Turismo Italia 2016: analisi, trend e previsioni

In uno dei nostri post precedenti abbiamo affrontato l’argomento dell’alto tasso di “mortalità” delle prenotazioni, che vengono abortite prima del giorno di check-in per vari motivi ma con puntualità quasi sconfortante (e più precisamente: nel 2015 almeno una prenotazione su cinque è stata cancellata o è andata in no show, secondo Dohop.it).

In un altro post, invece, ci siamo invece interrogati su “dove va la distribuzione alberghiera” negli ultimi tempi: fra motori di ricerca, Tripadvisor e gli altri siti di recensioni, meta motori e travel agencies online, ci siamo chiesti, c’è ancora spazio per le prenotazioni dirette? Se si, come sfruttarlo? Se no, come crearlo?

A questo proposito, possiamo rispolverare anche i consigli di marketing, revenue e web marketing che abbiamo dispensato in questo post, dedicato all’eterna lotta fra i piccoli alberghi indipendenti (con  loro budget ridotti e così radicati al territorio) e i gruppi di hotel, o grandi catene alberghiere (con la spersonalizzazione dell’identità e internazionalizzazione dei servizi): prima di passare all’azione, abbiamo consigliato, è necessario fermarsi e valutare lo status quo.

Una buona analisi della situazione, degli attori principali sulla scena e degli sviluppi previsti sul breve e medio raggio è l’unica base concreta su cui fondare la propria strategia di sviluppo, azione e reazione.

Per quanto riguarda questo punto, le notizie sembrano possiamo rallegrarci: le previsioni sembrano essere, infatti, confortanti. Secondo Sole 24Ore, che ha pubblicato un articolo lo scorso febbraio, per questo 2016 è prevista una crescita degli arrivi in Italia fino al +4% rispetto al 2015, con un aumento di turisti stranieri del 3% già registrato sul mese di gennaio scorso, con trend stabile anche rispetto al trienno precedente.

Sembra che dopotutto, al di là delle polemiche, l’effetto traino di Expo si sia fatto sentire, e gli effetti benefici continuino a registrarsi su arrivi, presenze e pernottamenti, soprattutto in Lombardia e Nord Italia.

In ripresa anche il fatturato derivato dal turismo in Italia (+ 0,7%, sempre secondo Sole 24 news), con un recupero di capacità di spesa anche da parte dei nostri connazionali e segnali positivi dal comparto dei viaggiator business, che tornano a fare capolino dopo anni di “budget contenuti” e rinunce.

Dopo 7 anni di crisi, le nubi si diradano davvero? A quanto pare…

Il fenomeno più interessante dell’anno, oltre alla crescita del traffico da mobile e all’inarrestabilità del fenomeno Airbnb e simili, è quello dei millennials (se non sapete chi sono e perché sono importanti per il vostro hotel, cliccate qui): generazione mobile a tutti gli effetti, quella dei millennials è il target di riferimento d’oro per chi opera nel settore turismo, hotellerie e ristorazione. Il 98% di loro usa il telefonino per consumare e condividere contenuti (video e non solo), oltre il 30% di loro è fortemente interessato alle categorie food, travel, lifestyle (soprattutto sui social), oltre il 60% scopre nuovi brand attraverso i social (motivo per cui “bisogna esserci”), oltre 90% condivide i contenuti dei propri brand preferiti online, oltre il 58% degli acquisti viene effettuato su brand “socially correct” (ovvero che mostrano attenzione a temi sociali sensibili come ambiente, ecosostenibilità etc.). Infine, meno del 20% dei millennials globali è, in un modo o nell’altro, fidelizzato ad un marchio del settore turistico (che siano hotel o compagnie aeree).

Quest’ultimo dato, in particolare, se confrontato con l’alto tasso di fidelizzazione a brand dei settori lusso, abbigliamento, sportivo o tecnologia, mostra che il segmento “millennials” è ancora tutto da scoprire, attirare, fidelizzare.

Guardando alle tendenze generali del comparto turistico rilevate per il 2015 e confermate per il 2016 possiamo riassumere così:

  • Continuano a crescere le prenotazioni e il consumo di contenuti da mobile (il 78% sul totale solo in Italia, secondo Tripbarometer di Tripadvisor, rilasciato lo scorso dicembre 2015) piuttosto che da desktop, confermando la necessità di adattare i propri sistemi di conseguenza (sito web mobile oriented, fluido o responsive, pagine social attive e strategizzate, comunicazione online integrata, etc.). La ricerca, di contenuti di qualità e offerte interessanti, corre sul filo della rete, insomma, ed è meglio adeguarsi in fretta.
  • I viaggiatori del 2016 sono disposti a “spendere bene per viaggiare bene”: con una grossa fetta di mercato (quella dei millennials) attenta al rapporto qualità/prezzo e sempre alla ricerca delle occasioni di risparmio più golose, ci sarebbe da pensare che solo un abbattimento dei prezzi e una “guerra fra poveri” potrebbe decretare il vincitore sulle prenotazioni 2016… e invece no. Il segmento luxury travel traina, e anche tanto. Gli utenti sono disposti a investire budget per le proprie vacanze, ma solo se ne percepiscono effettivamente il valore.
  • Non si arresta il fenomeno in ascesa del turismo collaborativo che, anzi, ispira nuovi modelli di business nel ricettivo (clicca qui per il nostro post sul “camaleontismo” alberghiero)
  • Localizzazione e glocalizzazione continuano la lunga marcia alla conquista del pubblico internazionale (clicca qui per rispolverare il post che abbiamo dedicato alle strategie di localizzazione e glocalizzazione per il tuo hotel)
  • La questione della rate parity verrà (forse) risolta una volta per tutte, ma anche i metamotori si avvicinano al modello di business delle OTA (quello delle prenotazioni a commissione), lasciando sempre meno spazio (sempre con doveroso “forse”, visto che a farla da padrone, alla fin fine, sono le “ragioni del portafoglio”) e possibilità di opposizione alle prenotazioni a canale diretto hotel.
  • L’advertising sui social comincia a dare i suoi frutti: pochi, ma ormai maturi, soprattutto perquanto riguarda le prime piattaforme ad averci “provato” sul serio (Facebook, che ha registrato secondo Emarketer la provenienza del 78% dei propri profitti mondiali in Ads da segmento mobile). Ma gli altri non stanno a guardare, e quest’anno probabilmente guadagneranno il traguardo anche Twitter e Instagram (per budget investiti e efficacia nel misurare il ROI di questi investimenti, chissà).
  • Reputazione online, passaparola e i social a guidare il trend prenotazioni: soprattutto sul segmento giovani, al primo affaccio sul panorama prenotazioni ma con grandi disponibilità di spesa, mai come ora giocano ruolo fondamentale recensioni e passaparola online. Albegatori, siete avvisati: è il caso di cominciare a gestire seriamente, se ancora non lo avete fatto, le vostre pagine social e quel profilo Tripadvisor dove ogni tanto arriva qualche recensione… bella o brutta che sia (per qualche buon consiglio sull’argomento, cliccate qui e qui).

Insomma, è ora di chiedercelo: con nessuno a gridare alla crisi, e con queste prospettive di apertura e crescita sulle nuove generazioni, gli albergatori come si stanno preparando alla stagione che incombe?

Raccontatecelo voi: che cosa state facendo per conquistare, o gestire al meglio, la vostra fetta di mercato?

E se volete una consulenza specifica su argomenti quali la gestione dei social o del sito web per il vostro hotel, il revenue, il web marketing, cliccate qui o contattateci tramite il form di contatto per essere ricontattati!

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