I trucchetti che su Facebook non funzionano più

Cari gestori a tempo perso di pagine Facebook, rassegnatevi: da quando la piattaforma si è messa in testa di monetizzare ogni singolo post, clic o reazione, ci sono alcuni trucchetti da “furbetti” che proprio non funzionano più. E che quindi dovreste smettere di tentare di utilizzare.

Perché non solo non funzionano più come prima, o come vorreste, ma metterli in atto rischia di farvi perdere quel poco di reputation, visibilità e copertura che la vostra pagina ancora mantiene, grazie soprattutto allo zoccolo duro di fedelissimi che ancora non vi ha abbandonati (vi ricordate di ringraziarli ogni giorno, vero?).

Vediamo insieme quali sono questi trucchetti e perché non funzionano più, e pensiamo a cosa si dovrebbe fare per gestire in maniera corretta una pagina business su Facebook:

  1. Chiedere un like ad amici e parenti: spesso è la prima scelta del social media manager fai-da-te, anche perché allo step numero 2 della creazione di una pagina Facebook stesso ti invita a condividere con i tuoi amici. Peccato che però come strategia per migliorare le performance di una pagina alla lunga non funzioni, anzi: può causare un danno alla pagina stessa.

Poniamo il caso che nonostante tutto vi facciate prendere dalla voglia di condividere la vostra pagina con gli amici, e che questi vi diano una mano… o meglio un like. Cosa succede dopo? Dopo l’iniziale euforia che vi prende a vedere il numero di like su pagina aumentare, quando Facebook vedrà che i nuovi amici non sono attivi tenderà a rimandarvi di nuovo nel dimenticatoio: i post della vostra pagina non verranno mostrati sulle nuove bacheche e senza interazioni la visibilità e le coperture dei post coleranno a picco. Peggio di prima.

Come contrastare l’inevitabile effetto negativo? Facendo una scrematura degli amici: proponete la vostra pagina solo a chi sapete può essere interessato ai vostri contenuti, e che quindi vi garantirà una interazione e attenzione costante, invece che mettere like e poi dimenticarsi di voi fino alla prossima sollecitazione (che poi, diventa anche una cosa antipatica…)

  1. Fare click baiting e usare formule preconfezionate per stimolare l’interazione: postare link di dubbia provenienza, che nascondono reindirizzamenti a pagine dalla dubbia moralità non solo è culturalmente e moralmente sbagliato, ma se fatto su una pagina può affossarne la reputazione, e quindi gli insights. Tanto più che Facebook ora, grazie al nuovo algoritmo appena reimpostato penalizza pesantemente chi fa fake news e click baiting.

Come ovviare a questo “inconveniente”? semplicemente non postate link “sporchi”, di cui non conoscete la provenienza, sospetti o smaccatamente fake. E prediligete sempre il contenuto originale. Possibilmente creato da voi per uno scopo ben preciso e secondo canoni rigorosissimi…

  1. Non investire budget per la gestione professionale di una pagina: tanto vale non avercela nemmeno, una pagina, se non siete disposti a investirci un po’ di tempo e denaro. Lo abbiamo detto più di una volta, ma vale la pena ripetercelo una volta di più: Facebook si è buttato nel “business” e ora le cose si sono fatte serie. Chi non è in grado di tenersi al passo o seguire le regole può creare un danno di immagine con la propria leggerezza… ora più che mai, visto che la reputation digitale ha la stessa importanza di quella “fisica” (e in alcuni casi ne ha anche di più).
  2. Usare contenuti scadenti: corollario dei punti 3 e 4. Usare sulla vostra pagina foto fatte in casa, scaricate da Google immagini senza preoccuparvi di “dettagli” come la proprietà intellettuale delle stesse, o utilizzare immagini raffazzonate e contenuti poco curati non funziona più. C’è un problema di copyright, tanto per cominciare, e poi ormai i follower hanno l’occhio educato e non si lasciano più imbambolare tanto facilmente: cercano l’originalità, l’immagine e il testo capace di emozionare… e i gattini più belli del web. Contro di loro combattere ad armi pari è difficile, ma non impossibile (basta affidarsi ad un buon content manager/social media manager).
  3. Creare contest online e giveaway senza preoccuparsi delle norme vigenti: c’è chi lo fa, soprattutto su Instagram, con la scusa che “tanto lo fanno tutti” e “Tanto il fisco mica viene a controllare su Facebook”. Forse le cose stanno così e forse no… chi si prende la responsabilità di corrispondere le dovute sanzioni, se si è colti in fallo? (ne abbiamo parlato qui: da quei tempi la legge è lievemente cambiata, ma non di molto. E le sanzioni restano).

Creare un contest online o un giveaway per beneficiare dei risultati positivi in termini di visibilità, coperture e interazioni ha un senso se si è disposti a farlo con tutti i crismi, altrimenti meglio lasciar perdere: è comunque uno spreco di tempo ed è pericoloso.

 

A conclusione del discorso (su cui potremmo dilungarci per ore, visto che “fatta la regola trovato l’imbroglio” spiega bene la miriade di trucchetti e scappatoie cercate quotidianamente dai furbetti per farla in barba a Facebook senza investire troppo in risorse e creatività) ricordiamo quale è l’unica operazione che – ahinoi – possiamo mettere in campo per cercare di contrastare la generale tendenza di Facebook ad affossare le nostre pagine business, toglierci visibilità e proporle sempre a meno pubblico… gratuitamente. Ecco, questa è la parola chiave: su Facebook non si va più da nessuna parte senza prevedere almeno un minimo investimento in ADS a pagamento.

Che sia quindi per cercare un nuovo pubblico o proporsi al “vecchio”, per promuovere le vendite o per creare brand awareness, la strada è sempre una sola e non prevede scorciatoie, ricordatelo.

Allora cosa ne pensate? Anche voi siete “colpevoli” di aver utilizzato (magari più di una volta) uno o più di questi trucchetti? Sapevate che non funzionavano più? Avete smesso di usarli perché vi siete accorti che vi causavano danni? O non sapevate proprio cosa altro fare per risollevare le sorti del vostro hotel online?

Venite a raccontarci la vostra esperienza sui social, oppure, se vi servono qualche consiglio o una consulenza mirata alle vostre esigenze contattateci cliccando qui o tramite il form che trovate online!

Nel caso vi foste persi le puntate precedenti sull’argomento Facebook e come proporre al meglio il vostro hotel su questa piattaforma, comunque, potete sempre cliccare qui, qui, qui e qui.

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