e dal soggiorno al ritorno
  • trasformare un estraneo in supporter, o addirittura in un ambasciatore del brand
  • etcetera etcetera (là fuori ci sono nuovi obiettivi ancora da scoprire e narrazioni da perfezionare, il bello è proprio questo)

Procedendo per punti, dunque, come creare una narrazione efficace?

  1. Stabilendo gli obiettivi primari e secondari, ovvero ciò che si vuole ottenere con il ciclo narrativo. Quanto agli obiettivi primari, li abbiamo elencati sopra, per i secondari? Pensiamo nello specifico a cosa vorremmo ottenere con ciascun post o campagna social: interazioni? Nuovi like? Click verso il sito web o un’offerta particolare? Ampliare il pubblico di riferimento? Colpire un target designato per nazionalità o interessi? La gran parte di questi obiettivi sono gli stessi proposti per default dalle campagne pubblicitarie a pagamento sui social, non a caso. Si tratta dunque di ragionare per percorsi, dal macro al micro, per orizzonti temporali e non a compartimenti stagni, ma secondo una visione integrata (di canali, strategie e strumenti).
  2. Stabilendo soggetti e oggetti, per poi passare ad aggettivi e complementi vari, proprio come se si stesse costruendo un discorso “su carta” (solo che, nel vostro caso, lo storytelling ha aggiunto una dimensione in più, quella digitale). Prima di cominciare un discorso, infatti, bisogna conoscere il proprio interlocutore (abbiamo già parlato delle buyer personas e dei loro gusti, giusto?), capire in quale universo semantico/di riferimenti ci si sta muovendo e come sfruttarlo per i propri scopi (pena il non riuscire a “passare il messaggio” correttamente e quindi fallire miseramente la comunicazione).
  3. Stabilendo i canali entro cui effettuare la narrazione (nel nostro caso i social, il sito web e le comunicazioni ufficiali dell’hotel/destinazione) e, all’interno di essi
    • I toni da utilizzare (diversi per ogni canale)
    • I modi (idem come sopra)
    • I temi (molto importanti, da considerare attentamente in ragione a obiettivi e risposte che si vogliono ottenere, oltre che in base agli strumenti a disposizione
    • Gli immaginari da evocare e sfruttare (ciascuno con i propri attributi, potenzialità, registri e… pericoli).
  4. Assegnando risorse adeguate alla creazione e veicolazione dei materiali, senza dimenticare una delle fondamentali: il tempo. Non tutti i messaggi lavorano con le stesse tempistiche, alcuni danno risposte immediate e tracciabili, altre più aleatorie (e in alcuni casi più potenti, almeno a livello emotivo… ne parleremo in uno dei prossimi post).
  5. Testando, aggiustando il tiro, mantenendosi malleabili e permeabili ai nuovi trend (nulla è scritto nella pietra, soprattutto nel digitale!)
  6. Misurando, senza lasciarsi ossessionare dai risultati (soprattutto dalle cosiddette vanity metrics) e con la consapevolezza che in alcuni casi… non c’è niente da misurare (ricordate la lezione fondamentale che ancora non abbiamo digerito, sui social? Non tutto il ROI del marketing online è misurabile, purtroppo. Per fortuna, nella maggior parte dei casi si tratta di compiere un atto di fede con risultati prevedibili sulla base delle precedenti esperienze e della conoscenza delle piattaforme… ed è per questo che consigliamo sempre di affidarvi a esperti del settore, come noi!)

E quando abbiamo messo in piedi tutta la strategia?

Si tratta solo di lasciare spazio alla narrazione, alla creatività e all’immaginazione, imbrigliate con gli strumenti prescelti e indirizzate verso i nostri obiettivi.

E dunque ecco la grande verità che si nasconde dietro alla necessità di fare costantemente storytelling, e quindi non limitarsi semplicemente a costruire un prodotto, ma spendere le proprie energie per raccontarlo:

“Il marketing non è più questione di ciò che sai produrre ma della storia che sai raccontare”

(Seth Godin)

Allora, cosa ne pensate? Voi sapete raccontare la storia del vostro hotel? Oppure avete bisogno del nostro aiuto per farlo? In tal caso, non esitate a contattarci!

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