Il “video marketing” del futuro… che è già qui

Negli scorsi post abbiamo avuto più o meno occasione di “girare intorno” all’argomento di oggi, il video marketing, parlando come abbiamo fatto del glossario base del marketing, dello sviluppo mobile in questo 2015, e della teoria e tecnica dello storytelling.

Adesso vediamo quali sono gli strumenti utili non tanto per impostare una strategia corretta (la strategia la dovreste avere impostata prima ancora di pensare allo sviluppo “video”) quanto quelli per fare video marketing, magari anche virale, sui social, e sul vostro sito web.

Abbiamo dunque visto che si intende per “video  marketing” quella strategia di marketing che utilizza i video, appositamente costruiti e pensati per essere efficaci sui social, per creare engagement sui social e traffico da e verso il sito web. Creare engagement, ovvero stimolare reazioni a vari livelli: consce e inconsce, immediate o di ritorno (diluite nel tempo, come il ricordo), l’empatia, l’emozione, la condivisione, etc.

In particolare, i video sono lo strumento principe per fare native advertising, ovvero “pubblicità” che si mimetizza con il contenuto della pagina web – o dei social – intrattenendo l’utente mentre “passa” il messaggio pubblicitario.

Questi video dunque devono avere delle caratteristiche ben precise per “riuscire” sui social (ovvero attirare l’attenzione e mantenerla, creare interazione, fidelizzare e spingere gli utenti a compiere l’azione voluta – l’acquisto, il like alla pagina, etc.):

  • Devono raccontare una storia (sembra banale, ma non lo è)
  • Devono raccontare una storia interessante e coinvolgente, meglio ancora se emotiva (che tocchi corde nascoste nell’animo degli utenti: la via facile non è mai la migliore in questo caso, bisogna essere creativi e non scontati)
  • Devono essere abbastanza corti da raccontare una storia ma senza annoiare
  • Devono essere incisivi, lasciare il ricordo
  • Devono essere condivisibili (per creare la catena di condivisioni che porta, in teoria, alla viralità)

Capite bene che a questo punto il caro e vecchio Youtube, dove si caricavano i video “amatoriali” girati con lo smartphone o la videocamera, a volte “senza arte né parte” diciamo così, non fa più completamente al caso di chi vuole mettere in piedi una strategia di video marketing efficace. Servono altri strumenti, altre competenze, un occhio più allenato a parlare per video e per immagini che con le semplici parole, un advertising classico o strategie vecchie e stantie.

Ecco un breve elenco delle app e degli strumenti da tenere d’occhio, e scaricare sul vostro smartphone, per fare video marketing nel 2015. Si, perché si svolgerà tutto su mobile, ovviamente.

Dopotutto, e dopo Facebook, anche Twitter, Pinterest e Instagram hanno aperto le porte ai video. Anche se di durata limitata (15-30 secondi massimo), un chiaro indizio che l’interesse al ritorno del raccontare per immagini in movimento c’è.

  1. Vine – app Twitter-based che permette di registrare video brevi (15 secondi) da condividere su Twitter appunto, con qualche “abbellimento” in più rispetto alla registrazione “normale” da video camera dello smartphone (filtri, effetti, texting, etc.).
  2. Social cam – stesso concetto, permette di registrare video (Senza restrizioni di lunghezza) ed editarli prima di pubblicarli sui social
  3. Viddy – altro video recorder + editor, costruito già di per sé come una community (ci sono followers che seguono e da seguire con cui condividere i propri video, che possono essere poi ricondivisi sugli altri social)
  4. Videolicious – app più consistente che permette di creare ed editare video, di comporre video a partire da immagini, e condividere i propri contenuti in contemporanea su più canali social.
  5. Riff – app di casa Facebook, permette di creare video e condividerli sui social. La feature veramente interessante, però, è quella che permette di partecipare e condividere video “collaborativi”, ovvero video già esistenti a cui si vanno ad aggiungere i propri spezzoni video, per poi condividerli con gli amici, che a loro volta possono aggiungere i propri spezzoni… e così via. Capite la potenzialità virale del tutto, no?
  6. iMovie, ISupr8, Vid Trim Pro, Cinema Fx – sono le maggiori app di editing video disponibili per iOs e Android. Scegliere quella giusta va a gusti, e dipende dal tipo di video che volete girare e dalla resa che volete dargli.
  7. Lapse It pro – app che permette di sfruttare la tecnica del time lapse, ovvero della registrazione video “a scatti” (di immagini, che vengono poi composte in maniera fluida per creare un video appunto). Avete presente la particolare sensazione che danno certi time lapse della volta celeste notturna in movimento, o delle maree? Ecco, sono quelli.

Molta attenzione sembra essere poi dedicata non tanto alla produzione di contenuti video quanto alla diffusione del live streaming tramite i social, soprattutto tramite app integrate con le piattaforme stesse, come:

  1. Periscope – app per smartphone per il “live streaming”, ovvero la partecipazione live tramite piattaforma, e video, ad un evento.  Utilizzato bene, Periscope permette di costruire l’evento in tutte le sue fasi dal pre (invito, eventi teaser, countdown) al post (follow up live twitting, commenti). Il tutto basato su piattaforma Twitter.
  2. Meerkat – altra app di live streaming, disponibile solo si iOs per il momento, e basata anch’essa su Twitter. Permette di programmare lo streaming e condividerlo in automatico tramite link con i propri follower, ma non di inviare notifiche all’inizio della diretta streaming… per il momento.
  3. Snapchat – non dimentichiamo l’app clone di Whatsapp per la messaggistica istantanea che ultimamente è stata utilizzata per dei curiosi “flash mob” di video marketing. L’app permette di condividere con i propri contatti immagini e video brevi che si cancellano automaticamente dopo un tot di secondi.

A questo punto, a vederli accanto agli altri, si direbbe che Youtube e Hangout, abbiano i giorni contati e non possano reggere il confronto, e tuttavia anche YT si sta dando da fare per rimettersi al passo: introduce i video a 360 gradi e si fa ancora più social integrato. Basterà?

Ai posteri l’ardua sentenza… intanto ancora nessuno osa ”saltare” il canale YT quando si tratta di video (dopotutto, fanno ancora il ranking migliore sui motori di ricerca, grazie a Google…)

E voi cosa ci raccontate: dopotutto il formato video si adatta più che egregiamente ai contenuti dei vostri hotel, destinazioni, ristoranti… non vi viene voglia di provare?

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