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Anche Google, come Facebook, è alla costante ricerca della “quadra” sul proprio algoritmo (ovvero il processo attraverso cui le notizie – e quindi i testi e i link che le compongono – vengono filtrate e proposte nelle pagine dei risultati delle ricerche su motore). Di recente, la community di user,

Da qualche tempo abbiamo notato come i social stiano ponendo l’accento sulla localizzazione dei servizi e dei business presenti sulle proprie piattaforme. Il cammino intrapreso ad esempio anni fa con la trasformazione dei profili privati in pagine Business (su Facebook e Google ad esempio) e continuato con l’introduzione e l’affinamento degli strumenti ads geo-targettizzati, continua ad arricchirsi di feature e opportunità sulle stesse piattaforme.

In molti si pongono la fatidica domanda: perché cominciare (o continuare) a gestire i profili Google My Business? Soprattutto di fronte alla frustrante realtà dei fatti e delle statistiche: a dispetto delle vane speranze degli ideatori, Google Plus e i profili My business non reggono decisamente il confronto con gli altri social cui aspirano dare battaglia.

A Mountain View nel settembre 2015 si è deciso di chiudere Google Hotel Finder, creato come strumento di mera comparazione di prezzi per gli alberghi. Scelta apparentemente strana. Ora, invece, con Google Hotel Ads (che da ora in poi chiameremo GHA) si è deciso di mettere su piattaforma disponibilità e prezzi, distribuendoli sui propri prodotti: il proprio motore di ricerca, le mappe e il nuovo Google Destinations.